La Cappella Sansevero apre ai non vedenti: visita tattile al Cristo Velato
Napoli, 11 Marzo – Per una volta la bellezza non si guarderà soltanto: si potrà toccare. Martedì 17 marzo 2026 il Museo della Cappella Sansevero aprirà eccezionalmente le sue porte a un pubblico speciale con “La meraviglia a portata di mano”, una visita tattile dedicata alle persone non vedenti e ipovedenti. Un’iniziativa rara, che consentirà ai partecipanti di esplorare attraverso le mani alcuni tra i più celebri capolavori della scultura europea, a partire dal leggendario Cristo Velato.
Per un giorno le barriere fisiche e simboliche che normalmente proteggono le opere verranno superate. La recinzione che circonda la statua sarà infatti rimossa e i visitatori, indossando guanti di lattice, potranno percepire la straordinaria trama del marmo scolpito da Giuseppe Sanmartino nel 1753: il velo sottilissimo che avvolge il corpo del Cristo, le pieghe che sembrano muoversi come tessuto reale, il volto abbandonato nella quiete della morte.
L’iniziativa, promossa dal Museo Cappella Sansevero in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – sezione territoriale di Napoli, nasce con l’obiettivo di rendere sempre più accessibile il patrimonio artistico del complesso monumentale. Il percorso di visita è stato progettato appositamente per le esigenze dei partecipanti e comprenderà anche l’esplorazione tattile dei bassorilievi della Pudicizia e del Disinganno, opere simbolo del programma iconografico ideato dal principe Raimondo di Sangro.
A introdurre l’esperienza sarà lo staff dei servizi educativi del museo con una presentazione della cappella e della figura visionaria del principe, mente del progetto artistico e culturale che rese il luogo uno dei più affascinanti scrigni d’arte di Napoli.
L’esplorazione tattile sarà poi guidata da accompagnatori non vedenti dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, formati appositamente dalla guida turistica Roberta Meomartini, esperta in percorsi tattili. Un approccio che trasforma la visita in una condivisione di esperienza e sensibilità.
«L’organizzazione di questa giornata è stata complessa e ha richiesto molti mesi di lavoro, ma siamo felici di offrire nuovamente, dopo più di dieci anni, un’esperienza speciale a coloro che possono apprezzare la bellezza del nostro patrimonio artistico soltanto attraverso l’esplorazione tattile», spiega la presidente del museo Maria Alessandra Masucci. L’iniziativa, sottolinea, rientra in un più ampio programma volto a costruire uno spazio culturale sempre più inclusivo e accessibile.
Sulla stessa linea il presidente della sezione napoletana dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Giuseppe Ambrosino: «La fruizione della bellezza deve essere un diritto universale. L’arte non deve essere un privilegio della vista. Poter toccare il Cristo Velato significa abbattere le barriere tra l’opera e chi ne è escluso».
Per Costanza Boccia, guida non vedente coinvolta nel progetto, l’emozione è difficile da descrivere: «Sentire nelle mani questi capolavori è qualcosa di indescrivibile. Spero di riuscire a trasmettere a chi parteciperà quello che provo».
La visita tattile si svolgerà martedì 17 marzo 2026 dalle 9 alle 19 (ultimo ingresso alle 18.30) ed è gratuita, con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti. Ogni visitatore non vedente o ipovedente potrà accedere con un accompagnatore e/o con il proprio cane guida.
Durante l’esplorazione non sarà consentito indossare anelli, bracciali o oggetti che possano danneggiare le superfici marmoree. Al termine della visita gli ospiti saranno accompagnati in sacrestia, dove riceveranno in omaggio una guida in braille realizzata dal museo insieme all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e stampata dalla Stamperia Regionale Braille ETS di Catania.
L’appuntamento del 17 marzo si inserisce in un percorso più ampio con cui la Cappella Sansevero sta ridefinendo l’accessibilità dei suoi spazi. Il museo propone già il tour “DescriVedendo”, con audioguide dedicate agli ipovedenti, percorsi video in LIS per le persone sorde e il progetto “Museo per tutti”, pensato per visitatori con disabilità intellettiva.
L’obiettivo è chiaro: fare della cultura un diritto condiviso, non un privilegio. Perché la meraviglia, quando diventa davvero accessibile, può arrivare anche dove lo sguardo non arriva — e passare dalle mani direttamente al cuore. In un luogo dove per secoli lo stupore è stato affidato allo sguardo, la meraviglia seguirà un’altra strada: quella delle mani. Il marmo del Cristo Velato, così celebre per l’illusione ottica del velo che sembra tessuto, rivelerà la sua poesia anche attraverso il tatto, restituendo a chi non vede la possibilità di “sentire” l’arte nella sua forma più autentica.
È un gesto simbolico e potente per la Cappella Sansevero, il capolavoro barocco ideato dal visionario Raimondo di Sangro: aprire le proprie opere al contatto significa non soltanto superare una distanza fisica, ma ribadire che la bellezza non può essere confinata a un solo senso. In quell’incontro silenzioso tra pelle e marmo si compie forse la forma più pura di conoscenza dell’arte: una scoperta lenta, intima, che trasforma il capolavoro in esperienza viva. Perché quando la bellezza diventa davvero accessibile, non si limita più a essere osservata: si condivide, si attraversa, si sente. E, proprio come accade davanti al Cristo Velato, continua a parlare anche quando gli occhi restano chiusi.

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