Napoli, 24 Giugno – In una fase storica in cui l’energia è tornata a essere non solo una leva economica, ma una vera e propria variabile strategica globale, il seminario in programma giovedì 25 giugno, presso la Sala D’Amato dell’Unione Industriali Napoli, si inserisce con tempismo e densità culturale nel dibattito contemporaneo. L’iniziativa, promossa nell’ambito del progetto di alta formazione “Master Project Management per l’Innovability”, realizzato da Form Retail e dall’Università degli Studi di Napoli, non è un semplice appuntamento accademico: è un laboratorio di interpretazione del presente.
Un luogo in cui la geopolitica dell’energia diventa chiave di lettura delle trasformazioni industriali, delle fragilità europee e delle nuove architetture del potere globale. Il titolo del seminario — “Europa, geopolitica dell’energia e nuovi scenari globali” — già sintetizza la posta in gioco: la ridefinizione degli equilibri tra continenti, la competizione per le risorse, la transizione energetica come snodo non soltanto ambientale ma profondamente politico. In questo contesto, la relazione del prof. Vittorio Amato, autore del volume “Geopolitica dell’energia” edito da Editoriale Scientifica, assume il valore di una riflessione strutturata sulle nuove traiettorie del sistema globale. Accanto a lui, l’intervento del prof. Franco Vittoria offrirà una lettura centrata sul ruolo dell’Europa, sospesa tra ambizioni di autonomia strategica e vincoli di interdipendenza energetica. È proprio sul terreno europeo che si gioca una delle partite decisive del nostro tempo: la capacità di trasformare la vulnerabilità in progetto politico e industriale.
Il dibattito sarà arricchito dai contributi istituzionali del Vice direttore generale dell’Unione Industriali di Napoli Giorgio Volpe e dell’amministratore unico di Form Retail Tommaso Isernia, a testimonianza di un dialogo sempre più necessario tra sistema produttivo, formazione avanzata e ricerca accademica. La moderazione dell’avv. Antonio Venezia, presidente del Centro di ricerca Ires rafforza ulteriormente la vocazione interdisciplinare dell’incontro, in cui diritto, economia e geopolitica si intrecciano in una lettura integrata delle trasformazioni in atto. Non si tratta, dunque, di un semplice seminario, ma di un segnale culturale preciso: l’energia non è più soltanto infrastruttura o commodity, ma linguaggio del potere globale. Comprenderne le dinamiche significa decifrare il futuro dell’Europa, la resilienza delle imprese e la capacità dei territori di governare l’innovazione. In questa prospettiva, Napoli si conferma ancora una volta luogo non periferico ma sensibile alle grandi transizioni del mondo contemporaneo, capace di ospitare riflessioni che uniscono sapere scientifico e visione strategica.
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