Dal vantaggio al disastro: il Napoli crolla sotto i colpi del PSV
Eindhoven, 22 Ottobre – Dopo Torino, un’altra serata da dimenticare. Il Napoli cade rovinosamente 6-2 in casa del PSV Eindhoven nella seconda giornata di Champions League, incassando la seconda sconfitta in quattro giorni. Un risultato che pesa, non solo nel punteggio ma soprattutto nell’immagine di una squadra che sembra aver smarrito se stessa.
E dire che la partita era cominciata con un’illusione. Dopo un avvio in apnea, gli azzurri avevano trovato il vantaggio alla mezz’ora con Scott McTominay, bravo a staccare di testa su un cross preciso di Spinazzola. Ma il vantaggio dura poco: in appena sette minuti il PSV ribalta tutto. Prima un autogol sfortunato di Buongiorno, che di nuca devia nella propria porta un traversone di Perisic, poi il raddoppio firmato Saibari dopo un errore in disimpegno di Beukema.
Da lì, il Napoli si scioglie. In avvio di ripresa gli olandesi dilagano con Man, libero di colpire in area senza opposizione. Il PSV continua a collezionare occasioni e, approfittando anche dell’espulsione per proteste di Lucca, infierisce ancora: è sempre Man a firmare il 4-1 con un sinistro potente che sorprende un incerto Milinkovic-Savic.
Un sussulto d’orgoglio arriva ancora da McTominay, che sigla la doppietta personale di testa su corner, ma il finale è un calvario. In superiorità numerica, il PSV affonda il coltello nella piaga con i neoentrati Pepi e Driouech, fissando il punteggio su un umiliante 6-2.
A fine gara, Antonio Conte non ha usato giri di parole. “Bisogna ritrovare lo spirito dell’anno scorso – ha detto il tecnico – quello che ci ha permesso di fare qualcosa di straordinario con pochissimi giocatori. Serve un bagno di umiltà. Qualcuno sta buttando fumo negli occhi a Napoli, ma io dico la verità: sarà un’annata molto complessa”.
Conte ha riconosciuto le difficoltà di un gruppo quasi completamente rinnovato: “Abbiamo inserito nove giocatori nuovi, è tanto, forse troppo, ma non potevamo fare altrimenti. Servirà tempo, ma anche consapevolezza: questa squadra deve capire che nessuno regala nulla”.
La sconfitta di Eindhoven non è solo un incidente di percorso: è il segnale di un malessere più profondo. Il Napoli appare fragile, disunito, lontano parente della squadra organizzata e combattiva che aveva stupito l’Europa appena un anno fa. Difensivamente disastroso, privo di equilibrio e con poche idee in costruzione, il gruppo azzurro sembra soffrire la rivoluzione tecnica e tattica imposta in estate.
Sabato al Maradona arriva l’Inter, reduce dal 4-0 all’Union Saint-Gilloise. Un crocevia già decisivo, in cui serviranno orgoglio e compattezza per evitare che la stagione deragli definitivamente. Perché, come ha detto Conte, “questa partita deve darci un’accelerata”. Il tempo per reagire c’è, ma la sensazione è che serva molto più di una scossa: serve ritrovare un’anima.
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