Attualita'

INSOMNIA

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Napoli, 13 Aprile – In periodi caratterizzati da una significativa cupezza è piuttosto complicato prender sonno: questo è il motivo che m’induce sovente a sfruttare le ore successive alla cena per studiare in profondità i problemi che, allo stato attuale, tormentano i neuroni di ognuno, me compreso.

“Aprile, dolce dormire”, recita una ben nota sentenza proverbiale; ma, purtroppo, non sempre è così!

Tre sere fa, provando inutilmente a chiudere gli occhi (almeno per qualche ora), ho iniziato a passare in rassegna tutte le attività svolte nel corso della giornata, accorgendomi, ad un certo punto, che tra le stesse non rientrava la lettura delle notizie: ho consultato, senza indugio, la sezione “news” del mio tablet, giungendo così a conoscenza che il parlamento Sloveno aveva, medio tempore, conferito quei dannati “pieni poteri” al capo del Governo.

“Maledizione!”, ho – a ragion veduta – esclamato: infatti, s’aggira nell’aria – unitamente al Sars-CoV-2 – un agente patogeno di pari pericolosità, capace di distruggere in poco tempo le grandi democrazie Europee. Il nome di questo “virus”, come ho già evidenziato in diversi scritti pregressi, è…..sete di potere o, per meglio dire, brama di prevaricazione.

Egregi Lettori, è possibile, secondo Voi, dormir sonni tranquilli quando si giunge a conoscenza di episodi del genere? Considerata la situazione, credo proprio di no: oltre all’incubo del Covid-19 – che persevera nel mietere vittime dovunque -, ci tocca fare i conti con la potenziale instaurazione di nuove dittature, cosa decisamente intollerabile in un contesto come l’Unione Europea.

È mai possibile che molti non siano ancora in grado di cogliere il reale significato della parola “democrazia”? La storia c’insegna che, in tempi duri (hard times, li definirebbe Charles Dickens), porre le sorti di uno stato in mano ad un unico soggetto è tabù: com’è noto, l’origine dei regimi autoritari del Novecento è da identificarsi proprio nei tentativi di fronteggiare le situazioni critiche affidandosi al carisma di un dux (ossia di una “guida”, di un “comandante”), il quale ultimo, infettato dal “virus” summenzionato, fa sì che i suoi concittadini vivano in un clima di terrore.

Ora più che mai c’è bisogno di far squadra: non possiamo, dunque, permettere che le costituzioni democratiche del secolo scorso – la maggior parte delle quali contempla il principio di solidarietà, oltre a libertà e diritti di ampia portata – vengano, di colpo, gettate su un roveto ardente, destinato – contrariamente a quello cui si fa menzione nell’Antico Testamento – a consumarsi in un baleno.

Vogliamo garantire un futuro dignitoso alle generazioni successive? Se sì, prodighiamoci affinché certa gente non occupi gli scranni delle aule parlamentari e, soprattutto, non venga scelta per guidare un governo.

 

Adriano Spagnuolo Vigorita 

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