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IL FOCUS – Truffe social, farabutti si spacciano per divi di Hollywood

Napoli, 4 Giugno – Dai social è interessante scoprire un rapporto malato tra truffatori e prede ai limiti dell’accettabilità. Uniti nella truffa e nella psicopatia. Circa un anno fa, una donna inglese pensava di chattare con Nicolas Cage ma dietro il monitor, al posto della star di Hollywood c’era un truffatore che tra promesse di incontri e frasi mielose le ha spillato 10mila sterline, circa 12 mila euro.

La povera donna si è lasciata ingannare, credendo ai guai fiscali raccontati dal finto Cage e… Vai con il “pacco”. Secondo alcune stime, questi individui cercano le vittime tra i followers dei vip, assumendo poi la falsa identità (quella del divo) per prenderli all’amo. Inviano richieste ai fan delle star nella speranza che loro rispondano e possano cadere nella rete. Il problema di questi social è che è pieno di personaggi così. Non veri, insomma.Ogni giorno gli stessi truffatori, gli stessi individui, si danno da fare per dimostrare al mondo di essere veri, di vivere una vita autentica.

Ma il risultato per loro a volte è triste, ad esempio quando si imbattono in una come me, lo sa benissimo il finto Charlie Sheen. Un giorno vengo contattata su Instagram da un profilo non verificato con il nome del divo di Due uomini e mezzo, Platoon, Wall street, che mi scrive di essere Charlie e di usare un profilo “chiuso” per chattare con i fans. Io gli rispondo di essere Madre Teresa, ma lui insiste. Fingo di crederci e il truffatore si incarta quando gli scrivo che “suo padre” Martin Sheen ha la cittadinanza onoraria a Galway (Irlanda) in quanto sua madre era del posto. In pratica cadde dalle nuvole. Non contento, si sposta su telegram, dandomi il numero di telefono. Subito lo confronto con il numero dell’agente di Charlie (il vero) e mi viene voglia di chiamarlo per informarlo.

Sì, noi giornalisti abbiamo i numeri degli agenti delle star. Salvo il numero e su WhatsApp vedo l’immagine di una donna in sovrappeso. Il tizio o tizia su telegram (qui con foto di Charlie) continua a scrivermi “My dear, I love you” ed io tra me dico “Questo è idiota davvero. Crede che io abbia creduto alle sue storie.” Lo blocco. Nel frattempo parto proprio per Galway e ci resto 15 giorni. Al ritorno, il finto Charlie mi contatta su Twitter. È di coccio. Vado su telegram e dietro quel numero non c’è più la foto di Charlie Sheen, ma di un uomo di colore.

Su Twitter gli scrivo che deve piantarla di spacciarsi per altri perché è reato e lui è ridicolo. Finita la storia? Assolutamente no. Qualche giorno fa, commento un post di Charlie Sheen – dovete sapere che a me Charlie Sheen fa morire dal ridere, è un grande – e subito arriva il truffatore a rispondermi con un profilo falso. Mi invita su telegram dandomi il link, io decisa a percularlo e sputtanarlo, ci vado. Il tizio comincia con la solita manfrina “I love you” ecc, io rido. Dopo un po’ gli scrivo di salutarmi il padre, (il grande Martin Sheen) lui resta un po’ perplesso. Che poi, detto tra noi, figuriamoci se Martin Sheen si ricorda di me, con tutti i giornalisti e fans che ha incontrato nella sua vita. Alla fine, il tipo confessa e mi dice di chiamarsi Emanuel, di essere del Gana e che purtroppo è un nullafacente. Ah, ho dimenticato di dirvi un’altra cosa: il vero Charlie mi mandò un bel cuore su facebook con tanti saluti.

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