L’intervento della scrittrice Michela Buonagura: https://www.youtube.com/shorts/rB-_QMHa0fU

 

Conto i passi: studenti e istituzioni uniti contro la violenza di genere

Carbonara di Nola, 28 Novembre – Per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, a Carbonara di Nola, presso il plesso dell’Istituto comprensivo Antonio De Curtis, retto dal dirigente scolastico  Domenico Balbi, nella palestra   intitolata  alla memoria della  maestra Maria Grazia  Sorrentino,  gli alunni della secondaria di primo grado,  classi prima, seconda A,  seconda B e della quinta primaria  sono stati i protagonisti dell’evento su una tematica importante e attuale, la cui piaga non guarisce, dal titolo “Ti ho  amato…da Morire. “L’evento è stato organizzato in sinergia dall’ amministrazione e dalla scuola con la referente del plesso professoressa Gianfranca Casalino.

La consigliera comunale, la dottoressa Maria Grazia Policano, ha condotto il dialogo, ponendo in risalto che questa giornata non può passare inosservata per le  troppe donne che non ci sono più e che  purtroppo la violenza colpisce tuttora  donne di tutte le età, culture e nazionalità e ha sottolineato che occorre l’impegno collettivo per essere affrontato e superarlo “ Siamo qui per esplorare le cause, le conseguenze e per discutere e promuovere una cultura del rispetto e dell’uguaglianza – ha chiosato  Policano.

La parola al primo cittadino e alla professoressa Michela Buonagura  autrice di Conto i passi-storie di disamore, ai giovani studenti con  le loro riflessioni sulla giornata contro la violenza e le domande poste alla scrittrice, l’intervento  della dottoressa Immacolata  Limpido, in veste  di assistente sociale, la presenza del  maresciallo  Nicola Di Filippo, ruolo fondamentale  delle forze dell’ordine, la presenza del Dirigente scolastico, della sua conversazione, e dei genitori hanno fatto della giornata un momento di aggregazione e di impegno sociale  a potercela fare  a trasformare il dolore in responsabilità, in azione, in cambiamento.

Il sindaco Antonio Iannicelli con il saluto ai presenti a nome dell’amministrazione, ha ricordato che Il 25 novembre non è una ricorrenza qualunque. Il sindaco ha sottolineato che è importante “riflettere, per assumerci un impegno: quello di dire “basta” alla violenza sulle donne. È una giornata che ci costringe a fermarci e a guardare in faccia una realtà dolorosa, che ancora oggi colpisce famiglie, comunità, territori. È una giornata che ci chiede coraggio: il coraggio di non voltare lo sguardo, di non minimizzare, di non pensare che sia un problema lontano da noi. Ha ringraziato i docenti, gli alunni, il dirigente scolastico per il lavoro quotidiano: “quello di educare non soltanto alla conoscenza, ma alla cittadinanza, alla sensibilità, al valore dell’altro”. Si è rivolto alle ragazze e ragazzi, con un appello accorato “Voi siete i veri protagonisti di questa giornata. Siete voi che potete costruire un domani migliore, scegliendo il rispetto, l’ascolto, l’uguaglianza. Siete voi che potete rompere gli stereotipi, difendere chi è più fragile, denunciare un’ingiustizia quando la vedete.”

La dottoressa Maria Grazia Policano ha poi dato la parola alla scrittrice Michela Buonagura, che è stata accolta con calore dai ragazzi, i quali hanno recitato la sua poesia “Conto i passi” che apre la raccolta.  Si è poi aperto il dialogo con le scolaresche che hanno mostrato grande interesse per la tematica e curiosità verso il mondo della scrittura. Non è mancato chi ha chiesto “Cosa prova quando scrive?” Con un sorriso la scrittrice ha risposto che “prima di essere una scrittrice è una lettrice appassionata, lo è sempre stata, fin da bambina, perché fortunatamente in casa sua i libri non sono mai mancati. La scrittura è iniziata tanto tempo fa, anche se si è decisa a pubblicare solo di recente. Ha scritto in riviste scolastiche, articoli su settimanali, trattando di svariate tematiche e prediligendo la storia delle donne, si è sempre occupata di libri curando editing e prefazioni, saggi sulla rivoluzione napoletana pubblicati sull’annuario scolastico una commedia sulla storia d’amore tra Alfonso d’Aragona e Lucrezia D’Alagno e negli ultimi anni anche lavori di ghostwriter. Mi sono molto divertita a scrivere fiabe, non ancora pubblicate, racconti, poesie, delle quali ho pubblicato una raccolta, presto ne seguirà un’altra, la sto curando. Cosa provo? Lascio libera la mia immaginazione e provo tutti i sentimenti possibili, a seconda di ciò che scrivo. Rido, piango, mi dispero, mi esalto, mi diverto. Vivo a mille. Scrivete ragazzi, esprimete tutto il vostro essere, è un’esperienza magnifica.”

Tra una domanda e l’altra degli studenti, la scrittrice ha messo a punto vari argomenti sul tema della violenza, che affronta da circa venti anni con tanti eventi, esperienza poi sfociata nella scrittura del libro Conto i passi. Storie di disamore.  

Gli studenti sono stati guidati dai loro docenti di classe Concita la Marca, Filomena Pellegrino, Luigi Rega, Raffaella Graziano, Fausta Montanino, Carmela Nunziata, Alfonsina Desiderio e hanno fatto un lavoro laborioso ed impegnativo della tematica, con letture, poesie, realizzazione di cartelloni esprimendo il pensiero critico.

 Un momento emozionante è stato quello della recitazione della poesia “Conto i passi” Conto i passi/Passi di viva brace/ resti di donne, / rossi di sangue. / Conto i passi. / Passi interrotti / da amati sconosciuti, / scagliati in un abisso di pece. […], che apre le pagine del libro della Buonagura, che lei ha presentato alle scolaresche con linguaggio fluido, essendo un libro forte e crudo, di personaggi che hanno subito violenza.  Di fronte ad una realtà così devastante è stato altrettanto doloroso scriverne, e il messaggio del libro, come le ha chiesto uno degli alunni, tra le tante domande, è stato proprio quello di parlarne, di non restare in silenzio, e di dare un contributo affinché si comprenda che l’indifferenza e il silenzio non porta al superamento del grave problema, se non addirittura la morte per la mano del compagno, amico, marito o conoscente.

Cosa o chi la ispira per le sue storie. Quali difficoltà incontrano i protagonisti dei suoi racconti e come reagiscono.

Ogni monologo nasce da un’ispirazione, da una sensibilità diversa, le immagini sono potenti e dissacratorie, colorite in modo forte, a volte con un’ironia corrosiva che ribalta i luoghi comuni. L’ironia mi permette di sublimare l’evento, come accadeva nei miti antichi, me ne servo per fissare il fatto accaduto e la vittima, in tal modo la libero dall’anonimato, la mostro come persona reale, non un numero, una delle tante che ha provato quella sofferenza, quel dolore. I protagonisti sono gente comune, persone con le loro fragilità e le loro contraddizioni. Sono vittime inconsapevoli, sono vittime che si ribellano e cercano soluzioni, sono uomini che non hanno più nulla di umano, aguzzini ottusi e brutali nell’affermazione della loro virilità, capaci di feroci menzogne pur di prevaricare e dominare. Ma la violenza di cui io parlo non si ferma sulle vittime e sui colpevoli, si allarga al dolore delle famiglie dell’una e dell’altro, coinvolge non solo gli adulti, ma anche i bambini, è uno sguardo sulla violenza a 360 gradi.”

Gli alunni tutti sono intervenuti nel dialogo con la scrittrice, esprimendo le loro riflessioni e mostrando i loro lavori. Come pesce in una boccia, il monologo di Buonagura, è stato tradotto da Ludovica in immagini e ha affermato “Ciò che mi ha lasciata basita è che la violenza psicologica, quella perpetrata ogni giorno, anno dopo anno, rosicchia l’anima della donna, vittima di violenza costringendola a chiudersi in una boccia per non sentire, per non essere mortificata.

Perché è importante denunciare o chiedere aiuto? Cosa fa l’assistente sociale per proteggere chi è in pericolo?    

“Liberarsi dalla violenza è possibile con il giusto supporto e ogni persona può fare moltissimo. Anche voi bambini. Se in casa assistete a scene di violenza, parlatene con la maestra, con una persona di famiglia. Quando qualcuno si rivolge a me io immediatamente mi attivo con le forze dell’ordine per capire come si possa agire al meglio. Non dovete aver timore, nessuno vi allontanerà dai vostri genitori, sarete protetti voi e vostra madre.”

Queste sono solo alcune delle domande volte alla scrittrice e all’assistente sociale, che sono state esaurienti ad ogni interrogativo e a rassicurare i giovanissimi a non sentirsi in colpa per quanto accade, che non devono chiudersi in sé stessi, isolarsi, ma chiedere aiuto a chicchessia, senza timore.

I ragazzi oggi sono più consapevoli, ma più vulnerabili, una generazione diversa dalle precedenti che è difficile da comprendere e sostenere. Per questo motivo è essenziale continuare a considerare l’idea di una educazione sessuo-affettiva: imparare a conoscere le proprie emozioni, il significato di un no, quali siano i confini e cosa comporta oltrepassarli può solo contribuire alla formazione di relazioni sane, ma anche disfunzionali. C’è ancora molto da percorrere. “Intanto accogliamo con gratitudine l’approvazione alla Camera, della proposta sull’introduzione del reato di “femminicidio”, anche se è slittata quella sul Consenso Libero e attuale- dice il preside Balbi nel ringraziare tutti i presenti e nel congedare l’assemblea. – Non basterà una legge a cambiare la società, ma senza queste leggi la società non potrà cambiare mai. La consigliera ha concluso il dibattito facendo dono di penne rosse   a nome dell’amministrazione con la scritta No alla violenza, e ha ricordato che una targa commemorativa per la giornata sarebbe stata affissa al Comune.   

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Adelina Mauro
“Sono un'insegnante e amo profondamente il mio lavoro. Due cose segnano la mia vita: Famiglia e Scuola. Credo nella bontà, nell’umiltà, nell’amore per il prossimo. Questi gli stimoli del mio impegno quotidiano affinché la vita sia veramente degna di essere vissuta. Amo leggere, viaggiare e preferisco scrivere”.