Napoli, 14 Agosto – “Il caso della donna affetta da SLA su cui è intervenuto oggi il Tribunale di Torre Annunziata, portato avanti anche grazie all’impegno dell’Associazione Luca Coscioni, da anni in prima linea su questi temi, dimostra dove ci ha portato l’inerzia della destra sul fine vita. Quando la politica non decide, sono i tribunali, le ASL e le Regioni a essere costretti a riempire il vuoto. E un diritto che deve essere uguale per tutti rischia così di dipendere dal luogo in cui si vive.

La responsabilità politica è chiara. La destra ha fermato il ddl Bazoli, sottoscritto da tutti i gruppi di opposizione, che eravamo riusciti a portare in Aula al Senato, nonostante i ripetuti richiami della Corte costituzionale al legislatore. Una chiusura ideologica e regressiva che oggi presenta il conto alle persone e alle istituzioni.

Nel frattempo le Regioni, comprensibilmente, cercano di dare risposte. È già accaduto in Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, con percorsi diversi e anche con contenziosi promossi dal governo. Accade ora anche in Campania, dove, tra le iniziative presentate, c’è la proposta di legge di Villano, coerente con la necessità di garantire attraverso il Servizio sanitario regionale l’attuazione delle pronunce della Consulta. Ma proprio queste iniziative dimostrano l’urgenza di una legge nazionale: senza un intervento immediato del Parlamento rischiamo di costruire venti sistemi diversi per un diritto che deve essere universale.

Per questo ci rivolgiamo anche a Forza Italia e alla sua capogruppo Stefania Craxi, che in questi mesi ha mostrato una disponibilità a rompere l’immobilismo della destra. C’è un principio per noi irrinunciabile: senza il Servizio sanitario nazionale non può esserci un diritto universale. Sostengano questo principio e l’intesa si può trovare subito. Il ddl Bazoli è ancora lì e siamo pronti a confrontarci immediatamente su ogni soluzione che rispetti le indicazioni della Consulta, garantisca libertà di scelta e coinvolga pienamente il Ssn.

Lo ha ricordato con parole che hanno colpito tutti noi anche Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo Pd al Senato e quotidiano esempio di forza e amore per la vita: dalla sua esperienza personale con la SLA ci ha insegnato che voler vivere fino in fondo e rispettare la scelta di chi, nelle condizioni stabilite dalla Corte, decide diversamente non sono principi in contraddizione.

Il governo faccia finalmente un passo indietro e lasci libero il Parlamento. Siamo convinti che, senza veti ideologici e imposizioni di maggioranza, esista già una maggioranza parlamentare per approvare una legge di civiltà. Non possiamo più accettare che l’inerzia della politica ricada sulla sofferenza delle persone. Sul fine vita il tempo dei rinvii è finito. Noi siamo pronti a decidere subito”. Così in una nota Francesco Boccia, presidente dei Senatori del Partito Democratico.

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