Napoli, 25 Settembre – Escludere dai distributori automatici presenti nelle sedi comunali i prodotti a marchio Coca Cola. È la richiesta contenuta in una petizione firmata da 150 dipendenti del Comune di Napoli e consegnata oggi all’assessore al Welfare, Luca Trapanese. L’iniziativa si ispira alle campagne di boicottaggio promosse a livello mondiale dal movimento Bds (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni), che punta a colpire aziende accusate di legami diretti o indiretti con la violazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati.

“I prodotti Coca Cola sono tra gli obiettivi del boicottaggio internazionale, in quanto ritenuti complici di Israele”, spiegano i promotori, che hanno incontrato la stampa davanti a Palazzo San Giacomo. Nel documento si legge la volontà di “colpire le aziende coinvolte, direttamente o indirettamente, nelle violazioni dei diritti umani”.

L’assessore al Welfare ha accolto favorevolmente l’appello. “È un’iniziativa importante che va presa in considerazione. L’Amministrazione mi ha chiesto di ascoltare i dipendenti e credo sia giusto sostenerli. È un piccolo gesto, ma con un valore educativo e culturale”, ha dichiarato Trapanese, sottolineando come l’azione possa sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto di alcune scelte di consumo.

Oltre all’esclusione della multinazionale delle bevande gassate, i promotori chiedono che in occasione di PharmExpo 2025, previsto dal 24 ottobre alla Mostra d’Oltremare di Napoli, non sia concesso spazio espositivo alla Teva Pharmaceutical Industries, colosso israeliano del settore farmaceutico. “Napoli non può cambiare da sola gli equilibri internazionali – si legge nella petizione – ma può dare un segnale simbolico forte, in linea con la sua storia di città solidale e schierata dalla parte dei diritti umani”.

La campagna Bds, nata nel 2005 e sostenuta da diverse realtà associative, mira a esercitare pressioni economiche e politiche su Israele attraverso il boicottaggio di prodotti e aziende considerate complici delle politiche nei territori palestinesi. Coca Cola e Teva sono da tempo nel mirino degli attivisti. La decisione finale spetterà all’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaetano Manfredi, che ora si trova a dover valutare se e come accogliere la richiesta dei dipendenti.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.