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Centro Ester vuoto, il presidente Corvino punta il dito: “Sbagliata la gestione delle riaperture!”

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Napoli, 30 Ottobre – Dal deserto nel quale è piombato dopo il decreto che sancisce il nuovo lockdown dello sport fa sentire la sua voce il presidente del Centro Ester Pasquale Corvino che ritrovandosi solo nel più bel punto di riferimento dello sport di Napoli est punta il dito: “Tutti noi sappiamo quanti sacrifici abbiamo fatto noi dello sport per riaprire le strutture. Siamo andati incontro a dei finanziamenti importanti e per restituire i compensi a tutti i fruitori che non hanno più ricevuto i servizi per il primo lockdown”.

Il presidente del Centro Ester prosegue: “Sappiamo anche quanto questo luogo sia importante per la crescita sociale, culturale anche sportiva della zona. Come dicevo, per riaprire subito siamo andati incontro comunque a dei finanziamenti importanti per riaprire e accogliere tutti i bambini da luglio per il campo estivo e da settembre per lo sport. Con tutto quello che si è verificato dopo, credo che la gestione del governo sia stata a dir poco catastrofica perché con il bonus vacanza e con l’apertura dei Confini delle regioni e delle Nazioni ad agosto ha fatto sì che noi ricadessimo di nuovo in una bruttissima crisi e in una pandemia. Giorno dopo giorno -spiega Corvino-  i numeri stanno ancora aumentando. Per Il Governo è arrivato il momento di metterci la faccia. Deve  dare supporto partendo proprio dagli imprenditori dello sport che devono sicuramente rifinanziare l’attività futura della società al momento della riapertura dei centri sportivi. Inoltre deve garantire sostentamento ai nostri dipendenti perché possono vivere senza compensi e soprattutto devono dare anche uno sguardo verso tutte quelle persone che hanno perso il lavoro. Soltanto una parte percepisce il reddito cittadinanza,  ci sono tante persone che non percepiscono soldi”.

Da imprenditore Pasquale Corvino cerca di essere lungimirante con tutte le sue aziende: “Al Centro Ester lavorano 42 dipendenti, nell’altra azienda quella di abbigliamento ne abbiamo 50, per un totale di 92 dipendenti. Per tutti i miei collaboratori ho chiuso un accordo con un’importante azienda assicurativa dove abbiamo stipulato una difesa anti-covid per tutte le famiglie. Così se dovessimo avere dei problemi diretti a livello sanitario, dovuti alla pandemia, tutti possono essere supportati da questo partner assicurativo”.

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