La Giornata della Memoria: un convegno sull’infanzia nei ghetti ebraici

Nola, 3 Febbraio – La settimana scorsa, presso lo storico e prestigioso Salone dei Medaglioni del Palazzo Vescovile di Nola, si è svolto il convegno dal temaGiornata della Memoria. Infanzia e adolescenza nei ghetti ebraici al tempo del nazismo”, organizzato dalla Fidapa BPW Italy, sezione di Nola, con gli interventi della preside Filomena Tufano, presidente della Fidapa, del professore Giovanni Russo, ebraista e dirigente scolastico del Liceo “Salvatore Cantone” di Pomigliano d’Arco, della dottoressa Antonia Solpietro, storica dell’architettura e dell’arte, e del sindaco di Nola, dottor Andrea Ruggiero.

Alla presenza di una folta platea di dirigenti scolastici, docenti, associazioni del territorio e una delegazione di alunni del Liceo Carducci, guidata dalla dirigente scolastica professoressa Assunta Compagnone, è stata data voce alla “Memoria come Ricordo”, per non dimenticare gli orrori della Shoah, ricordare come monito perenne per scongiurare il riaffiorare di forme di razzismo e intolleranze, poiché l’indifferenza e il silenzio possono diventare complici del male.

La presidente Tufano ha aperto il convegno, presentando e ringraziando i relatori presenti e gli intervenuti, introducendo l’argomento con una relazione sulla folle ed immane tragedia dell’Olocausto, compiuto dal nazifascismo nella Seconda guerra mondiale. Si è rivolta ai giovani studenti, perché spetta a loro preparare una società migliore. Questo è il nostro augurio e la nostra speranza. Non voglio farvi una lezione, i vostri docenti lo fanno ogni giorno, allenandovi al sapere. Il mio, adesso, è un consiglio: studiate, approfondite le materie e date importanza alla storia. Brevemente è passata poi ad un excursus sulla storia del nazismo, fascismo e antisemitismo diffuso in Europa, e la riflessione sul perché la data 27 gennaio scelta per commemorare l’Olocausto. È una data simbolo dell’anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz- Birkenau, avvenuta nel 1945. L’armata Rossa, entrata nel campo di concentramento, liberò il campo trovando migliaia di sopravvissuti e scoprendo le atrocità commesse, e l’ONU, nel 2005, ha istituito il 27 gennaio come Giornata della Memoria dell’Olocausto.  La storia è magistrale, -ha continuato – perché il fatto permette di conoscere il passato per non ricadere negli stessi errori.” Ha concluso riportando il discorso del presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, che nel ricordo della Shoah ha sottolineato il dovere di combattere l’indifferenza e la paura e l’importanza di educare le nuove generazioni sui valori di tolleranza, rispetto e dignità umana.

Antonia Solpietro, storica dell’architettura e dell’arte, direttrice dell’ufficio Beni culturali della Diocesi di Nola e ispettrice onoraria della Soprintendenza di Napoli e provincia, ha dato il suo saluto alla platea. “ Accolgo con piacere la Fidapa in questo spazio culturale della nostra città che non solo ospita conferenze come questa di stasera, ma è uno spazio museale, ottimale per un dialogo con la storia. Concordo con la presidente che la storia è maestra di vita. Sono reduce da un convegno al quale ho partecipato, un convegno dove l’architettura per la prima volta ha dialogato con la storia. L’integrazione tra i saperi umanistici con quelli scientifici è fondamentale per avere una visione completa del mondo e su questa pista porteremo avanti le due giornate di convegno che avremo a marzo nelle Basiliche paleocristiane. Il dialogo tra queste aree, spesso unite nel mondo classico, è cruciale per comprendere la complessità della condizione umana.  La storia è importante, soprattutto per i giovani della nuova generazione. Devono conoscere quello che è stato il nostro passato, la storia d’Italia, la nostra Costituzione, i diritti umani.”

L’ebraista Giovanni Russo con il suo eloquio forbito ha emozionato i presenti per la profonda conoscenza storica del tema trattato, sollecitando domande, davvero partecipe all’argomento.Nel suo intervento ha ripercorso con sapienza e garbo la triste vicenda dei bambini ebrei di tutta Europa durante gli anni della persecuzione nazifascista, sottolineando la negazione dei diritti fondamentali e della vita. Ha messo in luce la dura storia del ghetto di Varsavia, dell’uccisione dei deportati ad Auschwitz, delle camere a gas e dei lager, riportando dati storici sulla loro situazione: tanti bambini che varcarono i cancelli dei campi di concentramento vennero inviati sotto le docce del gas, altri dovettero affrontare le dure costrizioni alle quali erano sottoposti. Ha raccontato la storia di “Elena Colombo, bambina ebrea torinese di dieci anni a molti sconosciuti.  Elena Colombo venne   arrestata a Torino dalle SS senza la presenza dei genitori, né di famigliari o adulti. Affrontò il genocidio da sola. La sua storia è stata ricostruita e documentata grazie alle testimonianze di persone che la conoscevano. Il lavoro di ricerca di Fabrizio Rondolino, giornalista e scrittore torinese l’hanno portato a scrivere un libro sulla vita di Elena, dal titolo “Elena. Storia di Elena Colombo, una bambina sola nella Shoah.” La storia di Elena è una testimonianza della brutalità e dell’orrore della Shoah, ma anche della resilienza e di come la memoria possa aiutare a superare il dolore e la perdita.”

Anche il sindaco Andrea Ruggiero ha portato il suo saluto da parte dell’Amministrazione comunale della città di Nola: “Questo convegno, in questo luogo che richiama alla riflessione e al raccoglimento, e la scelta del tema testimoniano una grande sensibilità e una profonda attenzione verso le pagine più dolorose della nostra storia. Parlare dei bambini strappati alla vita significa dare voce a chi non l’ha avuta. Questo ricordo oggi assume un significato ancora più forte se lo leggiamo alla luce del nostro tempo. Viviamo un momento storico segnato dai conflitti, dalle violenze e dalle guerre, in cui, ancora una volta, sono i più giovani a pagare il prezzo più alto. Ogni giorno, il mondo conta nuove vittime innocenti e troppi diritti vengono calpestati nel silenzio o nell’indifferenza. La memoria, allora, non è solo commemorazione, ma un monito a responsabilità collettiva”. Il convegno si è così configurato non solo come un momento commemorativo, ma come un autentico esercizio di responsabilità civile. Ricordare l’infanzia violata dalla Shoah significa interrogare il presente, perché le dinamiche dell’odio, dell’esclusione e dell’indifferenza non appartengono solo al passato. La memoria, se condivisa e trasmessa alle nuove generazioni, diventa uno strumento vivo, capace di formare coscienze e orientare scelte. In un tempo storico segnato da nuovi conflitti e da troppe vittime innocenti, iniziative come questa ribadiscono che il ricordo non è fine a sé stesso, ma un impegno quotidiano: riconoscere l’altro, difendere la dignità umana e non restare mai in silenzio di fronte all’ingiustizia.

 

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Adelina Mauro
“Sono un'insegnante e amo profondamente il mio lavoro. Due cose segnano la mia vita: Famiglia e Scuola. Credo nella bontà, nell’umiltà, nell’amore per il prossimo. Questi gli stimoli del mio impegno quotidiano affinché la vita sia veramente degna di essere vissuta. Amo leggere, viaggiare e preferisco scrivere”.