A Bologna la rivoluzione dell’AI: etica, linguaggio e robot di sciame

Bologna, 29 Ottobre — Dopo ECAI 2025, l’intelligenza artificiale non sarà più la stessa. È la sensazione che aleggia tra le migliaia di partecipanti che, anche nella terza giornata del congresso, hanno gremito la Sala Europa del Centro Congressi di piazza della Costituzione a Bologna. Un vero e proprio bagno di folla per ascoltare i luminari mondiali dell’AI, protagonisti di un evento che sta tracciando la rotta verso un’intelligenza artificiale sempre più affidabile, comprensibile e vicina al ragionamento umano.

Organizzata con il sostegno dell’Associazione Europea per l’Intelligenza Artificiale (EurAI) e dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA), la 28ª edizione di ECAI – European Conference on Artificial Intelligence si conferma un punto d’incontro globale: pur mantenendo radici europee, accoglie contributi da ricercatori provenienti da ogni angolo del pianeta.

La giornata si è aperta con la keynote lecture di Mohit Bansal, professore emerito di Informatica all’Università della Carolina del Nord e direttore del MURGe-Lab (UNC-NLP Group). Il suo intervento ha offerto una visione profonda sulle frontiere della comprensione e generazione del linguaggio da parte delle macchine.

Bansal ha illustrato i progressi dell’Elaborazione del Linguaggio Naturale (NLP), disciplina che permette ai computer di interagire con il linguaggio umano, comprenderlo e riprodurlo, e ha mostrato le potenzialità dell’Apprendimento Automatico Multimodale: sistemi capaci di integrare testo, immagini, audio e video, per costruire modelli di AI che “vedano, ascoltino e parlino” in modo più umano.

Sotto la direzione scientifica di Aniello Murano, ordinario di Informatica all’Università degli Studi di Napoli Federico II, e Ines Lynce, dell’Università del Portogallo, ECAI 2025 continua a catalizzare entusiasmo e partecipazione. I due co-direttori non nascondono la soddisfazione per il successo di un’edizione che ha riportato in presenza le menti più brillanti del settore, unite dalla volontà di costruire un’intelligenza artificiale più etica, sicura e trasparente.

Dopo la lectio magistralis di Marta Kwiatkowska, professoressa di Computing Systems all’Università di Oxford e tra le massime esperte mondiali nei metodi di verifica formale delle reti neurali, il pubblico è rimasto affascinato dall’intervento di Marco Dorigo, ordinario di Informatica all’Université Libre de Bruxelles.

Dorigo ha tenuto la platea col fiato sospeso raccontando le meraviglie dell’intelligenza e robotica di sciame, in cui piccoli robot cooperano come formiche senza una guida centrale, scambiandosi informazioni per raggiungere obiettivi comuni. Il suo intervento, dal titolo “Dall’auto-organizzazione al controllo: guidare gli sciami di robot”, ha mostrato le applicazioni reali del celebre algoritmo Ant Colony Optimization (ACO), che simula il comportamento collettivo delle formiche nella ricerca del percorso più efficiente.

Domani, 30 ottobre, la conferenza si concluderà con la keynote di Edith Elkind, docente alla Northwestern University, esperta in teoria dei giochi algoritmici. La studiosa esplorerà le “Molte sfaccettature della proporzionalità nel voto multi-vincitore”, concentrandosi sui criteri di equità nelle decisioni collettive e nelle elezioni.

ECAI 2025 non è soltanto un congresso scientifico: è un laboratorio vivo di idee, un crocevia di visioni che intrecciano matematica, etica, linguistica, robotica e filosofia. Tra le sale del Centro Congressi di Bologna, si respira la consapevolezza che l’intelligenza artificiale non appartenga più al futuro, ma al presente che stiamo già costruendo — uno in cui l’uomo e la macchina imparano a comprendersi, e non a competere.

La sfida, ora, non è solo tecnica. È culturale, sociale, perfino politica: significa rendere l’AI uno strumento di fiducia, capace di ampliare le possibilità umane senza sostituirle. Come hanno ricordato i relatori più acclamati, “la vera intelligenza artificiale sarà quella che saprà capire l’intelligenza naturale”. In questo spirito, ECAI 2025 lascia Bologna con un messaggio forte e condiviso: l’innovazione più grande non sarà nei codici o negli algoritmi, ma nella capacità di costruire un’intelligenza che rifletta l’umanità di chi la crea.

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I pluripremiati prof Aniello Murano con il prof Mohit Bansal

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Raffaele Ariola
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