Il prestigioso riconoscimento conquistato a Sant’Antonio Abate è finalmente nelle mani del maestro pizzaiolo: «Il valore più grande non è il titolo, ma aver messo la nostra professione al servizio della beneficenza»

Saviano, 5 Ottobre – Ci sono riconoscimenti che certificano un primato e altri che raccontano molto di più. Quello arrivato nelle mani del maestro pizzaiolo Ciro Sasso appartiene decisamente alla seconda categoria. Un risveglio speciale per il titolare della rinomata pizzeria Fiammafredda di Saviano: è finalmente arrivato l’attestato originale del Guinness World Records conquistato in occasione della grande manifestazione benefica svoltasi il 29 e 30 giugno a Sant’Antonio Abate.

Un riconoscimento atteso e carico di significato, che riporta alla memoria le emozioni di quelle due intense giornate nelle quali la pizza è diventata soprattutto uno straordinario strumento di solidarietà. Come raccontato in occasione dell’evento, Sant’Antonio Abate aveva accolto una vera e propria maratona della beneficenza, capace di riunire maestri pizzaioli accomunati da un unico obiettivo: mettere gratuitamente professionalità, tempo ed energie al servizio degli altri.

Ciro Sasso era stato tra i protagonisti dell’impresa, contribuendo al raggiungimento del Guinness World Records attraverso la preparazione e la distribuzione di migliaia di pizze destinate alla solidarietà. Oggi quell’esperienza assume anche una forma concreta. L’attestato ufficiale è arrivato e il maestro è pronto a riservargli un posto speciale all’interno di Fiammafredda.

Non sarà, però, semplicemente un titolo da mostrare ai clienti o un nuovo riconoscimento da aggiungere alla propria carriera professionale. Per Sasso rappresenterà soprattutto il ricordo permanente di una giornata nella quale il mestiere del pizzaiolo è riuscito ad andare oltre il forno, l’impasto e la ricerca dell’eccellenza.

Ed è proprio questo l’aspetto sul quale il maestro pizzaiolo vuole soffermarsi nel momento in cui può finalmente stringere tra le mani l’attestato. «Per me è un traguardo davvero importante, ma non tanto per il prestigio del riconoscimento in sé. La soddisfazione più grande nasce dal fatto che stiamo parlando di beneficenza e di una manifestazione che ha saputo trasformare la pizza in uno straordinario strumento per aiutare gli altri», afferma Ciro Sasso.

Il maestro di Fiammafredda sottolinea anche la grande partecipazione che ha accompagnato l’iniziativa. «Parliamo di un evento che, in questa seconda edizione, ha visto la partecipazione di circa dodicimila persone, dopo le circa ottomila presenze registrate nella precedente esperienza. Numeri importanti, certamente, ma dietro quei numeri ci sono soprattutto persone, condivisione e solidarietà.»

Poi una frase che racchiude la filosofia con cui Sasso vive queste iniziative e che spiega perché quel Guinness abbia per lui un significato particolare: «La beneficenza rappresenta uno dei valori più profondi della mia vita. Per questo, quando c’è la possibilità di mettere la mia professionalità al servizio di iniziative benefiche, la mia disponibilità viene prima di ogni altra cosa. Essere pizzaiolo significa anche questo: avere la possibilità di donare qualcosa agli altri attraverso il proprio lavoro.»

L’attestato del Guinness World Records troverà dunque il suo spazio tra le pareti di Fiammafredda, a Saviano. E inevitabilmente attirerà gli sguardi di chi entrerà nel locale. Ma dietro quella certificazione ci sarà una storia da raccontare.

La storia di forni accesi non per inseguire un risultato commerciale, ma per aiutare. Di mani infarinate che hanno lavorato gratuitamente. Di migliaia di persone riunite attorno a uno degli alimenti simbolo della Campania e dell’Italia nel mondo. E di professionisti che hanno scelto di utilizzare il proprio talento per un obiettivo che andava ben oltre qualsiasi primato.

Per Ciro Sasso, dunque, l’arrivo dell’attestato non rappresenta soltanto la conclusione ideale di quella straordinaria esperienza vissuta a Sant’Antonio Abate. È anche una conferma del modo in cui il maestro interpreta la propria professione: il successo acquista un valore diverso quando può essere condiviso e messo al servizio degli altri. Ed è questo il record più bello conquistato quel giorno. Il Guinness esposto a Fiammafredda potrà raccontare un primato raggiunto con migliaia di pizze. Ma soprattutto ricorderà che, quando la solidarietà accende il forno, una pizza può diventare molto più di una pizza: può trasformarsi in un gesto di vicinanza, in un sorriso e, soprattutto, in un atto d’amore.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.