Brusciano, 23 Settembre – Brusciano, Città Metropolitana di Napoli, il sociologo Antonio Castaldo autore delle ricerche di storia locale inerente la Seconda Guerra Mondiale ricorda il caso del bruscianese Luigi Sodano aderente alla RSI. Precedentemente ha scritto e pubblicato sui “Bombardamenti e Vittime Civili del 1943”, https://www.gazzettadellirpinia.it/2026/09/17/brusciano-ricordo-vittime-civili-bombardamenti-1943/ ; sui “Militari IMI Prigionieri in Germania dal 1943 al 1945” https://www.informazione.news/c/2AF60148-3AEF-4078-A452-89D3CEEF1C51/Brusciano-Giornata-in-Memoria-Militari-IMI-1943-1945-Scritto-da-Antonio-Castaldo ; sul caso del partigiano bruscianese “Sbarazzino” attivo in Piemonte, Esposito Emanuele, https://www.sciscianonotizie.it/brusciano-ricordo-di-emanuele-esposito-partigiano-bruscianese-in-piemonte/.
Riconsideriamo in estrema sintesi il contesto storico. Dopo la “Marcia su Roma” del 28 ottobre 1922 da parte della Camice Nere del Partito Nazionale Fascista, il Re Vittorio Emanuele III non firmava lo “Stato d’Assedio” proposto dal Governo in carica e perciò il Presidente del Consiglio dei Ministri, Luigi Facta, si dimise. Il 30 ottobre il Re convoca Mussolini a Roma per affidargli l’incarico della formazione del nuovo Governo. Il 31 ottobre 1922 con il giuramento di Benito Mussolini iniziava il ventennio fascista. Il 1° settembre del 1939 la Germania invase la Polonia. Il Regno d’Italia restò neutrale fino al 10 giugno del 1940 quando, con il discorso di Palazzo Venezia in Roma, Mussolini annunciava l’entrata dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale schierandosi contro la Franci e la Gran Bretagna. Tre anni dopo, il 24 luglio ’43, il Gran consiglio a maggioranza dei membri approvò nella notte l’ordine del giorno Grandi poneva fine al regime fascista costringendo Mussolini a rimettere i suoi poteri nelle mani del Re il quale lo fece poi arrestare il 25 luglio 1943 e nominò al suo posto il Generale Pietro Badoglio.
Il giorno 8 settembre 1943, alle ore 19.45, il generale Badoglio diede alla radio la notizia dell’avvenuto Armistizio con gli Alleati Inglesi ed Americani. L’Italia inizialmente illusa dalla guerra dovette aspettare la primavera del 1945 per dare il benvenuto alla Pace. Intanto l’Esercito Italiano si trovò dopo l’8 Settembre al fianco dei soldati tedeschi della Wehrmacht non più come alleati ma come nemici da catturare. Alle 5 del mattino del 9 settembre 1943 la famiglia reale, Badoglio, Acquarone, i generali Ambrosio e Roatta, lasciarono Roma per scappare a Brindisi che divenne per alcuni mesi sede divenne sede del governo e Capitale d’Italia. L’irreperibilità dei vertici dello Stato dal 9 all’11 settembre, l’assenza di aiuti e di coordinamento dell’Esercito alimentarono incertezza e senso di abbandono generale.
I divenuti occupanti tedeschi nel Centro e Nord dell’Italia catturarono almeno 800.000 soldati Italiani. Il 20 settembre 1943 Adolf Hitler decretò la perdita del loro status di prigionieri di guerra trasformandoli in Italienische Militärinternierte, Italiani Militari Internati, IMI, privandoli delle tutele della Convenzione di Ginevra e della Croce Rossa. Mussolini il 23 settembre 1943 annunciò la nascita della Repubblica Sociale Italiana con sede governativa a Salò sul Lago di Garda sotto il controllo militare della Germania nazista.
E così agli 800.000 italiani catturati dai tedeschi venne proposto di continuare la guerra al fianco dei tedeschi aderendo alla Repubblica di Salò oppure restare prigionieri nei campi soggetti a pessime condizioni di vita e al lavoro forzato per sostenere l’economia di guerra della Germania. Circa 130 accettarono l’adesione alla RSI mentre 650.000 affrontarono fino al 1945 con circa 50.000 perdite, il loro destino di IMI e testimoni di Resistenza passiva tenendo fieramente alta l’appartenenza all’Italia. In Italia sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 25 del 31 gennaio 2025 veniva pubblicata La Legge 13 gennaio 2025, n. 6 con la quale veniva istituita la “Giornata degli Internati Italiani nei Campi di Concentramento tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale” da celebrarsi il 20 Settembre di ogni anno.
Il 23 settembre 1943 fu fondata la Repubblica Sociale Italiana con la distribuzione degli organi governativi, istituzionali, ministeriali e delle Forze armate per tutto il Nord dell’Italia con la centrale Salò, dove avvenne la Proclamazione ed il primo Consiglio dei Ministri il 18 ottobre 1943, data la sua posizione strategica con le sedi degli organi istituzionali, ministeriali e delle Forze Armate della RSI vennero distribuite in tutto il Nord Italia. Posizione centrale, con i maggiori uffici della RSI, fu quella di Salò luogo strategico per la prossimità a Milano, alle zone industriali e fabbriche d’armi e alla frontiera con la Germania. Nel suo discorso a Radio Monaco del 18 settembre 1943 aveva affermato: «Lo Stato che noi vogliamo instaurare sarà nazionale e sociale nel senso più lato della parola: sarà cioè fascista nel senso delle nostre origini». La resa incondizionata della RSI, insieme ai Comandi tedeschi operanti in Italia, venne firmata il 29 aprile 1945 con entrata in vigore il 2 maggio.
Fra i 130.000 militari aderenti vi fu anche Luigi Sodano nato a Brusciano il 20 marzo 1919 che dai registri anagrafici del Comune di Brusciano risulta essere deceduto “per ferite di armi da fuoco per eventi bellici l’11 febbraio 1945”. Nelle sue ricerche sulla Seconda Guerra Mondiale il sociologo Antonio Castaldo ha riscontrato nell’anno 2012 la fine della vita del giovane bruscianese nella RSI in un conflitto a fuoco sia nel data base di Livio Valentini che dopo il suo decesso del 2005 è curato da un gruppo di ricercatori di Torino, https://www.italia-rsi.it/arpabirmana/databasecadutirsi.htm.
«Sodano Luigi di Antonio, Tenente del Corpo 1^ Divisione Bersaglieri Italia, 1° Reggimento, Caduto l’11.2.1945 a Gallicano, Quota 437 in Provincia di Lucca».
Nel Cimitero Comunale di Brusciano presso la Cappella della Famiglia Sodano vi è il loculo marmoreo di Luigi Sodano con questo epitaffio scolpito: «S. Ten. Sodano Luigi Nato il 2/3/1919 Caduto Quota 437 l’11/2/1945 che acceso dalla Fede in Dio dall’Amore alla Famiglia e dalla Dedizione alla Patria al cui invito generosamente rispose e par la cui grandezza eroicamente cadde al Grido Italia! Italia!».
Di fronte vi sono i loculi dei genitori. Il padre, «Antonio Sodano 5/8/1884-21/8/1966 Avvocato e Giureconsulto Si erse fiero e sprezzante contro la dittatura nel culto del libero pensiero e lottò per la giustizia sociale auspicando l’eguaglianza degli uomini nella libertà». La madre, «Giulia Sodano nata Russo 7/11/1883-10.1.1966 Donna di elette virtù fece della sua vita un’altissima missione che la rese moglie e madre angelica», https://www.youtube.com/watch?v=p_l2GjerFGA.
Il sociologo Antonio Castaldo nell’esprimere «l’equanime pietà per tutti i morti dal punto di vista umano, etico e religioso, condivide il pensiero delle istituzioni democratiche nel distinguere, dal lato politico e delle scelte di campo, fra chi lottava per la Liberazione dal nazifascismo e la fondazione dell’Italia democratica e chi combatteva al fianco dell’esercito tedesco occupante il suolo d’Italia e del regime dittatoriale. Mentre in sede di studio dal punto di vista della ricerca storica raccoglie, analizza ed illustra i fatti, li comprende e non li giudica come negli insegnamenti del fondatore della sociologia moderna, Émile Durkheim, e di Marc Bloch, cofondatore con Lucien Fevre della Scuola delle Annales».





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