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Crisi Russia-Ucraina, la Farnesina fa rientrare il personale non essenziale della sede diplomatica a Kiev

Roma, 12 febbraio – Nel corso della riunione di coordinamento sulla situazione in Ucraina presieduta alla Farnesina dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Di Maio, è stato deciso – d’intesa con le Ambasciate dell’Unione Europea presenti nel Paese – di far rientrare il personale non essenziale della nostra sede diplomatica a Kiev, che resterà in ogni caso pienamente operativa.

“In considerazione dell’attuale situazione, in via precauzionale, si invitano i connazionali a lasciare temporaneamente il paese con i mezzi commerciali disponibili”. Lo rende noto la Farnesina sul sito web Viaggiare Sicuri. “Considerata, inoltre, la situazione di incertezza ai confini, si raccomanda di posticipare tutti i viaggi non essenziali verso l’Ucraina e di mantenersi costantemente aggiornati sui mezzi d’informazione e su questo sito – spiega l’Unità di Crisi del ministero degli Esteri -. Se presenti nel Paese, come già raccomandato nelle ultime settimane, si invita a registrarsi sul sito www.dovesiamonelmondo.it e a scaricare la APP “Unità di Crisi”. Si ricorda che i viaggi a qualsiasi titolo nelle regioni di Donetsk e Luhansk ed in Crimea sono sconsigliati”.

Sono circa 30.000 gli italiani in Ucraina. ‘‘Una notizia scioccante, non me lo aspettavo così presto. Mi sembra di essere tornato indietro di 80 anni. Siamo in guerra”. Queste le prime parole che l’imprenditore italiano Alberto De Marco, che da sei anni vive e lavora a Kiev dove si occupa di cooperazione finanziaria internazionale e business design, condivide con Adnkronos dopo l’avviso emanato dall’Unità di crisi della Farnesina con il quale si invitano gli italiani presenti in Ucraina a lasciare il paese.   

 ”Rientrerò in Italia per una decina di giorni”, racconta, aggiungendo allo stesso tempo che ”qui ho la mia società, i miei beni, la mia fidanzata, i miei amici”. Dall’Italia ”vedrò quello che succede, ma una cosa è certa: se i russi arrivano a Kiev, io tornerò. E aiuterò le persone a cui tengo, i miei amici, la famiglia della mia fidanzata, a proteggersi. Non li posso abbandonare, non è umanamente ammissibile”.    

De Marco, come molti altri a Kiev, aveva ricevuto la brochure del ministero degli Interni ucraino che istruiva sui comportamenti da adottare in caso di guerra. ”Ma non mi aspettavo di dovermi trasferire di punto in bianco come un evacuato. E sicuramente tornerò per prendermi cura dei miei affetti. Se potessi trovare un modo per farli venire tutti in Italia lo farei, sarebbe fantastico. Ma mi rendo conto che per molti di loro è impossibile, hanno parenti anziani a cui badare, hanno tutta la loro vita qui”.

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