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Calciomercato – Osimhen è del Napoli: DeLa lo annuncia su Twitter

Napoli, 31 Luglio – Nonostante il Covid abbia fatto slittare il finale di campionato nei mesi estivi, dirottando le principali attenzioni sul rettangolo verde, il calciomercato, specialmente in questo che di solito è il periodo caldo, non si vede privato del suo fascino.

Il Napoli è una delle squadre più affaccendate tra i tavoli delle trattative ed il primo colpo è stato già messo a segno. Arriva, infatti, l’annuncio ufficiale del club partenopeo con il tweet del presidente De Laurentiis, riguardo l’acquisto del calciatore nigeriano.

 

VICTOR JAMES OSIMHEN: LA CARRIERA

Victor James Osimhen nacque a Lagos, in Nigeria, il 29 dicembre 1998. Le difficoltà che dovette affrontare in età primeva furono numerose, immerso in un contesto di estrema povertà e colpito dalla tremenda perdita prematura della madre. Nella vita di chi ha la capacità di guardare alle stelle senza patemi, però, gli ostacoli diventano la spinta propulsiva per trasformare i propri sogni in piacevoli ossessioni, le mancanze da colmare utilizzando il proprio estro come formula magica. Victor sin dall’infanzia sogna abbracciando un pallone con i piedi, allenandosi senza sosta nel campo della squadra del suo paese. Nel 2015 si accende la prima scintilla della sua carriera, da una selezione di centinaia di giovani venne scelto per far parte della squadra nazionale nigeriana under 17 che avrebbe, di lì a poco, dovuto affrontare il mondiale in Cile. A soli sedici anni e nove mesi dominò la classifica cannonieri del torneo marcando dieci gol in sette gare e portando la Nigeria al trionfo nella finale contro gli Stati Uniti.

Un impatto così devastante su una competizione giovanile di tale rilevanza favorì l’affollamento intorno alla sua figura delle attenzioni dei maggiori club europei. Il giovane Victor, allora ancora sprovvisto di agenti, decise di mettere davanti a tutto la sua crescita come calciatore, proporzionando le ambizioni al suo effettivo valore:” Sapevo di non essere ancora pronto per uno step così importante, per questo pensai fosse più corretto, per lo sviluppo della mia carriera, accettare l’offerta del Wolfsburg.” La sua esperienza in Germania non fu però fortunata come si sarebbe aspettato, appena firmato nel gennaio del 2017, fu costretto a fermarsi per un problema alla spalla. Al rientro, per via della spietata concorrenza e la scarsa fiducia del mister nei suoi riguardi, vide il campo solo per sedici partite non riuscendo ad incidere con gol ed assist in nessuna di queste occasioni. “In quel momento volevo solo giocare, non m’importava dove, avrei accettato anche di scendere in quarta divisione, perché ero sicuro che sul campo avrei zittito tutti.”

Quell’ estate fu proposto a varie squadre belghe, molte delle quali, però, non presero in seria considerazione la prospettiva di acquistarlo, solo lo Charleroi decise di puntarvi con una certa convinzione, prelevandolo in prestito. Una stagione nella Jupiter Pro League, campionato da sempre rinomato per essere una fucina di talenti, fu una ghiotta occasione di rilancio, che si concretizzò con venti gol e quattro assist raccolti in trentasei partite disputate: “Quella fu un’annata esaltante per me, mi trovai molto bene in Belgio e la soddisfazione più grande fu segnare a quelle squadre che mi avevano scartato, non desideravo nulla di più al momento della firma con lo Charleroi.” Neanche il tempo di impiantare le radici, che si palesò per lui la possibilità di un nuovo trasferimento. Il Lille, dopo le onerose partenze di Leao e Pepè, decise di puntare sul nigeriano mettendo sul piatto dei belgi quattordici milioni più una clausola sulla futura rivendita del quindici per cento, offerta irrinunciabile. “Allo Charleroi stavo bene, ma la proposta del Lille m’intrigava parecchio. Mi concessi qualche settimana di riflessione in Nigeria, poi mi risolsi di andare in Francia.” Victor sfruttò i riflettori di uno dei campionati più in vista d’Europa e quelli più luminosi della Champions League, producendo numeri niente male: in totale diciotto gol in trentotto partite, tredici dei quali in trenta gare di ligue 1 (stesso bottino raccolto da Neymar); due in Champions, contro il Valencia al Mestalla ed il Chelsea, più due in Cuope de la ligue ed uno in Coupe de France, il tutto condito da sei assist.

POTENZA, VELOCITA’ E CONSAPEVOLEZZA

Una lucida descrizione delle principali  caratteristiche di Osimhen ce l’ha consegnata Felice Mazzu, suo allenatore ai tempi dello Charleroi:”Si tratta di un calciatore completo, forte fisicamente e molto rapido; è abile nel gioco aereo ed è dotato di una discreta qualità tecnica; soprattutto è molto ricettivo ed ascolta tutte le richieste che gli vengono poste.” Lo strapotere fisico del nigeriano risiede nelle gambe, quelle che gli permettono di piantarsi al terreno, lavorando di bacino per proteggere il pallone e tenerlo a distanza da avversari magari anche più fisicamente prestanti di lui; le stesse che gli permettono di essere una vera saetta incontenibile sul lungo, rendendo tuttavia compassate le sue giocate sul corto. Preferisce, infatti, essere lanciato in

velocità invece di gestire il pallone o cercare numeri da prestigiatore nel dribbling, può essere letto in quest’ottica il dato (fonte Whoscored) secondo cui Osimhen, dopo Timo Werner, è il calciatore, tra i maggiori campionati europei, a finire più spesso in fuorigioco per partita. Soprattutto Victor ha la preziosa capacità di vedere la porta senza guardarla: il suo è un killer instinct molto interessante, in Ligue 1, ad esempio, è il secondo calciatore (c’è un certo Kylian Mbappè davanti a lui) per tiri nello specchio.

Tendenzialmente preferisce la conclusione con il collo del piede destro; talvolta utilizza anche il sinistro, il quale, tuttavia, non gli assicura la stessa efficienza; non disdegna affatto il colpo di testa, a fronte dei suoi 186 centimetri, quest’anno, in Champions League, si è reso, infatti, protagonista di una spettacolare incornata nella sfida contro il Chelsea conclusasi poi 2-1 per i blues. Impressiona, invece, del suo carattere la forte personalità e l’attitudine mentale che lo porta ad essere concentrato anche ai minimi particolari, per lo sviluppo della sua carriera:”Ho il cruccio costante di allenarmi per colmare le mie lacune, voglio diventare più completo possibile.” Anche le ambizioni, e non potrebbe essere altrimenti per uno come lui, sono sempre proiettate alle stelle:”Voglio giocare in un top club, il Real Madrid ad esempio è la squadra dei miei sogni, voglio conquistare la Champions League e vincere con la Nigeria”.

Il modello a cui si ispira, invece, per quanto riguarda il rettangolo verde, un “discreto” interprete, dice tanto sulla sua idea di calcio:”Il mio idolo è Didier Drogba, ho studiato molto le sue giocate e spesso cerco di imitarlo, so che ho ancora tanto da migliorare per arrivare ai suoi livelli”.

IL COLPO DEL NAPOLI

La trattativa, avviata già da almeno cinque mesi, ha seguito alla perfezione la traiettoria caracollante tipica delle operazioni di mercato azzurre più complesse. Scossoni, colpi di scena, intromissioni di eccentrici e discutibili personaggi, alla fine, però, la storia ha trovato la sua naturale risoluzione. Il Napoli ha ottenuto il gioiellino che cercava, pagandolo al Lille cinquanta milioni più bonus ed il cartellino di Karnezis, garantendo lui uno stipendio da quattro milioni e mezzo l’anno fino al 2025. Le controindicazioni di questo colpo potrebbero essere rappresentate proprio dal prezzo, il nigeriano, infatti, al momento della firma, è stato caricato del fardello di essere diventato l’acquisto più oneroso nella storia del Napoli ed è preventivabile che i tifosi, in queste situazioni, desiderino conferme immediate da parte del campo.

In questo senso, la presenza di un mostro sacro come Mertens in quello stesso ruolo, permetterà lui di ambientarsi ed ingranare in relativa tranquillità, evitando il rischio di essere troppo esposto a critiche e lamentele di sorta. Il Napoli, da sempre laboratorio di grandi talenti, ha l’intenzione di plasmare in casa l’estro del calciatore fino a renderlo un crack mondiale, dopo non esserci riuscito con Milik per via di contingenze varie. L’acquisto del nigeriano, infatti, spianerà la strada alla cessione del polacco, richiesto in particolare dalla Juventus, il quale ha ormai esaurito le motivazioni necessarie per proseguire la sua avventura con la maglia azzurra. Da un punto di vista tecnico gli azzurri vogliono integrare le caratteristiche del nigeriano con quelle, completamente diverse, dei suoi futuri compagni di reparto (Petagna e Mertens), in modo da disporre di varie alternative da schierare in base alle esigenze del momento.

“Non vedo l’ora di indossare questa iconica maglia, grazie per il caloroso benvenuto”. Queste le prime parole del giovane nigerano, rilasciate tramite un post sul suo profilo twitter.

 

Matteo Ariola

 


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