Politica

Governo Draghi, su voto di fiducia M5S rischio spaccatura. Lezzi:”Il quesito parlava del superministero. La consultazione su Rousseau va ripetuta”

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Roma, 14 Febbraio – In attesa della nomina dei sottosegretari e della fiducia delle Camere il governo Draghi traccia la linea e predispone l’agenda. “Mettere in sicurezza l’Italia e aiutarla a ripartire” è il messaggio del premier ai neoministri.

Alle forze politiche chiede coesione al di là degli interessi di parte e l’impegno a lavorare “insieme agli altri leader europei per un’Europa ambiziosa, che punti su una ripresa comune”. Sottolinea la centralità della transizione ecologica. Intanto premono le urgenze: la pandemia, in primis, e gli strumenti per affrontarla, dalla cig ai ristori, dal fisco al blocco dei licenziamenti.

Ma nei partiti serpeggiano tensioni. Nel M5s la senatrice Lezzi chiede una nuova consultazione su  Rousseau mentre Grillo sollecita una scelta di campo. Sarebbero una ventina se non 39 su 92, veniva spiegato ieri, gli eletti che a palazzo Madama sono orientati sul no alla fiducia. Un numero maggiore, secondo fonti qualificate – quasi la metà del gruppo – se si calcolano anche i senatori orientati ad astenersi.

Il capo politico, Vito Crimi ha spiegato che chi voterà in modo difforme rispetto alla volontà manifestata dalla maggioranza degli attivisti su Rousseau verrà espulso. Ma di fronte ad una ‘fronda’ sempre più consistente si sta cercando una mediazione per non arrivare a mercoledì – giorno in cui Draghi presenterà il suo programma in Senato – spaccati. 

La senatrice M5s Barbara Lezzi insiste per un nuovo voto su Rousseau sulla fiducia al governo Draghi e avverte che se non ci fosse è pronta a dire no all’esecutivo. “Il quesito parlava del superministero. Gli iscritti hanno votato su altro, quindi la consultazione va ripetuta. Lo Statuto lo consente, entro cinque giorni dalla precedente votazione”, dice Lezzi, che in un’intervista al ‘Fatto quotidiano’ ipotizza: “Possiamo sempre optare per l’astensione, e i ministri possono fare un passo di lato.

Il governo partirebbe e noi lo valuteremmo su ogni provvedimento, potendo incidere. In questo esecutivo siamo minoranza, non abbiamo peso”, sostiene Lezzi, che non fa previsioni su quanti no alla fiducia potrebbero venire dai banchi M5s del Senato: “Non faccio numeri e nomi, parlo per me. Se non si rivotasse non mi sentirei vincolata, dato che il quesito era erroneo”.

Quanto alla scissione, “non esiste. Io sono e mi sento del Movimento. Ma questo governo per noi è un suicidio”, afferma Lezzi. 

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