Il segretario metropolitano del Partito Democratico di Napoli interviene sulle tensioni che attraversano la maggioranza e invita le forze dell’alleanza progressista a ritrovare coesione. «Un’incomprensibile crisi di palazzo non spezzi il percorso di cambiamento avviato poco più di un anno fa»
Marigliano, 31 Agosto – Il Partito Democratico metropolitano di Napoli fa quadrato attorno al sindaco di Marigliano, Gaetano Bocchino, nel pieno della crisi amministrativa che sta mettendo alla prova gli equilibri politici della maggioranza.
A intervenire è Francesco Dinacci, segretario metropolitano del Pd Napoli, che in una nota esprime un sostegno netto al primo cittadino e, contemporaneamente, lancia un messaggio alle forze politiche che compongono l’alleanza progressista: l’esperienza amministrativa deve proseguire, ma ritrovando chiarezza, stabilità e coesione attorno al programma di governo.
«Pieno sostegno al sindaco di Marigliano Gaetano Bocchino. L’esperienza amministrativa di Marigliano merita di andare avanti con la necessaria chiarezza del progetto di governo nell’interesse dei cittadini», afferma Dinacci.
Una presa di posizione che assume un peso politico rilevante nella fase delicata attraversata dall’amministrazione comunale. Il segretario metropolitano difende infatti non soltanto la figura del sindaco, ma l’intero progetto politico nato dalla vittoria elettorale dell’alleanza progressista.
«L’insediamento dell’alleanza progressista nel Comune, dopo una straordinaria vittoria elettorale – prosegue Dinacci – ha segnato da subito l’avvio di una fase di discontinuità politica e di rinnovamento istituzionale che ha consentito alla città di Marigliano di conquistare in questi mesi una rinnovata centralità strategica nell’area metropolitana di Napoli».
Il giudizio espresso dal vertice metropolitano del Pd è dunque quello di un’esperienza che, nonostante le attuali difficoltà politiche, avrebbe prodotto una netta cesura rispetto al passato e che per questo, nella lettura dei democratici, non dovrebbe essere interrotta.
Dinacci rivendica anche il metodo seguito dal sindaco nella gestione dell’amministrazione. «Dal sindaco Gaetano Bocchino, a cui continuiamo ad assicurare pieno sostegno, dal primo momento si è reso subito evidente un profilo chiaro e rigoroso nello stile del governo municipale, molto apprezzato dai cittadini, scegliendo di guidare e non di comandare la comunità locale, con l’ascolto e il confronto costante rispetto a tutte le problematiche locali».
Parole che rafforzano politicamente Bocchino e che sembrano delimitare con chiarezza la posizione del Pd nella crisi: il problema, per i democratici, non è la leadership del sindaco né l’impianto politico dell’amministrazione, ma la necessità di ricostruire condizioni di stabilità attorno al progetto uscito dalle urne.
È soprattutto nella parte conclusiva della nota che il messaggio assume i contorni di un vero e proprio avvertimento politico. «Per queste ragioni auspico con il Partito Democratico che un’incomprensibile crisi di palazzo non spezzi proprio ora la speranza di un percorso di cambiamento per il territorio iniziato da poco più di un anno, costruendo condizioni politiche serie che non riportino nel Comune dinamiche da vecchia politica che hanno danneggiato la città nel passato e offrano una nuova e più solida coesione politica attorno a un programma credibile di impegni e obiettivi per il futuro di Marigliano».
La presa di posizione di Dinacci sposta la crisi di Marigliano su un piano che supera i confini strettamente comunali. L’intervento del segretario metropolitano testimonia infatti l’attenzione con cui il Pd napoletano guarda agli equilibri della maggioranza e alla tenuta di un’amministrazione considerata parte del progetto politico progressista nell’area metropolitana.
Il passaggio sulla «crisi di palazzo» è quello politicamente più significativo. Dinacci utilizza un’espressione molto netta, contrapponendo implicitamente le tensioni interne alla necessità di dare continuità al mandato ricevuto dagli elettori. Al tempo stesso, la richiesta di una «necessaria chiarezza del progetto di governo» lascia intendere che la semplice ricomposizione numerica della maggioranza potrebbe non essere sufficiente: per il Pd serve un chiarimento politico sulle priorità, sugli impegni e sulla prospettiva dell’amministrazione.
Il sostegno a Bocchino, dunque, non appare come una dichiarazione formale. È piuttosto la scelta di individuare nel sindaco il punto dal quale ripartire per ricostruire la coesione della coalizione.
La partita politica si concentra adesso sulla capacità delle forze che hanno sostenuto l’amministrazione di superare le divisioni e di trasformare la crisi in un momento di chiarimento. Il bivio è tra una ricomposizione fondata su un nuovo patto politico e programmatico e il rischio che le tensioni interne compromettano un’esperienza amministrativa iniziata da poco più di un anno.
Dal Pd metropolitano, intanto, il messaggio è inequivocabile: Bocchino deve andare avanti e l’alleanza progressista deve ritrovare attorno al sindaco le ragioni politiche e programmatiche che ne hanno determinato la vittoria elettorale.
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