Colpita nella notte la struttura sociosanitaria di via Luraghi, punto di riferimento da quasi vent’anni per autismo e disabilità. Danni ingenti e famiglie in difficoltà.

Pomigliano d’Arco 12 Gennaio  – Nella notte di domenica 11 gennaio il Centro Isoriabilitativo APS di Pomigliano D’Arco è stato vittima di un grave furto accompagnato da atti di vandalismo che hanno messo in ginocchio una realtà fondamentale per il territorio. Sei individui si sono introdotti all’interno della struttura di via Luraghi, sottraendo computer, dispositivi elettronici e denaro contante, e causando ingenti danni agli ambienti terapeutici, oggi resi inaccessibili.

Un episodio che va ben oltre il semplice fatto di cronaca. Il Centro, attivo da quasi vent’anni, rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per la riabilitazione e la cura di bambini e ragazzi con disabilità, in particolare con disturbo dello spettro autistico. A pagare le conseguenze più pesanti sono ora i piccoli pazienti e le loro famiglie, che si trovano improvvisamente private di un servizio essenziale e quotidiano.

La struttura, diretta dal dottor Domenico Manna e inserita nel Consorzio Il Sole, negli ultimi anni aveva investito risorse significative nell’adeguamento degli spazi e nel potenziamento dei servizi dedicati all’autismo e alla sindrome di Down. Di recente, inoltre, erano state avviate nuove e importanti iniziative rivolte a giovani tra i 16 e i 30 anni, con percorsi orientati all’inclusione sociale e lavorativa.

«Quanto accaduto rappresenta un attacco non solo alla struttura, ma a un intero sistema di valori», trapela dall’entourage del Centro. Valori fondati sulla cura, sull’accoglienza e sulla tutela delle persone più fragili. Grande l’amarezza del dottor Manna, da anni impegnato nel miglioramento dell’offerta terapeutica e della qualità assistenziale per i suoi pazienti.

Nonostante lo shock e le difficoltà, il Centro Isoriabilitativo non intende fermarsi. La determinazione dell’équipe multidisciplinare, unita alla passione e all’attenzione quotidiana verso i bambini e le famiglie, spinge la struttura a reagire e a lavorare per ripristinare al più presto i servizi sospesi.

L’episodio riaccende anche i riflettori sulla necessità di accelerare il percorso di accreditamento e convenzionamento nel sistema sanitario regionale. Il Centro ISO ha già completato, con enormi sacrifici, tutti gli adeguamenti strutturali e normativi richiesti ed è in attesa da oltre un anno del riconoscimento istituzionale.

Alla luce di quanto accaduto, la struttura sociosanitaria lancia un appello alle istituzioni, alla cittadinanza e al mondo associativo, affinché non venga lasciato solo un presidio che da anni garantisce assistenza, cura e speranza a decine di famiglie. Perché colpire un centro di riabilitazione significa colpire direttamente i più fragili. E questo non può e non deve restare senza risposta.

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