Napoli, 25 Gennaio – Giornata di tensioni e simboliche proteste durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario presso il Salone dei Busti di Castel Capuano. In segno di dissenso verso la riforma della separazione delle carriere, proposta dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, i magistrati presenti hanno abbandonato l’aula durante il suo intervento, mantenendo un comportamento composto e silenzioso.

Vestiti con la toga e adornati da una coccarda tricolore, molti magistrati stringevano tra le mani un pieghevole riportante i principi fondamentali della Costituzione italiana. L’uscita dalla sala è avvenuta senza clamore, mentre il Guardasigilli proseguiva il suo discorso. Alcuni magistrati hanno fatto ritorno in sala solo al termine dell’intervento del ministro per seguire il prosieguo della cerimonia.

In contrasto con il silenzio che ha accompagnato l’abbandono della sala, il delegato del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm), Edoardo Cilenti, ha ricevuto ripetuti applausi dalla platea per il suo intervento critico nei confronti della riforma.

La posizione dell’Anm e il timore per l’autonomia della magistratura La protesta, secondo il presidente della giunta distrettuale dell’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) di Napoli, Cristina Curatoli, rappresenta un chiaro segnale di unità tra le diverse componenti della magistratura. “Non si tratta di piccole modifiche, ma di riforme che minano il cuore della giurisdizione. Di fronte a questo, la magistratura si è dimostrata compatta”, ha dichiarato Curatoli in una conferenza stampa al termine della cerimonia.

Le rassicurazioni del ministro Nordio, che ha negato qualsiasi lesione all’autonomia e all’indipendenza della magistratura, non sembrano aver convinto i magistrati. “Non basta dire che la riforma non lede questi principi, perché la sua lettura complessiva e i commenti politici che la accompagnano dimostrano il contrario. Si percepisce un tentativo di controllo sui pubblici ministeri e sulle indagini più scomode”, ha aggiunto Curatoli.

Secondo l’Anm, la separazione delle carriere potrebbe compromettere il principio stesso della giurisdizione condivisa. “I migliori pubblici ministeri sono quelli che hanno fatto anche il giudice, perché condividono una cultura orientata alla ricerca della verità e alla tutela di tutti i cittadini, senza distinzioni. Separare ulteriormente queste figure rischia di indebolire l’intero sistema”, ha concluso Curatoli.

Referendum e prospettive future Nonostante le tensioni, l’Anm non prevede al momento una mobilitazione referendaria. “Speriamo che non sia necessario. Qualora dovesse avvenire, valuteremo il da farsi, ma il nostro obiettivo è informare i cittadini sull’impatto di questa riforma, che tocca direttamente l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati”, ha precisato Curatoli.

La protesta, che ha segnato la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario del distretto della Corte d’Appello di Napoli, si è chiusa con un bilancio positivo per l’Anm, che ha ribadito l’importanza di un confronto serio e informato sulla riforma.

 

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.