Napoli, 26 Maggio – “Sul tema delle acque contaminate in Campania serve una comunicazione corretta, rigorosa e responsabile. Le criticità ambientali esistono, ma non possono essere trasformate in allarmi generalizzati che rischiano di generare paura e disinformazione”. Lo dichiara il presidente della Commissione Ambiente del Consiglio regionale della Campania, Salvatore Flocco, a margine dell’audizione in Commissione del Direttore generale di Arpac, Luigi Stefano Sorvino, intervenuto insieme al Direttore tecnico Claudio Marro, al Direttore amministrativo Luca Esposito e al dirigente geologo Vincenzo Barbuto.
“Questo non significa minimizzare. Esistono situazioni localizzate, conosciute e monitorate, in territori come Montoro, Acerra e Villa Literno, in particolare per la presenza storica di tetracloroetilene e altre sostanze nelle acque profonde di falda. Sono criticità che richiedono interventi progressivi di bonifica, ma che vanno lette correttamente. L’acqua potabile è sottoposta a diversi livelli di controllo: quelli del gestore della rete acquedottistica, quelli delle Asl e quelli che Arpac svolge indirettamente attraverso il monitoraggio dei pozzi. Per il tetracloroetilene, la normativa prevede un limite di 10 microgrammi per litro nell’acqua potabile, mentre Arpac attiva soglie di attenzione ambientale già a valori molto più bassi, intorno a 1,1 microgrammi per litro. Confondere questi due piani significa trasformare un problema ambientale serio, da affrontare con strumenti tecnici e amministrativi, in un allarme sanitario generalizzato che non corrisponde ai dati emersi. Arpac dispone di una rete ampia di monitoraggio, con circa 200 pozzi controllati per questi parametri, cui si aggiungono quelli relativi alla Terra dei Fuochi. Parliamo di un patrimonio di dati costruito in oltre vent’anni, aggiornato e consultabile”.
“Su Bagnoli Arpac ha confermato un impegno massiccio – continua il presidente Flocco – con un presidio quasi permanente composto da 10-15 operatori impegnati sia sul cantiere delle opere a terra sia su quello delle opere a mare. È stato riferito che, dopo alcuni sforamenti registrati nella prima fase, l’andamento delle polveri è rientrato nella norma, con un sistema di monitoraggio attivo attraverso due centraline. Anche su Bagnoli la parola d’ordine è trasparenza”.
“Ringrazio i rappresentanti di Arpac per il contributo offerto e i commissari per gli interventi puntuali e qualificati, che rendono il lavoro della Commissione significativo. Continueremo a svolgere il nostro ruolo di ascolto, controllo e indirizzo. La tutela ambientale – conclude Flocco – si costruisce con dati verificabili, responsabilità pubblica e interventi concreti”.
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