Napoli, 22 Settembre – «Bruciare gli accordi con Israele». È lo slogan che i manifestanti del corteo nazionale per la Palestina hanno rivolto oggi all’Università Federico II, giunti davanti al rettorato con un lungo striscione e diversi fumogeni accesi. Secondo gli organizzatori, l’azione vuole colmare «quello che il nostro Governo non ha fatto in questi due anni»: uno dei portavoce, dal megafono, ha annunciato la volontà di interrompere o annullare le collaborazioni accademiche con istituzioni israeliane, definendo gli accordi come una forma di complicità rispetto alla violenza in corso a Gaza.

I manifestanti hanno indicato come bersaglio il rettore Matteo Lorito, accusandolo di «sedere ancora al tavolo della Fondazione Med-Or» e dunque di essere — a loro dire — complice di «uno Stato che uccide non solo con le bombe ma con la fame, impedendo gli aiuti umanitari». Dalla folla è arrivata anche la minaccia di nuove azioni: «le università saranno occupate qualora la Flottila che si sta dirigendo verso Gaza dovesse essere bloccata». La protesta si inserisce in un’ondata di mobilitazioni universitarie che, negli ultimi mesi, hanno già visto occupazioni e presidi in diversi atenei italiani contro bandi e collaborazioni con istituzioni israeliane — una mobilitazione che in passato ha sollevato appelli tra docenti e personale accademico perché le università evitino iniziative che possano essere interpretate come condivisione di responsabilità con atti di guerra.

Sul posto non risultano, al momento, comunicazioni ufficiali del rettore o dell’amministrazione dell’Ateneo in risposta alle richieste dei manifestanti. La protesta a Napoli si svolge mentre in altre città d’Italia si registrano cortei e scioperi a sostegno della popolazione palestinese e per chiedere un immediato cessate il fuoco. La situazione resta in evoluzione: il presidio è terminato senza incidenti gravi segnalati dalle prime ricostruzioni, ma gli organizzatori hanno ribadito la disponibilità a nuove iniziative qualora la nave-flotilla diretta a Gaza venisse intercettata o bloccata.

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