Giordano Bruno, il filosofo dell’infinito: il viaggio di Cazzullo nel cuore del rogo
Napoli, 4 Dicembre – Roma, 17 febbraio 1600. Nel cuore della città che accoglie il primo Giubileo del nuovo secolo, tra folle di pellegrini in cerca di redenzione, un uomo avanza verso il suo destino. Le fiamme che lo attendono non bruciano soltanto un corpo, ma una visione del cosmo troppo vasta per il suo tempo. È da questa immagine, sospesa tra devozione popolare e tragedia personale, che prende avvio “Il rogo di Giordano Bruno”, la nuova puntata di Una Giornata Particolare di Aldo Cazzullo, andata in onda mercoledì 3 dicembre su La7.
Cazzullo affronta uno degli eventi più drammatici e simbolici della storia europea, restituendo al pubblico non solo la cronaca dell’esecuzione, ma la forza interiore di un pensatore che osò immaginare un universo senza confini. Per Bruno, uomo che scrutò l’immensità del cielo e intuì l’esistenza di infiniti mondi, l’unica colpa fu non rinunciare al “furore” delle sue idee.
Accompagnato dagli inviati nella storia Claudia Benassi e Raffaele Di Placido, Cazzullo ripercorre i luoghi decisivi della vicenda: Castel Sant’Angelo, dove Bruno conobbe lunghi anni di prigionia; le stanze del potere ecclesiastico che ne decretarono la sorte; e infine Campo de’ Fiori, teatro del rogo che avrebbe trasformato il filosofo nolano in simbolo universale della libertà di pensiero.
La puntata amplia poi lo sguardo oltre Roma. A Wittenberg, in Germania, le 95 tesi di Martin Lutero introducono il clima culturale e religioso che fece da sfondo alle accuse mosse contro Bruno. Nei due archivi dello Stato coinvolti – Venezia e la Biblioteca Alessandrina di Sant’Ivo alla Sapienza – emergono documenti originali del processo e un prezioso disegno coevo che ritrae gli ultimi istanti del filosofo.
Il racconto televisivo non si limita all’epilogo romano. Il viaggio torna a Nola, la patria che continua a custodire l’eredità del pensatore, e alle basiliche paleocristiane di Cimitile, dove Bruno si formò prima di attraversare le corti europee. In quelle peregrinazioni maturò la sua visione dell’universo infinito, mentre il clima sempre più rigido della Controriforma lo trasformava in bersaglio.
Tra gli interventi autorevoli che arricchiscono la puntata spiccano il giornalista e scrittore Corrado Augias, lo storico Giordano Bruno Guerri e la filosofa Ilaria Gaspari, ciascuno contribuendo a ricomporre la complessità di un uomo troppo spesso ridotto a icona.
Al centro della ricostruzione rimane l’ultimo confronto tra Bruno e l’Inquisizione, e in particolare la figura del cardinale Roberto Bellarmino, che guidò gli interrogatori fino alla sentenza finale. Quando al filosofo fu chiesto per l’ultima volta di abiurare, Bruno rispose con una frase divenuta leggendaria: “Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell’ascoltarla.” Un gesto di orgoglio, certo. Ma anche la dichiarazione definitiva di un pensiero che non intendeva farsi rinchiudere.
Con ritmo narrativo e rigore documentario, la puntata di Cazzullo non si limita a ricostruire una morte. Prova invece a raccontare la vita di un uomo che, quattro secoli prima di noi, aveva già intuito che l’universo è molteplice, mobile, sconfinato. E che la libertà di pensiero non è un privilegio, ma una responsabilità. Nel silenzio di Campo de’ Fiori, dove oggi la statua di Bruno domina la piazza, il racconto di Una Giornata Particolare invita ancora una volta a interrogarsi: quanto siamo disposti a difendere le nostre idee? E quali fiamme, reali o simboliche, siamo pronti ad attraversare per esse?
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