Bimbo morto dopo il trapianto, il legale della famiglia: “Accuse diffamatorie, si va in tribunale”

Napoli, 4 Aprile – L’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, annuncia un’azione giudiziaria per diffamazione e interviene nel dibattito sulle responsabilità legate al decesso del bambino, avvenuto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore non riuscito. Le dichiarazioni del legale arrivano in risposta alle affermazioni attribuite al dottor Guido Oppido e segnano un ulteriore irrigidimento del confronto tra le parti coinvolte nella vicenda.

Secondo Petruzzi, alcune ricostruzioni diffuse pubblicamente chiamerebbero in causa in modo improprio membri dell’équipe sanitaria e, in particolare, la sua assistita Patrizia Mercolino. Il legale contesta l’ipotesi che la professionista abbia reso dichiarazioni non veritiere ai magistrati in merito all’informazione fornita alla famiglia del bambino. A suo avviso, tali affermazioni rischiano di ledere la reputazione della sua assistita e di spostare il dibattito su un terreno estraneo all’accertamento tecnico dei fatti.

L’avvocato sostiene inoltre che eventuali accuse relative alla presunta alterazione dei dati contenuti nella documentazione anestesiologica e nella cartella della circolazione extracorporea debbano essere affrontate nelle sedi competenti, evitando valutazioni pubbliche che possano configurare profili diffamatori. In questo contesto, Petruzzi sottolinea la necessità di mantenere distinta la ricostruzione clinica degli eventi dalle responsabilità personali attribuite ai singoli operatori.

Per questo motivo, il legale annuncia il deposito di una querela per diffamazione a mezzo stampa, previsto per la prossima settimana. L’iniziativa, spiega, avrebbe l’obiettivo di “chiarire il perimetro” delle circostanze contestate, che a suo giudizio riguardano profili deontologici e civili ma che, alla luce delle dichiarazioni pubbliche, dovrebbero ora essere valutati nell’ambito di un autonomo procedimento penale.

Le dichiarazioni di Petruzzi si inseriscono in una vicenda già complessa, segnata da accertamenti medico-legali e da un confronto tra le parti sulle modalità con cui la famiglia del bambino sarebbe stata informata prima dell’intervento. Proprio il tema del consenso informato e della comunicazione ai familiari rappresenta uno dei punti centrali del contenzioso, destinato con ogni probabilità a essere approfondito nelle prossime fasi giudiziarie.

L’annuncio della querela apre dunque un nuovo capitolo nella gestione del caso, spostando parte del confronto dal piano mediatico a quello giudiziario. Saranno ora gli inquirenti a valutare le eventuali responsabilità e a definire il quadro delle dichiarazioni contestate, mentre resta aperto il procedimento volto ad accertare le cause del fallimento del trapianto e le condotte adottate durante l’intervento.

Scisciano Notizie è orgoglioso di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. Per questo chiediamo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, fondamentale per il nostro lavoro. Sostienici con una donazione. Grazie.
 
SciscianoNotizie.it crede nella trasparenza e nell'onestà. Pertanto, correggerà prontamente gli errori. La pienezza e la freschezza delle informazioni rappresentano due valori inevitabili nel mondo del giornalismo online; garantiamo l'opportunità di apportare correzioni ed eliminare foto quando necessario. Scrivete a redazione@sciscianonotizie.it . Questo articolo è stato verificato dall'autore attraverso fatti circostanziati, testate giornalistiche e lanci di Agenzie di Stampa.

Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.