Napoli, 14 Gennaio – La Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato l’intero compendio aziendale di una società di Casalnuovo operante nel commercio di elettrodomestici e telefoni cellulari, già colpita lo scorso 17 settembre da un maxi sequestro da 5,7 milioni di euro, provvedimento successivamente confermato dal Tribunale del Riesame. Tra i beni finiti sotto sequestro figura anche uno yacht di 16,5 metri.
Il nuovo intervento è stato eseguito dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli in attuazione di un decreto emesso dal gip, su richiesta della Procura di Nola. I militari hanno apposto i sigilli ai negozi “Napolitano Store”, con sedi a Casalnuovo e a Napoli. Il titolare dell’azienda è noto anche per un’intensa attività sui social network, dove pubblicava quotidianamente decine di contenuti promozionali.
L’imprenditore era inoltre comparso in un video girato l’8 agosto dello scorso anno all’interno del Consiglio regionale della Campania, insieme alla tiktoker Rita De Crescenzo, nell’ufficio dell’allora consigliere Pasquale Di Fenza. Nel filmato veniva esposta la bandiera italiana sulle note dell’Inno nazionale.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la società avrebbe continuato a porre in essere le stesse condotte illecite che avevano portato al sequestro di settembre: una frode all’Iva realizzata attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, senza applicazione dell’imposta, nei confronti di società “cartiere”, prive di dipendenti e di una reale operatività e sistematicamente inadempienti agli obblighi fiscali.
Gli accertamenti svolti avevano già evidenziato come, grazie alle false fatturazioni e all’evasione dell’Iva, l’azienda riuscisse a vendere “in nero” smartphone di ultima generazione a prezzi sensibilmente inferiori rispetto a quelli di mercato. I pagamenti, secondo le Fiamme gialle, avvenivano esclusivamente in contanti. Ai clienti veniva rilasciata una “bolletta” priva di validità fiscale, molto simile a uno scontrino, elaborata tramite un apposito software gestionale. Nel documento veniva indicato il codice IMEI del dispositivo, così da giustificare l’uscita della merce dal magazzino, monitorare le vendite e garantire l’eventuale sostituzione dei prodotti.
La società, che pubblicizzava quotidianamente la propria attività sui social, ha registrato negli ultimi anni una crescita definita dagli investigatori esponenziale e anomala: il fatturato sarebbe passato dai 2,2 milioni di euro del 2017 ai 20,8 milioni di euro nel 2023. Le indagini della Procura di Nola proseguono per delineare eventuali ulteriori responsabilità.
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