Simone vive. Volano i palloncini: destinazione Paradiso:

 

 

Marigliano, 1 Dicembre – “Simone porta la tua passione per i gigli fin lassù, nel cielo”. Sono le parole stampate dietro la maglia che riprende il suo volto sorridente con la bandana tra i capelli dei colori societari dei volontari “Ortolano 1875”. La indossano i giovani giglianti ai funerali del povero Simone, morto a soli 16 anni con la gioia nel cuore di un’uscita serale spensierata conclusasi tragicamente in via Nuova del Bosco, area pip, in quelle strade buie e prive di segnaletica su cui ci sarebbe tanto da scrivere. Adesso però non è il momento. Quanta gente, quanti ragazzi e ragazze a perdita d’ occhio hanno affollato Faibano fin dalle prime ore del mattino. Ognuno indossava la maglia con il suo volto, ripreso negli scatti spensierati del suo profilo Social. “Simone vive”, “Sarai per sempre nei nostri cuori”. Dicevi ai tuoi amici: “Bro, Simone è da gente“…ti piaceva stare in mezzo agli altri, amavi la socialità e hai portato in strada migliaia di persone, a perdita d’occhio e che oggi però avrebbero preferito essere con te ma altrove: ad un concerto, alla festa dei gigli, dappertutto tranne che essere lì a doverti dire addio e a ricordarti per quello che hai donato a loro in termini di amore e amicizia, nonostante il tuo passaggio terreno sia stato breve.

Un passaggio intenso però che portava il sole nella vita di tutti. Eri luce. E con il Natale alle porte avevi voluto mettere le lucine anche vicino al tuo scooter. Anche quella sera lampeggiavan prima che ti schiantassi contro l’auto all’incrocio. Mercoledì scorso: ore 22.29 pressappoco la tua giovane vita vola via in un soffio . Una tragedia immane. I tuoi compagni dell’ Istituto Manlio Rossi Doria sono distrutti: sabato scorso erano riuniti in palestra per ricordarti, per parlare di te, per dare sfogo al dolore e tenerti vivo insieme a loro. Nessuno sarà mai dimenticato se terremo viva la memoria. C’ eravate tutti anche ai funerali …occhi in lacrime e mani strette strette. A don Enzo Miranda tocca il triste compito di celebrare il rito funebre. “Non ci sono parole che possano alleviare un dolore così grande”.

Eppure proprio le parole usate con l’ empatia giusta possono in qualche modo essere d’aiuto. Magda, l’amica del cuore, ha postato un bel video che la ritrae a cavalcioni sulle spalle del suo Simone. Ma che bella gioventù spensierata. La morte? E chi la pensa la morte a quell’età …si hanno tanti progetti per la testa. Meno male che Simone ha vissuto la sua vita con solarità facendo tutto quello che può fa stare bene un ragazzo della sua età. Magda ora e’ qui insieme ai familiari. A stento si regge in piedi. La chiesa è troppo piccola per contenere quell’enorme flusso di persone. Una chiesa più grande altrove ? Ma Simone era della gente, della sua Faibano. Fuori ci sono tutti gli amici e amiche di questa frazione dove ci si conosce tutti e dove le tragedie diventano quelle di tutti.

Hanno cuscini di gigli bianchi, stringono palloncini bianchi ai due lati del percorso, sul sagrato della chiesa di San Giovanni Battista, da dove esce la bara bianca. Cala il silenzio interrotto da urla e singhiozzi. Ecco il fratello Peppe accompagna a spalla il feretro candido come la neve e bacia ripetutamente la bara bianca. Erano tutti per uno e uno per tutti. Mamma Michela e papà Ferdinando si aggrappano l’uno all’ altro …e trovano anche la forza di ringraziare i ragazzi e le ragazze. La bara portata a spalla e seguita da una fiumana di persone tra cui gli studenti del liceo Colombo si ferma all’ incrocio dell’ edicola di San Francesco d’Assisi. Volano i palloncini verso il cielo…in qualche modo bisogna dare sfogo al dolore.

Altrimenti come si fa? Gridano in coro “Simone …Simone …siamo qui”. Il corteo riprende e la bara viene posizionata nell’auto funebre che lo accompagnerà al cimitero. C’è tanto dolore, una tragedia che resterà sempre senza un perché nella citta che domani dovrà affrontare anche i funerali delle due gemelle 26enni, operaie, morte nell’esplosione della fabbrica di fuochi d’ artificio. E’ lutto cittadino. Intanto …oh mio Dio un ragazzo venuto al funerale con lo scooter, nel rione Pontecitra si scontra con un’auto. Batte il cuore…corrono tutti lì …per fortuna niente di grave. E’ salvo…tranquillo Simone vola in paradiso con le ali della tua bella gioventù e fai in modo che chi sta soffrendo la tua morte, trasformi l’assenza in presenza per dare sfogo al dolore. “Simone vive perché Simone è della gente “. Che grande lezione di Vita con la v maiuscola che hai dato a tutti noi: prendetevi cura della vita..

Anita Capasso

 

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