Napoli, 7 Marzo – Dopo l’umiliazione subìta a Washington D.C. dal neo-Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il numero uno Ucraino, Volodymyr Zelensky, s’è recato al civico dieci di Downing Street: ad attenderlo sull’uscio c’era…l’inquilino di quello stabile, il Premier Britannico Keir Starmer, che da sempre si distingue in una signorilità propria di quel popolo che rappresenta. 
Sdegnato da quanto accaduto negli USA, egli ha cinto con Zelensky con un abbraccio denso di molteplici significati, uno dei quali è da individuarsi nell’unità. Sì, proprio in quell’unità che il tycoon, prossimo al terzo mese del suo mandato alla Casa Bianca, sta cercando in tutti i modi di far tramontare per affermare la propria supremazia, dettata dalla brama di cambiare il mondo con le sue mosse tiranniche. 
Già nel duemilasedici, quando la maggioranza dei Britannici decisero di dare inizio, dicendo «sì» alla Brexit, a quella caduta libera tuttora in atto, Starmer – che si era fieramente opposto all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea – aveva fatto lo stesso in casa, nei confronti dei suoi familiari, rivolgendo loro l’invito a non mollare: tempi migliori sarebbero giunti, prima o poi.
Ora, in ragione dell’imperversare delle ostilità in Ucraina, egli ha compreso che la speranza di pace non deve più essere aria fritta, bensì concretizzarsi mediante la cooperazione di tutti i Paesi d’Europa: chi conosce la storia ben ricorda che nel Vecchio Continente hanno avuto luogo eventi bellici a dir poco cruenti, ma, a quel che sembra, nessuno ha imparato dagli errori del passato per poi evitare di commetterli nel presente e nel futuro.
Per Grazia di Dio, c’è ancora chi va controcorrente, cercando di trasmettere valori che nessuno più incarna: l’importanza di sedersi ad un tavolo per permettere in tempi rapidi la fine del conflitto nell’Europa Orientale è tuttora molto sentita, al pari di quella speranza per la costruzione di una realtà Europea che non intende soppiantare le organizzazioni sovranazionali esistenti, ma, al contrario, si pone l’obiettivo di dar loro man forte, cooperando affinché tornino a regnare pace ed armonia tra le Nazioni.
«Seid umschlungen, Millionen!» (It: «Abbracciatevi, moltitudini»), recita la parte finale dell’Inno alla Gioia di Ludwig Van Beethoven: Starmer ha dichiarato più volte che questo celeberrimo capolavoro è, da sempre, il suo brano preferito, ragion per cui è giunta l’ora di unirci, amarci e levare, finalmente, di mezzo tutte quelle odiosissime armi, inutilmente costose nonché strumento di distruzione!
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