L’APPELLO DI UN GIOVANE DOPO LE ELEZIONI EUROPEE
Napoli, 20 Giugno – Sono iniziati da poco i Campionati Europei di calcio, ai quali partecipano le rappresentative di diversi Paesi: nel Vecchio Continente, infatti, il football (quello vero, ndr) è una disciplina sportiva particolarmente apprezzata, specie dagli appartenenti alle generazioni più giovani.
Non è intento di chi scrive l’analizzare tecnicamente gli incontri svoltisi finora, ma appare d’uopo sottolineare che il giovane capitano della Nazionale Francese, il parigino Kylian Mbappé, ha messo i propri Concittadini in guardia da certe persone che potrebbero mettere a serio repentaglio gli ideali di libertà, eguaglianza e fratellanza di cui i Rivoluzionari borghesi del 1789 si fecero (beninteso, fino ad un certo punto) portavoce.
UN PERICOLO CONCRETO
Il rischio cui s’è fatta menzione nelle righe conclusive del paragrafo precedente non va affatto preso alla leggera: difatti, non mancano, in Europa individui assetati di potere, che non vedono di buon occhio le organizzazioni internazionali.
Il riferimento è agli esponenti delle fazioni estremiste (tanto di destra quanto di sinistra), le quali, complice l’indebolimento degli altri partiti all’esito delle consultazioni elettorali comunitarie, stanno trovando terreno fertile…praticamente ovunque!
In costoro è maturata, nel corso dei lustri, l’errore a convinzione che l’aiuto delle altre Nazioni, al pari delle varie iniziative di solidarietà promosse a livello ultrastatale per dar conforto a chi fugge da guerre e devastazioni, non sia utile al progresso sociale. Ma v’è di più!
La storia c’insegna che un siffatto egocentrismo è spesso portatore di sanguinosi ed interminabili conflitti, fra cui quelli che tuttora stanno consumandosi, rispettivamente, in Ucraina e nel Mediterraneo orientale.
LO SPORT E L’INIZIATIVA COMUNE COME STRUMENTI DI PACE
Un primo segnale di recepimento del monito che Mbappé ha rivolto s’è intraveduto ieri, nel corso della sfida tra le compagini di due Nazioni che, pur non essendo Mediterranee, son state teatro di violenze inaudite (ed una lo è tuttora): il riferimento è a Romania-Ucraina, ove i tifosi della Selezione dei Carpazi hanno manifestato il proprio disappunto verso l’invasione dell’Ucraina…intonando cori di solidarietà per quel Popolo martoriato.
C’è, inoltre, da sottolineare che anche la Popolazione d’Israele sta iniziando a muovere qualche passo: stando alle testimonianze più affidabili, una nutrita folla si sarebbe riunita a Gerusalemme, nei pressi dell’abitazione del Primo Ministro, Benjamin Netanyahu, protestando contro le sue iniziative militari e chiedendo, al tempo stesso, il rilascio degli ostaggi.
Potrebbe sembrare un dettaglio, ma la voce di queste persone è un validissimo incentivo a promuovere pace ed armonia, segno evidente che anche un evento sportivo può spronare all’esclamazione di un sonoro «basta!» a tutto ciò che cerca di ostare al pieno rispetto dei diritti umani. Esemplificando…può essere un violento calcio alla guerra!
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