Il rettore Lorito: “Siete i pionieri di un nuovo modo di entrare a Medicina”

Napoli, 1 Settembre  – Niente più test a crocette “a freddo”: da oggi l’accesso a Medicina passa attraverso il semestre filtro. All’Università Federico II di Napoli, seconda in Italia per numero di iscritti dopo La Sapienza, hanno preso posto nelle aule 3.800 ragazzi che sognano di diventare medici, odontoiatri o veterinari.

Si tratta della prima generazione a sperimentare il nuovo sistema introdotto dalla riforma voluta dal ministro dell’Università Anna Maria Bernini e approvata dal Parlamento, che ha abolito il vecchio test d’ingresso. “Oggi cominciate una nuova fase del vostro percorso – ha detto il rettore Matteo Lorito salutando gli studenti – siete un po’ dei pionieri. Per anni l’accesso a Medicina è stato uno dei grandi problemi delle università italiane, ma da oggi le cose cambiano”.

Lezioni in aula, poi online – Il semestre filtro alla Federico II sarà diviso in due fasi: Dal 1° settembre al 3 ottobre lezioni in presenza nelle sedi di Biotecnologie, Farmacia e Giurisprudenza, per un totale di oltre 3.800 posti a sedere. Dal 6 ottobre fino alla fine del semestre tutto si sposterà online, con didattica sincrona a distanza.

Gli studenti studieranno Chimica, Biologia, Fisica e propedeutica biochimica, le materie su cui verterà l’esame finale. Due le date fissate: 20 novembre e 10 dicembre. “La differenza rispetto al passato è enorme – ha sottolineato Lorito – perché adesso i ragazzi sosterranno il test dopo aver studiato davvero sui banchi universitari, con materie legate al loro futuro percorso di laurea”.

Il semestre filtro manda in soffitta il contestatissimo test d’ingresso, spesso accusato di penalizzare gli studenti e di non rispecchiare le competenze richieste. Alla Federico II l’organizzazione è stata imponente: sette aule a Biotecnologie, tre a Farmacia, quattro a Giurisprudenza, per ospitare un esercito di aspiranti camici bianchi. Per loro, da oggi, comincia una sfida che non sarà meno dura dei vecchi quiz, ma che promette di essere più vicina alla realtà universitaria.

Quella avviata oggi non è solo una sperimentazione locale, ma un banco di prova per l’intero sistema universitario italiano. Se da un lato il semestre filtro promette di rendere più equo l’accesso a Medicina, dall’altro solleva interrogativi: le università sapranno reggere il peso di migliaia di studenti in più, anche solo per pochi mesi? E soprattutto, questo nuovo modello garantirà davvero una selezione più meritocratica?

Le risposte arriveranno nei prossimi anni, ma intanto a Napoli – come in altri atenei – l’atmosfera è quella delle grandi occasioni: tra entusiasmo e incertezza, 3.800 giovani hanno cominciato a scrivere il primo capitolo di una riforma destinata a cambiare il volto della formazione medica in Italia.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.