Milano, 28 Novembre – Martedì è stato presentato alla politica il testo deliberato dal CNDCEC di proposta di modifica della legge istitutiva dei Commercialisti, senza, peraltro, attendere un confronto conclusivo con i Presidenti nell’assemblea, convocata per il 13 dicembre.
Questa corsa in avanti, è stata poco compresa e ha suscitato perplessità in tutta Italia e molti Presidenti di diverse regioni sono rimasti contrariati dalla scarsa condivisione del testo (discusso tutti insieme in un’unica riunione, nella quale, oltretutto, erano emerse notevoli criticità).
“Non abbiamo condiviso la scelta del Presidente de Nuccio. Il Consiglio di Milano ha dichiarato ufficialmente di non aderire alla visione della riforma proposta, che parcellizza la professione. È, infatti, rivolta a una ‘élite’ e non valorizza il commercialista ‘generalista’ (punto di riferimento dei clienti nella quotidianità)”, dichiara Marcella Caradonna, Presidente dei Commercialisti di Milano. “La riforma proposta dal Consiglio Nazionale è, anche, antidemocratica – prosegue Caradonna – perché, delinea un sistema elettorale complesso e farraginoso, che riduce fortemente la valenza politica degli Ordini territoriali e in tal modo conduce a una concentrazione di potere sul Consiglio Nazionale”.
Critiche puntuali (inascoltate) sono giunte anche da Roma, Torino e Firenze. Il malcontento non è solo dei grandi Ordini, dissensi vi sono un po’ in tutta Italia e arrivano da Ordini di Lombardia, Toscana, Piemonte, Lazio, Campania, Molise, Sardegna, Sicilia. Oltre che in quelli delle grandi città, anche in Ordini di dimensioni più contenute si registra un giudizio negativo.
“Siamo diversi in Lombardia ad avere espresso critiche non ascoltate”, dichiara Carla Cioccarelli (Presidente di Sondrio). “Ho parlato con altri Presidenti piemontesi e non vi è condivisione né sul metodo, né sul testo”, sottolinea Roberto Cravero (Presidente di Biella).
“Dissenso arriva anche da Ordini della Sardegna”, come sottolinea Giusy Udo (Presidente di Oristano), “Il Presidente de Nuccio deve rispettare noi Presidenti che abbiamo la rappresentanza degli iscritti… aveva promesso un nuovo incontro a settembre e invece ha proseguito da solo”.
Il Presidente di Sassari aggiunge: “Il sistema elettorale proposto mina la stabilità istituzionale e la coesione tra Ordini e all’interno degli Ordini, senza avere come adeguato contrappeso un effettivo miglioramento di scelta del Consiglio Nazionale”.
Voci di dissenso anche dalla Sicilia dove Francesco Vito (Presidente di Messina) sottolinea: “Stiamo organizzandoci per scrivere al Ministero e alla Politica perché si sappia che comunque è importante un riesame del testo per giungere ad una soluzione veramente condivisa da tutta la categoria”.
“Una riforma per avere un senso deve essere oggetto di analisi, riunioni, valutazioni congiunte… non che il CNDCEC acquisisca le note dai territori e, senza un vero contraddittorio, scelga a suo insindacabile giudizio come deve essere il domani della nostra categoria”, conclude dal Lazio Raffaella Romagnoli, Presidente di Latina.
| Scisciano Notizie è orgoglioso di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. Per questo chiediamo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, fondamentale per il nostro lavoro. Sostienici con una donazione. Grazie. |
| SciscianoNotizie.it crede nella trasparenza e nell'onestà. Pertanto, correggerà prontamente gli errori. La pienezza e la freschezza delle informazioni rappresentano due valori inevitabili nel mondo del giornalismo online; garantiamo l'opportunità di apportare correzioni ed eliminare foto quando necessario. Scrivete a redazione@sciscianonotizie.it . Questo articolo è stato verificato dall'autore attraverso fatti circostanziati, testate giornalistiche e lanci di Agenzie di Stampa. |


