Marigliano, 25 Agosto – Ci sono esperienze che, nella semplicità di un gesto condiviso, riescono a raccontare molto più di quanto si possa immaginare. Ieri sera si è svolto il secondo e ultimo appuntamento dedicato all’arte della sartoria artigianale, nell’ambito della rassegna “MarigliAmo l’Estate”. Un pomeriggio che ha concluso nel modo più bello un piccolo percorso fatto di creatività, manualità, incontro e partecipazione. Un imprevisto avrebbe potuto compromettere lo svolgimento dell’iniziativa: l’improvvisa impraticabilità dello Chalet della Villa Comunale, inizialmente destinato ad accogliere il laboratorio. Ma è proprio nelle difficoltà che una comunità dimostra concretamente la propria capacità di collaborare. Grazie alla tempestiva disponibilità del Comune di Marigliano, l’attività si è potuta svolgere regolarmente nei locali degli uffici comunali al piano terra, messi a disposizione per consentire a tutti noi di proseguire quanto programmato.
“Per questo desidero rivolgere un ringraziamento sincero al Sindaco, agli amministratori comunali, alla Polizia Municipale e al personale dipendente del Comune, che con disponibilità e spirito di collaborazione hanno contribuito a superare l’imprevisto e a rendere comunque possibile la manifestazione. E forse proprio questo piccolo cambiamento di programma ha reso ancora più evidente il significato dell’esperienza che abbiamo vissuto. Rispetto al primo appuntamento, infatti, ho avuto la gioia di vedere una partecipazione ancora più numerosa. Anziani, adulti, giovani e bambini si sono ritrovati insieme, accomunati dalla curiosità e dal desiderio di cimentarsi nell’attività creativa e realizzativa proposta. Età diverse, esperienze diverse, differenti abilità e sensibilità si sono incontrate intorno a stoffe, fili, aghi, colori e idee. Non abbiamo semplicemente lavorato dei materiali. Abbiamo condiviso il piacere di creare. Ho visto bambini osservare con curiosità, giovani mettersi alla prova, adulti e anziani condividere esperienza e manualità. Ho visto persone confrontarsi, aiutarsi, sorridere davanti al risultato raggiunto. Ed è proprio in questi gesti semplici che ho ritrovato ancora una volta il significato più autentico di ciò in cui credo: la creatività può diventare uno straordinario strumento di relazione e di comunità. Il cucito e la sartoria artigianale, infatti, non rappresentano soltanto un insieme di tecniche. Sono pazienza, attenzione, fantasia, precisione e cura.
Sono la capacità di immaginare qualcosa e, attraverso le proprie mani, darle progressivamente forma. Ma quando tutto questo viene vissuto insieme agli altri, il valore dell’esperienza cambia: il filo non unisce più soltanto pezzi di stoffa, ma simbolicamente persone, generazioni e storie differenti. Per chi, come me, vive quotidianamente il mondo della formazione, vedere anziani, adulti, giovani e bambini lavorare fianco a fianco assume un significato particolare. Significa riscoprire che si può imparare a qualsiasi età e, soprattutto, che ciascuno può contemporaneamente insegnare qualcosa agli altri. Esperienza che sicuramente farà germogliare nuove iniziative da proporre alla comunità per non far cadere nell’oblio l’arte sartoriale È questa, forse, una delle forme più belle dell’educazione: quella che nasce spontaneamente dall’incontro, dalla collaborazione, dall’ascolto e dal piacere di fare qualcosa insieme. La maggiore partecipazione registrata in questo secondo appuntamento mi ha restituito anche un’altra consapevolezza: quando vengono create occasioni semplici e autentiche di incontro, la comunità risponde.
Non servono necessariamente grandi eventi. A volte bastano un tavolo, qualche stoffa, ago e filo, la disponibilità a condividere ciò che si sa fare e la curiosità di chi desidera imparare. Da lì possono nascere relazioni, sorrisi, piccoli manufatti e, soprattutto, quel prezioso sentimento di appartenenza che rende una città una vera comunità. Con questo secondo incontro si è concluso il nostro percorso dedicato all’arte della sartoria artigianale all’interno di “MarigliAmo l’Estate”. Porto con me i volti, l’entusiasmo e la partecipazione di tutte le persone che hanno scelto di esserci. A ciascuna di loro va il mio grazie. Così come rinnovo il mio ringraziamento all’Amministrazione comunale e a quanti, anche di fronte all’imprevisto logistico, si sono adoperati affinché l’iniziativa potesse svolgersi regolarmente. Torno a casa con la stessa convinzione che aveva accompagnato il primo appuntamento, oggi ancora più forte: la bellezza non nasce soltanto da ciò che riusciamo a realizzare con le nostre mani, ma dalle relazioni che costruiamo mentre lo facciamo. Oggi abbiamo cucito stoffe, realizzato idee e dato spazio alla fantasia. Ma soprattutto abbiamo intrecciato generazioni, esperienze, sorrisi e relazioni. Ed è questo il manufatto più bello che, insieme, siamo riusciti a realizzare”.
Anita Capasso
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