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Immigrati clandestini a Napoli, avvocato Vizzino:“ Urge censimento obbligatorio da parte delle Istituzioni!”

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La proposta di un gruppo di avvocati napoletani per rendere più sicura la città ed evitare nuovi focolai di Covid 19.

 

 

Napoli, 27 Luglio – Parte da uno studio legale di Napoli la proposta del primo censimento degli extracomunitari clandestini presenti in città e, come denuncia l’avvocato Riccardo Vizzino – titolare dello studio promotore dell’iniziativa – presenti quasi esclusivamente in Piazza Giuseppe Garibaldi e zone limitrofe.

Lo studio legale Vizzino, con un esposto alle competenti Autorità, in particolare, ha segnalato che sono sempre più numerosi i cittadini che protestano e denunciano il grave disagio che si vive nell’area circostante la Stazione ferroviaria di Napoli Centrale in Piazza Garibaldi.  Associazioni di commercianti e cittadini in protesta chiedono sicurezza nelle strade, maggiori garanzie sul diritto alla salute, controlli sul rispetto delle norme igieniche e possibilità di esercitare in sicurezza le proprie attività lavorative. Lo studio legale Vizzino, da anni impegnato nella lotta alla criminalità e allo stato di abbandono e pericolosità sociale in cui versa l’area urbana, è vicino alla comunità e propone aiuto concreto e proposte innovative per rendere più sicura e  vivibile  le zone di Piazza Garibaldi e dintorni.

Sono anni – espone l’avv. Riccardo Vizzino- che denunciamo lo stato di abbandono di piazza Garibaldi e del degrado dei luoghi dovuto anche all’assembramento di centinaia di extracomunitari molti dei quali clandestini che bivaccano per strada senza mascherine, spesso bevendo alcolici, infastidendo i residenti con schiamazzi e risse e compiendo furti e rapine anche ai danni dei pochi turisti presenti in città in questo periodo di emergenza sanitaria. Per questo motivo – conclude Vizzino – è necessario che l’Esercito sia più incisivo nella sua azione di controllo del territorio e, in accordo con la Prefettura ed il Comune, dia una mano alle Forze dell’Ordine per registrare ogni singolo extracomunitario fermato per redigere un censimento completo dei soggetti presenti a Napoli ed avere, finalmente, un’anagrafe completa per capire la nazionalità e la “storia” giuridica e clinica dei singoli, per garantire un  monitoraggio di eventuali  pregiudicati ed evitare nuovi focolai di Coronavirus”.

 

Immigrati clandestini a Napoli:

degrado e rischio aumento contagi  da Covid-19

“ Urgono  Esercito  e censimento obbligatorio da parte delle Istituzioni!”.

 

La sicurezza di Napoli parte da Piazza Garibaldi

 

Piazza Garibaldi, importante spazio urbano, centro nevralgico della città e punto di arrivo di turisti e pendolari, recentemente è stata oggetto di una radicale riqualificazione urbana da parte della Amministrazione comunale. A tale opera di restyling   purtroppo non ha fatto seguito l’auspicato rilancio sociale, ambientale e culturale dell’area. Degrado e criminalità continuano a caratterizzare la zona e i residenti, esausti, segnalano quotidianamente disagi e criticità. Nonostante la trasformazione morfologica, Piazza Garibaldi rappresenta in pieno il doppio volto della città di Napoli. Purtroppo la riconversione del territorio non è bastata a porre un freno al dilagante fenomeno di illegalità di cui spesso sono vittime i residenti e non solo loro: in Piazza Garibaldi e nelle zone limitrofe è stato riscontrato un aumento vertiginoso della criminalità accentuato da episodi di violenza particolarmente gravi.

  • IL CRIMINE “IRREGOLARE”

Ne è un esempio la sconcertante vicenda che ha visto vittima di un’aggressione un’infermiera anti-Covid in pieno giorno nei pressi della stazione centrale ad opera di un senegalese irregolare di 20 anni; e, per restare nella cronaca recente, da segnalare è l’episodio di violenza che, questa volta, ha coinvolto una turista argentina in stato di gravidanza, presa di mira da alcuni malviventi stranieri, che le hanno scippato la borsa, facendola cadere violentemente sul marciapiede. Sempre più spesso la situazione raggiunge angoscianti livelli di pericolosità sociale anche in considerazione di diversi profili di illegalità, che esulano da condotte violente e aggressive, ma che non per questo escludono la necessità di un intervento radicale. È sotto gli occhi di tutti, infatti, il fenomeno degli “affari” gestiti dagli extracomunitari irregolari, che vede le strade e i marciapiedi di Piazza Garibaldi trasformati in veri e propri mercatini e bazar della contraffazione a cielo aperto; ciò si concretizza anche in un grave pregiudizio economico per i titolari delle attività economiche del luogo e per i commercianti della zona e di fatto si rende difficile la vita ai residenti.

Si assiste, infatti, ad una vera e propria occupazione abusiva del suolo pubblico che viene invaso anche da mercatini improvvisati che spesso consistono in vendita di prodotti di scarto rinvenuti nei cassonetti della spazzatura. Tutto ciò risulta essere indecoroso per l’immagine della città e pericoloso dal punto di vista igienico-sanitario, soprattutto in questo momento storico.

E’ doveroso precisare che l’integrazione di extracomunitari nel rispetto della normativa vigente è un valore aggiunto sul piano sociale ed economico; tuttavia, i problemi sorgono, di solito, in relazione agli extracomunitari che, in maniera clandestina, arrivano nel nostro Paese.

 Ciò, non solo per i fenomeni di diffusa illegalità che li vedono protagonisti, cui innanzi si è fatto cenno, ma soprattutto perché l’affluenza e la presenza incontrollate di clandestini rappresenta oggi un dato ancor più allarmante per il rischio di infezioni e contagi virali anche da Covid 19, non potendosi assicurare il rispetto delle misure anti pandemia.

  • UNA PANDEMIA FUORI CONTROLLO

Invero, per costoro il Legislatore ha previsto la predisposizione di Centri di accoglienza; in tali sedi i soggetti dovrebbero ricevere un primo soccorso mediante visite mediche e screening anamnestici su uomini, donne e bambini al fine di individuare eventuali patologie o infezioni.  Accade spesso, difatti, che all’interno delle precarie imbarcazioni utilizzate quali mezzi per raggiungere le nostre rive, si propaghino infezioni e malattie epidemiche che trovano la loro fonte nella carenza totale di norme igieniche, servizi sanitari e acqua potabile. Purtroppo, però, le norme vigenti vengono spesso disattese, come periodicamente emerge da inchieste e servizi giornalistici, e gli extracomunitari irregolari vagano per la Penisola apparentemente senza meta. Per questo motivo occorre prevedere con urgenza, tornando alla situazione locale di cui stiamo parlando, alla somministrazione obbligatoria di tamponi per screening dei contagiati dal Covid-19; in caso di positività al tampone dovrà essere creato un sistema in grado di risalire a tutti quei soggetti che possono essere stati contagiati; sarebbe utile l’allestimento di presidi medici che effettuino, nelle aree più a rischio, visite mediche specifiche onde prevenire il diffondersi di eventuali epidemie e malattie infettive.  Inoltre, non si ha ancora notizia di una previsione di censimento obbligatorio dei soggetti che entrano nel nostro territorio clandestinamente; siffatto censimento dovrebbe coprire tutto il territorio nazionale prevedendo l’identificazione e foto-segnalazione dei soggetti censiti. Il che poterebbe ridurre la tensione sociale indotta, talvolta artificiosamente, nei confronti degli irregolari.  

  • LE RAGIONI DEI CITTADINI

Frequentando quotidianamente la zona per motivi professionali si è avuto modo di conoscere concretamente le problematiche drammatiche del luogo e raccogliere attraverso le testimonianze dirette dei residenti denunce e proteste. Due ragazze di Porta Nolana, che per motivi di privacy chiameremo Patrizia e Giovanna, amano la loro città e sono stanche di sentirsi, giorno dopo giorno, ostaggio di quei luoghi che un tempo erano legati a ricordi spensierati e felici. Giovanna e Patrizia, così come tutti i residenti della zona, vogliono riappropriarsi dei loro spazi e sono stufe di assistere a scenari di abbandono e desolazione da parte delle istituzioni. Ascoltando le denunce e le proteste dei residenti si è potuto apprendere che, anche il semplice rientro a casa, dopo una giornata di lavoro, può trasformarsi in uno spiacevole evento vista l’altissima percentuale di rapine e aggressioni registrate nel quartiere. Perfino il mercato rionale che abitualmente si teneva nei pressi di Porta Nolana è stato soppresso a discapito dei cittadini che, muniti di licenze e permessi, esercitavano modeste attività economiche che, tuttavia, permettevano loro di assicurare il mantenimento delle famiglie. Non solo questi cittadini hanno subito una grandissima ingiustizia da parte dell’Amministrazione comunale ma hanno dovuto assistere all’insediamento di Rom e extracomunitari irregolari che, in violazione di tutte le leggi amministrative, civili e penali, hanno allestito dei mercatini di dubbia liceità, commercializzando prodotti rubati e anche di scarsa qualità. Inoltre, si è avuto modo di raccogliere le grida di protesta  di un noto Giudice di Pace di Napoli che in più occasioni ha denunciato alle Autorità competenti episodi di borseggi e rapine di cui è stata vittima perpetrati da extracomunitari di colore in zona Piazza Garibaldi. Dalle dichiarazioni ascoltate  è emerso un livello di preoccupazione molto elevato in quanto tali condotte criminali sono state accompagnate da minacce e violenze verbali ai danni della malcapitata; nonostante la gravità delle condotte narrate il grado di maggiore sconforto è emerso in riferimento alla all’impotenza delle Autorità allertate che, oberate dalle richieste, non riescono ad assicurare ai cittadini la sicurezza e la repressione richieste dai cittadini. A questo proposito, si segnala la sconcertante esperienza di un avvocato del Foro di Napoli che a Piazza Garibaldi ha assistito proprio in questi giorni ad un episodio di inaudita violenza. Come ci ha raccontato, al termine della giornata lavorativa, verso le 20:30 circa, ha visto due extracomunitari che, dopo una accesa discussione, si colpivano a vicenda muniti di lunghe spranghe di ferro. La donna, intimorita e spaventata,  allertava telefonicamente le Forze dell’Ordine denunciando il grave episodio di violenza. Subito dopo, attraverso l’utenza telefonica mobile recante n. 339*******, richiedeva anche l’intervento dell’ambulanza del 118, reputando necessario un loro soccorso in quanto uno dei due soggetti coinvolti nella rissa sanguinava copiosamente avendo riportato numerosi pugni e colpi alla testa. Durante il colloquio telefonico con un’operatrice del 118 raccontava le dinamiche dell’aggressione e sottolineava l’urgenza di un tempestivo intervento ma, con suo enorme stupore e rammarico,  subiva minacce di denuncia penale per procurato allarme in quanto il suddetto soccorso sarebbe arrivato solo se la stessa si fosse personalmente sincerata dell’effettiva volontà dell’aggredito di voler ricevere assistenza e cure mediche. Nonostante le ripetute richieste di intervento nessuna Autorità interveniva sul luogo teatro dell’aggressione. Alla luce delle dichiarazioni che abbiamo raccolto sono due gli aspetti che destano maggiore perplessità e sconforto. Da una parte si denota un atteggiamento quasi di indifferenza e negligenza delle Autorità e delle Forze dell’Ordine che manifestano gravi carenze e inadempienze nel dispiegare i loro interventi sul territorio. Dall’altro, è scoraggiante pensare che il comportamento solerte e integerrimo  di un giovane cittadino venga svilito e privato del suo valore etico e morale attraverso sedicenti e pretestuose minacce di denunce penali. Lo Studio Legale Vizzino, quale team di professionisti impegnati nella lotta per la riappropriazione di Piazza Garibaldi, ha già provveduto a richiedere l’acquisizione della registrazione della conversazione avvenuta tra il giovane avvocato e l’operatrice del 118.  E’ arrivato il momento di ribellarsi e di manifestare in maniera concreta contro una organizzazione amministrativa e una gestione politica troppo permissive. I cittadini napoletani chiedono gran voce maggiore sicurezza nelle strade e rispetto delle leggi. L’ultimo episodio riportato è il chiaro esempio di una città, specialmente della zona di Piazza Garibaldi e dintorni, lasciata allo sbando e alla mercè di quei soggetti che, trincerati dietro una politica cieca  di tolleranza e accoglienza, ne approfittano per vagabondare e ubriacarsi per poi compiere atti criminosi a danno non solo di altri extracomunitari clandestini stessi ma anche dei cittadini napoletani.

 Comportamenti illegittimi di tale tenore non possono più essere consentiti; c’è bisogno di un intervento autoritario dello Stato che deve assicurare il rispetto delle leggi anche da parte di coloro che fanno ingresso nel nostro Paese in maniera clandestina. Per tale motivo, in accoglimento delle grida di protesta dei cittadini napoletani, si richiede al Governo la predisposizione di misure coercitive e repressive nonché l’intervento delle forze dell’Esercito Italiano.

Tornando alla situazione di Piazza Garibaldi e dintorni, al fine di prevenire determinate condotte illecite sarebbe opportuno prevedere il potenziamento dei dispositivi di sorveglianza come le telecamere le quali in molte occasioni si sono rivelate uno strumento decisivo per assicurare alla giustizia i responsabili di atti di microcriminalità. Occorre, poi, intensificare la presenza sul territorio della Polizia Municipale, valido baluardo con i suoi poteri in materia di tutela ambientale, commercio, pubblici servizi e attività ricettive, igiene e sanità pubblica, in collaborazione con le strutture sanitarie; a riguardo si raccomandano più frequenti interventi di sequestro immediato e distruzione della merce contraffatta   commercializzata nell’area in questione.

  • IL CENSIMENTO OBBLIGATORIO

Ancora, si rappresenta che Piazza Garibaldi e la zona di Porta Nolana rappresentano il fulcro del collegamento tra la città e la provincia napoletana e che sempre più spesso accade che i mezzi di trasporto gravitanti nella zona siano teatro di disordine pubblico e degrado: ogni giorno, infatti, si riversa a Piazza Garibaldi e dintorni una moltitudine di extracomunitari irregolari in cerca di lavoro o di facili occasioni di guadagno, che viaggiano stipati all’interno dei vagoni dei treni o nei pullman,  in tanti senza titolo di viaggio, contribuendo al degrado e al deterioramento delle strutture stesse.  L’unica soluzione possibile per regolamentare questi afflussi sarebbe quella di istituire dei veri e propri presidi di controllo con personale qualificato che renda un servizio di vigilanza e controllo costante all’interno dei mezzi di trasporto e all’esterno delle stazioni ferroviarie. Il corpo di vigilanza avrebbe anche il ruolo di censire e identificare tutti gli extracomunitari nei loro spostamenti; vigilando pure sul rispetto delle norme igieniche, controllando la regolarità dei titoli di viaggio, impedendo e reprimendo condotte illecite.

Lo stato di disagio sociale descritto implica pure un notevole pregiudizio economico nella misura in cui i residenti e coloro che con sacrificio hanno acquistato immobili e investito nella zona assistono inermi alla svalutazione degli stessi con il relativo crollo del mercato immobiliare.

A tal riguardo lo Studio legale Vizzino si rende disponibile ad offrire assistenza legale a quanti volessero far valere in giudizio i danni patrimoniali ascrivibili all’inazione delle istituzioni, enti e/o associazioni.

Il dato emergenziale ha raggiunto un livello tale da costringere il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a firmare una nuova ordinanza per contrastare la diffusione del coronavirus sul territorio regionale. Il provvedimento in esame prevede un inasprimento delle sanzioni pecuniarie per tutti coloro che saranno colti senza mascherina nei luoghi in cui ne è previsto l’uso obbligatorio. Oltre alla multa, è previsto anche l’obbligo di quarantena per chi arriva in Campania dall’estero, il blocco dei mezzi pubblici qualora qualcuno dei passeggeri venga sorpreso senza mascherina, il mandato alle Aziende Sanitarie di individuare alberghi Covid da riservare alla quarantena di pazienti asintomatici e l’invito alle forze dell’ordine e alle polizie municipali a controlli rigorosi nelle situazioni di assembramento, e nelle quali, al chiuso, i cittadini non indossino la mascherina (negozi, supermercati, bar, esercizi commerciali, locali pubblici e così via).

La previsione di tali misure estreme riflette in pieno la preoccupante situazione che oggi vige a Napoli e provincia. Ancora di più, dunque, desta perplessità l’assoluta assenza di previsioni e misure ad hoc nei confronti di tutti quei soggetti extracomunitari irregolari che come tali vivono ai margini della società, stipati in luoghi di fortuna o accampati per le strade. L’ordinanza del Presidente della Regione esplica, in tutta la sua portata repressiva e coercitiva, un’esigenza che oggi non può essere procrastinata.

Coloro che vivono e frequentano quotidianamente alcune delle zone più problematiche da questo punto di vista, sono costretti ad assistere ad un vero e proprio squilibrio sociale sfociante in ingiustizie e soprusi nella misura in cui le regole e le sanzioni previste dalle Istituzioni e dal Governo vengono  applicate solo a una parte della popolazione mentre per stranieri ed extracomunitari vige un assoluto disinteresse e abbandono. Tutto questo ovviamente va a discapito dei cittadini che rispettano le regole e rappresenta un pericolo per la salute e l’incolumità di tutti.

  • IL VALORE DEGLI IMMOBILI È COMPROMESSO

Altra rilevante problematica, inerisce, poi, alla locazione degli immobili nella zona oggetto di attenzione.  Invero, si denuncia in maniera reiterata che un numero sempre maggiore di proprietari di immobili aderiscono alla prassi di affittare i loro appartamenti, talvolta monolocali, nominalmente a singoli o a coppie extracomunitarie, ma di fatto a gruppi di stranieri privi di regolare permesso di soggiorno. Tali soggetti, spesso con l’accondiscendenza dei proprietari, accettano di vivere in veri e propri tuguri contraddistinti da condizioni igieniche pessime, in monolocali che non rispettano alcun requisito minimo per la salute e la sicurezza delle persone: interi gruppi di famiglie si ritrovano a condividere lo stesso tetto ammassandosi all’interno di queste case che, spesso, non sono dotate nemmeno di servizi igienici adeguati e, talvolta, di collegamenti fognari.

Alcuna tolleranza può essere concessa nei confronti della sovraffollata promiscuità di tali ambienti e delle inaccettabili condizioni di vita. Autorità Sanitarie e Municipali sono tenute a disporre controlli capillari al fine di individuare e reprimere le condotte illecite e contrarie al nostro ordinamento. La garanzia del diritto alla salute non può prescindere da un intervento deciso volto alla regolamentazione specifica in materia di locazione di immobili ad extracomunitari allo scopo di porre fine alla prassi dei super affollamenti all’interno delle abitazioni. A questo proposito, si richiede anche la partecipazione assidua delle ASL, dei Comuni e della Polizia. Infine, si richiede l’intervento dell’Agenzia delle Entrate al fine di contrastare i comportamenti fiscalmente non corretti con particolare riguardo al fenomeno delle locazioni di immobili. 

La problematica dell’immigrazione clandestina, quale dolorosa piaga che affligge da decenni la città di Napoli, comporta risvolti sociali e morali che non possono più essere ignorati.  Come apprendiamo da notizie di cronaca giudiziaria, a trarre vantaggi economici da questo fenomeno sarebbero non solo certi proprietari di immobili, ma anche professionisti che, operando in rete, procurano i permessi di soggiorno agli stranieri richiedenti; la concessione avviene, di solito, dietro il pagamento di ingenti somme di denaro destinate all’arricchimento anche di titolari di aziende che fittiziamente assumono il soggetto extracomunitario.

A pagarne le conseguenze sono i cittadini napoletani e tutti coloro che, ligi ai propri doveri sociali e contributivi, vedono compressi i loro diritti.

  • UN NUOVO PERICOLO DALL’EST EUROPA

E’ di poche ore fa, la notizia di una ulteriore minaccia per la salute e la sicurezza pubblica del nostro Paese, rappresentata dal vertiginoso aumento di persone affette da Covid- 19 in Romania. L’apertura delle frontiere tra i due Paesi rischia di paralizzare nuovamente l’Italia in quanto sono moltissime le colf e le badanti, impiegate in Italia soprattutto nel campo dell’assistenza domiciliare. Nel periodo successivo al lockdown abbiamo assistito al ritorno di queste persone nei loro paesi d’origine, in Europa dell’Est, per ricongiungersi ai propri cari. Viceversa, con la ripresa dell’economia e delle attività lavorative hanno fatto rientro in Italia ritornando alle propri mansioni. Il rischio di nuovi contagi e focolai, con riguardo a persone anziane e case di cure assistenziali, è concreto.  È il caso di Conca della Campania, un piccolo paese in provincia di Caserta, che, nelle ultime ore, sta vivendo uno stato di allerta massimo in quanto una donna proveniente dalla Romania ha contagiato un povero anziano che accudiva. Il contagio, poi, si è esteso anche ai membri della famiglia dell’anziano generando panico nella comunità. Il Sindaco del paese ha disposto la immediata sospensione di sagre, manifestazioni e eventi pubblici, mettendo in quarantena i contagiati e rafforzando le misure di distanziamento sociale e l’uso della mascherina. A questo proposito si richiede un intervento sinergico teso alla collaborazione anche da parte di amministratori di condominio che, con l’aiuto dei servizi di portierato, dovrebbero prevedere un sistema di controllo del personale di assistenza e dei collaboratori domestici che quotidianamente svolge attività lavorativa. Sempre in tema di sinergia e collaborazione si richiede l’intervento  dell’Ispettorato del lavoro in virtù delle proprie competenza e della  possibilità di avere accesso a un quantitativo utile di informazioni, potrebbe contribuire all’esigenza di censimento e monitoraggio soprattutto dei soggetti provenienti da paesi a rischio.

 Temporeggiare sarebbe letale per un Paese e una popolazione già messi a dura prova dalla prima ondata del coronavirus. Le proteste e i timori dei cittadini si rivolgono soprattutto al Governo e al Ministro della Salute affinché predispongano immediatamente misure precauzionali estreme quali l’isolamento e i tamponi obbligatori per tutti coloro che provengono dalle zone a rischio.

Agire non è più semplicemente un obbligo ma è una questione imprescindibile per la nostra salute e per la nostra sicurezza.

 

 

Napoli 27/07/2020

Avv. Emma Vizzino     

Avv. Caterina Filomena Santangelo

Avv. Riccardo Vizzino

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