Roma, 10 Maggio – Sebbene sia nato a Napoli e cresciuto a Pozzuoli, due città ove la Fede in Cristo s’è sempre avvertita fortemente, qualche piccola conoscenza del Milanese non mi manca affatto: sùbito dopo che il Cardinale Protodiacono ha reso noto il cognome del nuovo Pontefice, eletto nella persona del missionario Statunitense Robert Francis Prevost, mi son ricordato che, nell’idioma del Capoluogo Lombardo, il termine “prevost” significa, semplicemente, “presbitero, sacerdote, prete” (ed è usato anche in Italiano, nella variante “prevosto”).   
Ed anche il nome scelto dal nuovo Successore di Pietro non è casuale: egli, infatti, ha deciso di chiamarsi “Leone”, esattamente come quel Pontefice che, il 15 maggio 1891, promulgò l’Enciclica “Rerum Novarum”, contribuendo ad una significativa evoluzione della dottrina cristiana in materia di lavoro ed economia. 
C’è da evidenziare, però, che a portare tale nome fu anche uno dei primi seguaci di San Francesco d’Assisi, insieme col quale s’impegnò a testimoniare il Santo Vangelo ponendosi al servizio degli ultimi; e fu proprio a lui che il Poverello – cui il compianto Pontefice Francesco decise di tributare un omaggio senza precedenti, decidendo di chiamarsi come lui durante il suo prolifico Magistero – rivolse una benedizione che tutt’oggi viene impartita prima di congedare i fedeli al termine delle Celebrazioni Eucaristiche, tramite cui s’invoca, da parte del Buon Dio, il dono della Pace e della Misericordia.  
Il saluto che il Papa neo-eletto ha rivolto alla folla radunatasi in Piazza San Pietro è stato, dunque, pronunziato con cognizione di causa, dal momento che lui mondo è tuttora sconvolto da guerre, devastazione, morte ed odio; ed alcune regioni sono addirittura rimaste – per colpa del pazzoide di turno – prive di beni di primaria necessità, come cibo ed acqua, circostanza che quasi sempre decima la popolazione ivi stanziata. 
Non va, poi, trascurato che Leone XIV è nativo di Chicago, città degli Stati Uniti ove crebbe professionalmente e politicamente il primo Presidente d’etnia Afroamericana, Barack Obama, paladino dei diritti umani, strenuo difensore dell’eguaglianza e garante di una salute pubblica che, purtroppo, tuttora lascia a desiderare (in altri termini, negli USA, se non hai disponibilità economiche sufficienti, finisci al Creatore). 
Ascoltando con attenzione il discorso d’insediamento, ho desunto che il nuovo Vicario di Cristo intende prodigarsi per debellare tutte le piaghe sinora descritte: sta a tutti noi dargli sostegno con la Preghiera e con le opere, dimodoché l’enorme carisma e l’invidiabile spirito missionario che lo contraddistinguono possano fungere da scialuppa di salvataggio per il futuro di tutte le genti.  Benvenuto tra noi, Papa Leone! 
Scisciano Notizie è orgoglioso di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. Per questo chiediamo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, fondamentale per il nostro lavoro. Sostienici con una donazione. Grazie.
 
SciscianoNotizie.it crede nella trasparenza e nell'onestà. Pertanto, correggerà prontamente gli errori. La pienezza e la freschezza delle informazioni rappresentano due valori inevitabili nel mondo del giornalismo online; garantiamo l'opportunità di apportare correzioni ed eliminare foto quando necessario. Scrivete a redazione@sciscianonotizie.it . Questo articolo è stato verificato dall'autore attraverso fatti circostanziati, testate giornalistiche e lanci di Agenzie di Stampa.