Napoli, 31 Marzo – La Campania si conferma la regione italiana con la speranza di vita più bassa, nonostante un recupero rispetto agli anni precedenti. Secondo gli ultimi dati Istat relativi al 2024, la speranza di vita alla nascita si attesta a 79,7 anni per gli uomini e 83,8 per le donne, valori inferiori alla media nazionale. Il dato si inserisce in un quadro generale di invecchiamento della popolazione italiana, con un numero crescente di decessi legato all’aumento dell’età media della popolazione.
Nonostante la fecondità in Italia abbia raggiunto il minimo storico di 1,18 figli per donna, la Campania si posiziona al terzo posto tra le regioni con il tasso più elevato, preceduta da Trentino-Alto Adige e Sicilia. Nel 2024, il numero medio di figli per donna in Campania è sceso a 1,26, rispetto a 1,29 dell’anno precedente. La Sicilia registra un valore di 1,27, mentre il primato spetta al Trentino-Alto Adige con 1,39, in calo rispetto al 2023 (1,43). Le madri campane risultano inoltre tra le più giovani d’Italia, con un’età media al parto di 32,3 anni, un dato in linea con il Trentino-Alto Adige e leggermente superiore alla Sicilia (31,7 anni).
Il fenomeno della mobilità interna conferma il Mezzogiorno come area di forte emigrazione verso il Centro-Nord. Nel 2024, il saldo migratorio interno per il Sud Italia si attesta a -52mila unità (-2,6 per mille abitanti). In Campania, il tasso migratorio negativo è pari a -3,3 per mille, una perdita significativa ma inferiore a quella di Basilicata (-5,0 per mille) e Calabria (-4,6 per mille). Complessivamente, oltre 401mila persone hanno lasciato un Comune del Mezzogiorno per trasferirsi altrove, mentre i flussi in entrata si fermano a circa 349mila.
Una Regione giovane ma con prospettive difficili – Nonostante la Campania registri dati critici sulla speranza di vita e sulla migrazione, si distingue per avere la più alta quota di popolazione in età attiva (65,3%), davanti a Lazio (64,2%) e Lombardia (63,9%). Un dato che potrebbe rappresentare un’opportunità per lo sviluppo economico e occupazionale, ma che richiede interventi mirati per arginare la fuga di giovani e rilanciare il territorio.
La sfida per il futuro sarà dunque quella di migliorare la qualità della vita, rafforzare le politiche per la natalità e incentivare opportunità di crescita per evitare che la regione continui a perdere popolazione e risorse umane fondamentali per il suo sviluppo.
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