Il più grande taglio di sempre nella storia del colosso dell’e-commerce. L’automazione avanza, e con essa la domanda: quale posto resta all’uomo?

Napoli, 28 Ottobre – Le prime lettere di licenziamento partiranno oggi. Altre, più numerose, arriveranno dopo le festività natalizie, quando la stagione delle consegne si sarà conclusa. Amazon si prepara a ridurre di 30mila unità il proprio personale diretto: un taglio pari a quasi il 10% dei circa 350mila dipendenti aziendali. È la più grande ondata di licenziamenti nella storia del colosso di Jeff Bezos, che impiega in tutto 1,55 milioni di persone nel mondo.

Ufficialmente, si tratta di una misura “necessaria” per ridurre i costi e riequilibrare le assunzioni massicce effettuate durante il periodo della pandemia, quando la domanda online era esplosa. Ma dietro la giustificazione economica si intravede un altro motivo, più inquietante: l’avanzata dell’intelligenza artificiale.

Qualche mese fa, l’amministratore delegato aveva avvertito i dipendenti: «Chi non si adatta all’uso dell’IA potrebbe essere sostituito da qualcuno più efficiente… o da qualcosa». Ora la previsione si è avverata. L’azienda ha annunciato l’introduzione di nuovi processi robotizzati in grado di automatizzare fino al 75% delle operazioni logistiche e gestionali. Gli analisti parlano di risparmi miliardari ogni anno, ma il prezzo umano si misura in decine di migliaia di posti di lavoro.

I primi a essere colpiti saranno gli impiegati degli uffici, nelle aree di risorse umane, pubblicità e gestione. Poi toccherà ai magazzini, cuore pulsante del modello Amazon. Secondo il New York Times, entro il 2027 la multinazionale potrebbe arrivare a tagliare fino a 160mila posti.

Il fenomeno non riguarda solo Seattle. L’intero settore tecnologico americano sta affrontando una nuova “era dell’efficienza”. Microsoft ha annunciato 15mila licenziamenti aggiuntivi a luglio, mentre il 22 ottobre Meta ha tagliato 600 posti nella divisione dedicata proprio all’intelligenza artificiale.

Dietro questi numeri, però, si nasconde una domanda che va oltre l’economia: cosa succede quando l’efficienza diventa più importante dell’esperienza umana? L’intelligenza artificiale promette di liberare l’uomo dal lavoro ripetitivo, ma sta iniziando a sostituirlo anche nelle mansioni creative e decisionali.

Il futuro del lavoro – e forse della dignità stessa di chi lavora – si gioca qui, tra le linee di codice e i corridoi vuoti degli uffici appena chiusi. Amazon lo chiama progresso. Ma per 30mila persone, oggi, si chiama fine di un capitolo.

 

 

 

 

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.