Roma, 20 Aprile – “Siamo all’assurdo. L’unica azienda in Italia che produce autobus si trova da due mesi con oltre 500 lavoratori in cassa integrazione, mentre la Regione Campania sceglie di acquistare centinaia di autobus dalla multinazionale cinese BYD. Una decisione incomprensibile e gravissima, che di fatto lascia senza prospettive i lavoratori della Menarini di Valle Ufita, in provincia di Avellino, e dello stabilimento di Bologna, penalizzando un comparto strategico per l’industria nazionale”. Lo dichiara il segretario nazionale Ugl Metalmeccanici Antonio Spera.

“Parliamo di lavoratori che negli anni hanno affrontato enormi sacrifici per costruire e consolidare un know-how fondamentale per il Paese. Questo percorso è stato reso possibile anche grazie all’impegno dell’imprenditore Civitillo, che ha rilanciato una produzione importante per Menarini in Italia e all’estero, con gare già aggiudicate da tempo ma ancora in attesa di concretizzazione per l’assenza di mandati operativi da parte delle Regioni. A lasciare sgomenti è inoltre il comportamento del neo governatore della Regione Campania che, durante la campagna elettorale, aveva visitato lo stabilimento di Flumeri assumendo impegni chiari con le organizzazioni sindacali territoriali per garantire continuità produttiva. Oggi, invece, apprendiamo della volontà di procedere con l’acquisto di autobus prodotti all’estero”, continua il sindacalista.

“Come organizzazioni sindacali nazionali abbiamo già richiesto un incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e siamo in attesa di convocazione, per affrontare con urgenza questa vertenza e individuare soluzioni concrete che garantiscano la continuità produttiva dello stabilimento. È necessario che anche il Ministero delle Imprese e del Made in Italy faccia la sua parte, intervenendo sulle Regioni affinché sostengano la produzione nazionale e orientino le scelte di acquisto verso le aziende italiane, — conclude Antonio Spera —. Nel frattempo, nella giornata odierna è in corso un presidio unitario delle organizzazioni sindacali territoriali davanti alla Prefettura di Avellino, a testimonianza della forte preoccupazione e mobilitazione dei lavoratori rispetto al futuro dello stabilimento e dell’intero comparto. Una scelta diversa da quella intrapresa finora è indispensabile per salvaguardare l’occupazione, difendere il lavoro italiano e rilanciare un settore strategico per il Paese”.

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