Ligabue, festa e denuncia: Caserta diventa palco di emozioni
Caserta, 7 Settembre – Dopo Campovolo, Caserta. Vent’anni dopo il concertone che segnò un’epoca, Luciano Ligabue ha scritto un’altra pagina della sua storia davanti a 36mila persone in piazza Carlo di Borbone, ai piedi della Reggia. «Una bellezza totale», ha detto il rocker di Correggio dal palco, con lo sguardo rivolto alla facciata illuminata del monumento vanvitelliano, trasformato per una notte in scenografia di un evento memorabile.
Un concerto che è insieme festa e riflessione, ricordo e denuncia, energia e responsabilità civile. Perché “La Notte di Certe Notti”, seconda tappa del tour celebrativo che riprende il filo del Campovolo del 2005, è stata molto più di uno show: un manifesto di musica e coscienza.
Ligabue ha scelto Caserta per celebrare i 30 anni del suo album più iconico, Buon Compleanno Elvis (1995), e i 35 di carriera. Sul palco, a dominare la scena, l’enorme modello di una Cadillac rossa, simbolo di un immaginario senza tempo. L’apertura è affidata a I ragazzi sono in giro, subito un’esplosione di cori e balli.
«A Caserta ci sono già stato, al Palamaggiò» ha ricordato Ligabue, evocando l’arena del basket che fu anche tempio della musica: «Speriamo si torni a farci concerti, ricordo l’enorme calore del pubblico».
Non solo musica. Dal palco, il cantautore ha dato voce alle sue inquietudini sul presente. Prima di Cosa vuoi che sia ha parlato di alluvioni, frane, esondazioni: «Ma questi grandi della Terra che ci governano hanno dei figli?». Sul maxischermo, i numeri drammatici: 7 milioni di morti ogni anno legati al clima, 15mila eventi estremi, 7mila comuni italiani a rischio. Ancora più diretti i messaggi contro le guerre: «Basta massacri a Gaza», «Basta massacri in Ucraina», «Sudan» scorrono mentre parte Il mio nome è mai più, il brano nato nel 2009 con Piero Pelù e Jovanotti.
Uno dei momenti più spettacolari arriva quando Ligabue e la band salgono sulla Cadillac rossa, trasformata in palco mobile, che attraversa la piazza tra due ali di folla in delirio fino a fermarsi davanti alla Reggia. Poi il rocker scende, percorre a piedi i duecento metri verso il palco, salutando i fan.
Non mancano le immagini delle grandi donne della storia durante Le donne lo sanno, mentre la scaletta si snoda tra i classici di sempre: Balliamo sul mondo, Lambrusco e popcorn, Bambolina e Barracuda, A che ora è la fine del mondo. Gran finale con Urlando contro il cielo e, inevitabilmente, Certe Notti.
A mezzanotte, la piazza si svuota ordinatamente: l’organizzazione supera la prova, afflusso e deflusso scorrono senza problemi. Caserta entra così nella storia della musica dal vivo italiana, diventando teatro di una notte destinata a restare nella memoria dei fan e nella carriera di Luciano Ligabue.
Il prossimo appuntamento sarà allo Stadio Olimpico di Roma, come lo stesso Ligabue ha annunciato dal palco, regalando ai fan un’altra promessa di emozioni.
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