Brusciano, 21 Settembre – Il 21 di settembre 2025 ricorre la “Giornata Internazionale della Pace” istituita dall’ONU il 30 novembre del 1981. La Risoluzione ONU A/RES/36/67 del 1981 invitava tutti gli stati membri, delle Nazioni Unite le organizzazioni regionali e non governative e singoli soggetti ad impegnarsi con l’obiettivo di rafforzare la volontà di pace tra popoli e nazioni. Nella solenne “Dichiarazione sul Diritto dei Popoli alla Pace” approvata dall’Assemblea Generale ONU con la Risoluzione 39/11 la pace veniva riconosciuta come un diritto di tutti i popoli. La “Giornata Internazionale della Pace” così come voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite , in seguito alla campagna di Jeremy Gilley e della “Peace One Day,7 settembre 2001, veniva celebrata nel terzo giovedì di settembre, in una Risoluzione successiva è stato fissato l’unico giorno del 21 settembre di ogni anno, a partire dal 2002, per valorizzare la pace e la non-violenza, invitando tutte le nazioni e persone a cessare le ostilità durante il giorno. Purtroppo la realtà va peggiorando.
A giugno 2024 è stato pubblicato dall’“Institute for Economics & Peace” il Global peace index che ci dice dell’esistenza di 56 conflitti nel mondo. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale è il numero più alto mai registrato ed il livello medio della pace è regredito dello 0,56. Sono stati analizzati 163 Paesi, 97 nel peggioramento e 65 nel miglioramento delle condizioni di pace. Secondo questo Rapporto i conflitti vanno sempre più internazionalizzandosi e ci sono 92 Paesi con conflitti aperti oltre i propri confini, mentre per i piccoli conflitti crescono le probabilità di futuri ingrandimenti. La regione del mondo più pacifica è l’Europa, con 8 dei 10 Paesi più pacifici. La più pacifica al mondo è l’Islanda mentre l’Italia occupa il 33° posto davanti all’Inghilterra, Svezia e Grecia. Le regioni meno pacifiche del mondo sono il medio oriente ed il Nord Africa. Il Paese meno pacifico al mondo è lo Yemen, seguito dal Sud, Sud Sudan, Afghanistan e Ucraina.
Nel 2024 sono state 162.000 le morti legate a conflitti di cui tre quarti di esse avvenute nei conflitti di Ucraina e Gaza. A livello globale, per l’anno 2023, è stato rilevato un impatto economico nei conflitti pari a 158 miliardi di dollari mentre per la costruzione ed il mantenimento della Pace sono stati spesi 49,6 miliardi di dollari che corrispondono a circa allo 0,6% della totale spesa miliare.
Conclusivamente il Rapporto la via per la costruzione nei tempi incerti e conflittuali di una “Pace positiva” intesa come l’insieme degli atteggiamenti, delle istituzioni e delle strutture che creano e sostengono società pacifiche, https://www.youtube.com/watch?v=RQ_8xOmFtpk.
In osservanza della “Giornata Internazionale della Pace” il sociologo e giornalista, Antonio Castaldo, in sintonia con quanto dettato dall’ONU e nel rinnovare l’impegno a sensibilizzare e diffondere nell’opinione pubblica il valore e la pratica della Pace rilancia il saluto simbolico “Shalom-Pace” di un’antica testimonianza epigrafica del Meridione d’Italia, rinvenuta oltre un secolo fa a Brusciano, territorio della Città Metropolitana di Napoli. Trattasi del dell’Epigrafe greco-giudaica del IV-V secolo d. C., dedicata alla memoria dell’“Onorato Rebbi Abba Mari”, in esposizione al MANN, nella nuova sala, “Dall’Oriente” inaugurata nell’autunno del 2016, allestita e curata da Valeria Sampaolo con la consulenza di Giancarlo Lacerenza per i materiali giudaici e aramaico-nabatei.
“Shalom-Pace” è il saluto che apre il testo su di essa scolpito e questa è la didascalia ufficiale del MANN: «Rinvenuta a Brusciano, l’iscrizione è probabilmente da porre in relazione alla comunità giudaica della vicina Nola ed è probabilmente un po’ anteriore a quelle del sepolcreto di Napoli. Si ha qui un titolo, l’uso del greco e un nome tipicamente giudaico, in questo caso di formazione aramaica: Abba Mari. Il testo recita =Shalom. Qui giace l’onorato rebbi Abba Maris=. Sono presenti in basso, oltre a una menorah angolare, i simboli dello shofar (il corno di montone) e del lulav (fascetto composto di mirto, salice e palma) molto stilizzati. Decisamente meno comuni sono l’intestazione Shalom e l’epiteto rebbi, secondo alcuni un titolo onorifico, secondo altri equivalente al titolo rabbinico. In quest’ultimo caso saremmo qui in presenza di una delle più antiche attestazioni epigrafiche del termine. IV-V secolo (?): Brusciano; Inv. 151154» come rilevato l’8 ottobre 2017 dal sociologo e giornalista, Antonio Castaldo e postato da Giuseppe Pio Di Falco di IESUS, Istituto Europeo di Scienze Umane e Sociali, all’indirizzo web https://youtu.be/bw2dqMstt7s.
Qui il ringraziamento ancora una volta di Antonio Castaldo dei protagonisti di una catena umana produttrice di narrazione, ricerca scientifica e accoglienza istituzionale e familiare: «Per primo l’amico Ciccio Granato, rivisto con gran piacere dopo tanti anni nella domenica della Ballata dei Gigli a Brusciano il 31 agosto 2025. Il buon Ciccio, qualche anno dopo il terremoto del 1980 mi raccontò di essere stato giovanissimo testimone oculare e geloso detentore delle memorie familiari insieme a Nonno Mastu Clemente o’ Sarto che a metà degli anni ’50 del Novecento dovette ristrutturare casa con conseguente finale identificazione dell’epigrafe greco-giudaica. Essa era stata già fortuitamente rinvenuta nei primi anni del 1900 durante lo scavo di un pozzo artesiano e sarebbe finita poi, dopo l’acquisizione istituzionale del 1957, per decenni tra i reperti nella giacente raccolta del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Per le fonti scientifiche, “Due iscrizioni greco-giudaiche della Campania”, di Elena Miranda, in Rivista di Archeologia Cristiana 55 (1979), pp. 337-341. Per il condiviso sopralluogo a Brusciano in Via Giordano Bruno a Brusciano, in prossimità dell’Oratorio Semmola, a “Chiesiella e’ Paulillo” nei primi anni del 2000 con lo storico del Cristianesimo Primitivo, Sabato Scala e il tecnico Peppe Mocci. La successiva cordiale accoglienza della famiglia Sessa-Giannino con la Signora Gioconda, vedova di Mastu Carminiello per la definitiva identificazione del punto preciso del luogo dell’originario rinvenimento della lastra di travertino rivelatasi essere un antico raro reperto archeologico dal 2016 fruibile per tutti i visitatori del MANN di Napoli».
Tanto per contribuire ad un’informazione obiettiva, alla promozione della dignità e dei diritti umani, alla cooperazione e al dialogo, alla costruzione di una cultura di pace con individuali comportamenti etici e sostenibili nella vita quotidiana.
Mentre resta lo sguardo attonito sulla Palestina, dove dal 2023 ci sono state oltre 60.000 vittime fra cui 20.000 bambini, soprattutto nella Striscia di Gaza dove Israele in risposta agli attacchi di Hamas, ha attivato un’intensa azione militare di morte, distruzione, sfollamento ed occupazione, si spera negli sforzi internazionali per una dignitosa conclusione di questa tragedia. Intanto dal versante italiano, sul sito del Ministero degli Esteri, , dal 12 settembre 2025 si legge: «l’Italia oggi ha votato a favore della Risoluzione dell’Assemblea Generale ONU che chiede la creazione di uno Stato di Palestina libero da Hamas. La Risoluzione, che ha adottato la “Dichiarazione di New York sulla risoluzione pacifica della questione palestinese e l’attuazione della soluzione dei due Stati”, è stata presentata da Francia e Arabia Saudita. Nel testo si dispone che “Hamas deve liberare tutti gli ostaggi” e che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite condanna “gli attacchi commessi da Hamas contro i civili il 7 ottobre”. L’effettivo riconoscimento verrà poi effettuato in base alla libera sovranità degli Stati. Il testo chiede inoltre un’azione collettiva per porre fine alla guerra a Gaza, per raggiungere una soluzione giusta, pacifica e duratura del conflitto israelo-palestinese basata sull’effettiva attuazione della soluzione dei due Stati. Oltre ad aver votato a favore, l’Italia ha cosponsorizzato e contribuito ad elaborare il testo», https://www.esteri.it/it/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/2025/09/litalia-alle-nazioni-unite-vota-a-favore-della-risoluzione-a-sostegno-della-soluzione-due-stati/.
La Commissione indipendente di inchiesta delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati ha certificato nel suo rapporto del 16 settembre 2025 che è in corso un genocidio a Gaza ad opera dello Stato di Israele, https://www.ohchr.org/sites/default/files/documents/hrbodies/hrcouncil/sessions-regular/session60/advance-version/a-hrc-60-crp-3.pdf.


| Scisciano Notizie è orgoglioso di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. Per questo chiediamo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, fondamentale per il nostro lavoro. Sostienici con una donazione. Grazie. |
| SciscianoNotizie.it crede nella trasparenza e nell'onestà. Pertanto, correggerà prontamente gli errori. La pienezza e la freschezza delle informazioni rappresentano due valori inevitabili nel mondo del giornalismo online; garantiamo l'opportunità di apportare correzioni ed eliminare foto quando necessario. Scrivete a redazione@sciscianonotizie.it . Questo articolo è stato verificato dall'autore attraverso fatti circostanziati, testate giornalistiche e lanci di Agenzie di Stampa. |



