Roma, 18 Settembre – Con 77 voti favorevoli, 55 contrari e 2 astenuti, il Senato ha approvato in via definitiva la legge quadro sull’Intelligenza artificiale, rendendo l’Italia il primo Paese dell’Unione Europea a dotarsi di un impianto normativo pienamente allineato all’AI Act comunitario. Il provvedimento, composto da 28 articoli suddivisi in sei Capi, delega il governo all’emanazione di decreti legislativi che disciplineranno in modo organico lo sviluppo e l’applicazione dell’IA, fissandone i principi fondamentali. Governance e autorità di controllo La legge istituisce il Comitato di coordinamento delle attività di indirizzo su enti, organismi e fondazioni attivi nel campo dell’innovazione digitale e dell’intelligenza artificiale.

Due gli attori centrali designati come autorità nazionali: Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), incaricata di vigilare con poteri ispettivi sulla sicurezza e sull’adeguatezza dei sistemi di IA; Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), chiamata a gestire le notifiche e a promuovere casi d’uso sicuri per cittadini e imprese. Ambiti di applicazione Il testo disciplina l’impiego dell’IA in settori sensibili come sanità, ricerca, lavoro, pubblica amministrazione e giustizia, con l’obiettivo di garantire tutela dei dati personali, evitare discriminazioni e valorizzare l’uso etico delle tecnologie. Il Governo riceve inoltre la delega per definire una normativa organica sull’utilizzo di dati, algoritmi e metodi matematici per l’addestramento dei sistemi. Strategia nazionale e innovazione Prevista la redazione e l’aggiornamento costante della Strategia nazionale per l’IA, con un forte impulso a collaborazioni pubblico-private, ricerca e formazione. La norma si inserisce in un quadro che punta a favorire l’innovazione, mantenendo al centro la protezione dei diritti fondamentali.

Privacy, diritto d’autore e responsabilità penale Particolare attenzione è dedicata alla tutela della privacy e al diritto d’autore: la legge estende le protezioni anche alle opere create con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Sul piano penale, vengono introdotte nuove fattispecie di reato: sarà perseguibile chi diffonde contenuti ingannevoli generati da IA, come le deepfake, o chi utilizza sistemi artificiali per compromettere la sicurezza e l’integrità di persone e infrastrutture. Disposizioni finali Il Capo VI stabilisce la clausola di invarianza finanziaria e consente all’ACN di stringere accordi di collaborazione con soggetti privati nazionali ed europei, nonché con Paesi Nato previa autorizzazione della Presidenza del Consiglio.

Le reazioni. «L’Italia è il primo Paese UE con un quadro nazionale pienamente allineato all’AI Act», ha dichiarato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, Alessio Butti, sottolineando come la legge rappresenti «una scelta che riporta l’innovazione nel perimetro dell’interesse generale, orientando l’IA a crescita, diritti e piena tutela dei cittadini». E rivolgendosi alle imprese ha aggiunto: «Investite in Italia: troverete una governance affidabile, regole trasparenti e un ecosistema pronto a sostenere progetti concreti in tutti i settori chiave del Paese».

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Giovanni Pio Battaglino
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