Napoli, 13 Ottobre – Un presidio democratico per chiedere maggiore sicurezza nelle strade, interventi rigorosi nei confronti delle famiglie dei giovani coinvolti e il ripristino della legalità. È l’iniziativa organizzata per sabato sera in piazza Vanvitelli dalle mamme del Vomero, dopo il grave episodio che ha visto un padre aggredito mentre cercava di difendere la figlia, coinvolta in una lite tra ragazzine.

La mobilitazione nasce in un clima di forte preoccupazione nel quartiere. A rendere nota l’iniziativa è il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che ha seguito personalmente la vicenda e ha incontrato la famiglia dell’uomo aggredito.

Secondo quanto riferito da Borrelli e da Nelide Milano, portavoce delle mamme anti-violenza a Napoli, le tensioni non si sarebbero esaurite con l’aggressione. Le figlie dell’uomo, spiegano, continuerebbero infatti a ricevere minacce, mentre sui social sarebbero comparsi ulteriori messaggi offensivi e intimidatori.

«Ci troviamo di fronte a una situazione di una gravità inaudita che non può essere archiviata come una semplice bravata tra ragazzi», sostengono Borrelli e Milano. La principale preoccupazione del padre, Roberto, sarebbe ora proprio quella di proteggere le figlie da possibili ritorsioni.

Gran parte dei giovani coinvolti nell’episodio, secondo quanto riferito, sarebbe già stata identificata. Borrelli e Milano denunciano tuttavia l’assenza, da parte della maggior parte delle loro famiglie, di segnali distensivi o di scuse e parlano di un clima di intimidazione che alimenterebbe il timore di nuovi episodi di violenza.

Da qui la decisione di trasformare la preoccupazione in una manifestazione pubblica. Sabato sera cittadini e mamme del quartiere si ritroveranno in piazza Vanvitelli per chiedere una presenza più incisiva delle istituzioni e delle forze dell’ordine nei luoghi maggiormente frequentati dai giovani.

Borrelli e Milano chiedono inoltre che le istituzioni competenti valutino la possibilità di costituirsi parte civile nell’eventuale futuro processo, come segnale di vicinanza alla famiglia e di contrasto alla violenza giovanile. «Il papà Roberto ha mostrato un coraggio enorme per proteggere le sue figlie ed è inaccettabile che oggi la famiglia debba vivere nel timore di ritorsioni o nuovi attacchi», affermano.

Il presidio del Vomero riporta così al centro una questione che va oltre il singolo episodio: quella della sicurezza nei luoghi di aggregazione, ma anche della responsabilità educativa degli adulti. Reprimere gli episodi di violenza è indispensabile, ma intervenire soltanto quando un’aggressione è già avvenuta rischia di essere insufficiente. Famiglie, scuola, istituzioni e territorio sono chiamati a riconoscere per tempo i segnali di disagio e di prevaricazione.

Perché una città sicura non è soltanto una città con più controlli. È una città nella quale chi interviene per difendere una figlia non deve temere di diventare a sua volta un bersaglio e nella quale la violenza, soprattutto quando coinvolge ragazzi giovanissimi, non viene mai liquidata come una semplice bravata.

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