Il presidente della Campania sarà commissario straordinario fino al 2036. Il piano punta sulla prevenzione, sull’adeguamento sismico degli edifici e sul sostegno alle famiglie. Musumeci: «Una legge di prevenzione deve sopravvivere alle oscillazioni delle crisi»

Roma, 14 Ottobre – Il Governo cambia passo sui Campi Flegrei e prova a trasformare la gestione del bradisismo da risposta all’emergenza a strategia strutturale di lungo periodo. Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto legge dedicato all’area flegrea, costruito attorno a un principio indicato dal ministro per la Protezione civile Nello Musumeci come quello della «convivenza consapevole con il rischio».

Il provvedimento introduce innanzitutto una governance unica e una struttura commissariale con un orizzonte di dieci anni. Il ruolo di commissario straordinario sarà affidato al presidente pro tempore della Regione Campania, chiamato a diventare il punto di riferimento per l’attuazione del programma pluriennale degli interventi.

L’obiettivo è superare la frammentazione delle competenze e definire una catena decisionale più chiara. Il Governo manterrà il compito di stabilire gli indirizzi generali, verificare il programma e controllarne periodicamente l’avanzamento, mentre al commissario spetterà la responsabilità concreta dell’attuazione: tempi, modalità e realizzazione degli interventi.

La struttura speciale resterà operativa indipendentemente dall’andamento immediato del fenomeno bradisismico o dall’eventuale emergenza legata agli sfollati. «Una legge di prevenzione deve sopravvivere alle oscillazioni delle crisi», ha spiegato Musumeci, sottolineando la necessità di una programmazione stabile, sottoposta comunque a verifiche periodiche.

Accanto al commissario opererà una conferenza permanente alla quale parteciperanno le istituzioni coinvolte. Il modello scelto, nelle parole del ministro, sarà «monocratico nell’esecuzione» ma collegiale nel confronto istituzionale: un unico responsabile dell’attuazione e, allo stesso tempo, una sede comune nella quale affrontare le questioni urbanistiche e amministrative legate agli interventi.

Il decreto delimita anche le competenze della nuova struttura commissariale. Il commissario non sostituirà infatti la Protezione civile e non assumerà la gestione operativa delle emergenze.

Al Dipartimento continueranno a spettare il monitoraggio del rischio, la pianificazione di protezione civile, i sistemi di allertamento, le esercitazioni, la preparazione all’eventuale allontanamento della popolazione e il coordinamento del Servizio nazionale.

La missione del commissario sarà diversa: ridurre nel tempo la vulnerabilità degli edifici e l’esposizione della popolazione al rischio, coordinare gli interventi di ricostruzione e portare avanti un programma organico di messa in sicurezza del territorio.

Il cuore finanziario del decreto è rappresentato da risorse per circa un miliardo di euro nell’arco di dieci anni. Il piano punta soprattutto sulla riduzione della vulnerabilità sismica e sulla riparazione e riqualificazione del patrimonio edilizio, sia pubblico sia privato.

Per gli immobili privati è previsto un meccanismo di contribuzione pubblica per gli interventi di adeguamento sismico richiesti dai proprietari. In via generale lo Stato potrà sostenere il 70 per cento della spesa, mentre il restante 30 per cento resterà a carico dei proprietari.

Per i nuclei familiari che rientrano nella soglia economica di 28mila euro prevista dal provvedimento, il contributo pubblico potrà arrivare fino al 100 per cento.

Tra gli strumenti previsti compare inoltre la possibilità di una delocalizzazione volontaria e incentivata, destinata in particolare agli immobili maggiormente vulnerabili o collocati nelle zone considerate più esposte. Una misura politicamente delicata, come riconosciuto dallo stesso Musumeci, ma inserita in una strategia che vuole guardare al territorio non soltanto nei momenti di maggiore emergenza.

Il decreto rafforza anche il sistema dei controlli. Il commissario dovrà riferire ogni sei mesi al Governo sullo stato di avanzamento del programma, mentre l’Esecutivo presenterà annualmente una relazione al Parlamento. È prevista inoltre una relazione pubblica annuale sull’attuazione degli interventi e sull’utilizzo delle risorse.

Accanto agli interventi strutturali, il provvedimento contiene una serie di misure immediate destinate alle famiglie e ai cittadini coinvolti dalle conseguenze del bradisismo.

È prevista la sospensione di tributi e contributi per il periodo compreso tra il 31 luglio e il 30 novembre 2026. Per i mutui, invece, la sospensione decorrerà dal 31 luglio 2026 e potrà protrarsi fino al 31 dicembre 2027.

Sul fronte abitativo viene inoltre introdotta una proroga di due anni per i contratti di locazione a uso residenziale in scadenza tra ottobre 2026 e ottobre 2027, destinata alle famiglie che rientrano nella soglia economica dei 28mila euro, purché non sia già presente un titolo esecutivo.

Il nuovo decreto prova così a tenere insieme due esigenze: affrontare le difficoltà immediate di chi vive nell’area e costruire, nello stesso tempo, una politica di prevenzione capace di durare oltre la singola crisi sismica.

La novità più rilevante è proprio l’orizzonte temporale. Il bradisismo non viene più considerato soltanto come un fenomeno da fronteggiare attraverso misure emergenziali, ma come una condizione con la quale il territorio dovrà confrontarsi nel lungo periodo. Da qui la scelta di un commissario unico, di risorse distribuite su dieci anni e di un programma permanente di riduzione del rischio.

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