Napoli, 22 Gennaio – Il sabato sera, quando non ho nulla da fare, guardo volentieri “C’è posta per te”, il più delle volte con l’intento di ascoltare storie (non so se inventate o meno) che possano darmi spunto per nuovi scritti.
Sabato scorso mi hanno colpito molto, le storie di due mamme e sono state per me, in quanto donna e mamma, motivo di riflessione.
La prima signora aveva scritto al programma perché non vedeva il figlio da sette anni e sperava che con questo gesto, potesse riaccoglierla nella sua vita e permetterle di vedere il nipotino di sette anni, che non aveva mai conosciuto. La motivazione dell’allontanamento erano alcune parole dette alla donna che sarebbe diventata sua nuora, in seguito a lamentele nei riguardi del figlio.
“Non far soffrire mio figlio, altrimenti farai i conti con me!”. Sicuramente parole dette male, che non avrebbe dovuto pronunciare, ma il cui senso era: non far del male alla persona che amo di più al mondo.
Ora che la nuora non ne capisse il senso e si offendesse, è legittimo, non era sua madre, ma che un figlio si allontani dalla madre, al punto di non andare da lei quando viene operata per una grave malattia e che dichiara di fronte ad una donna che ha messo da parte orgoglio e amor proprio, al punto di andare in televisione a chiedere scusa, che lui ha trovato nella famiglia della moglie, la famiglia che cercava, nella madre di sua moglie la madre ideale, credo che tutto ciò sia una cosa veramente VERGOGNOSA!
A quel punto se fossi stata io la madre, sarei ritornata sui miei passi. Essere madre non significa diventare una martire, farsi offrire in pasto ai leoni, ovvero figli ingrati legati a donne arroganti e accentratrici.
Maria, la conduttrice, spazientita dal suo atteggiamento e dalla continua intromissione della ormai moglie, gli ha chiesto che cosa provasse per la donna dall’altra parte della busta.
La sua risposta è stata che, quando si vive distanti per tanti anni, si diventa quasi estranei, ma che sì qualche sentimento lo provava, ma che lui non si sarebbe mai messo contro la moglie per lei.
Mi chiedo, una madre può diventare un’estranea?
E questa donna che ha continuato a intervenire, si è mai chiesta: sto crescendo anch’io un bambino, e un giorno diventerà un uomo, come mi sentirei se si allontanasse da me? Come mi sentirei se un’altra donna, lo giustificasse in questa sua azione?
Esaminando varie situazioni mi sono resa conto che questo tipo di atteggiamento da parte degli uomini non necessariamente è per mancanza di affetto, ma semplicemente perché non vogliono problemi, non hanno la volontà, il coraggio di affrontare le situazioni e a quel punto dovendo “eliminare” qualcuno, la scelta cade su chi gli darà meno problemi.
Credo che tutto ciò sia veramente triste, si colpisce la figura più importante della società, quella della madre, che nella crescita di un figlio è colei che investe di più privandosi di un pezzo della sua vita, per donarlo a lui.
Mi auguro che figli e nuore, possano far tesoro, del dono di una madre e di una suocera, che, per quanto possa essere suocera, resta comunque colei che ha messo al mondo il loro marito e il padre dei loro figli.
Nella prossima riflessione la storia dell’altra mamma!
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