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75esimo Anniversario della Repubblica italiana, Mattarella:”Un 2 giugno nel segno dell’impegno collettivo per il rilancio e la rinascita del Paese”

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Roma, 2 Giugno – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deposto una corona all’Altare della Patria in occasione del 75esimo anniversario della Repubblica italiana che anche quest’ anno, come nel 2020, si celebra senza cerimonie aperte al pubblico e senza la tradizionale parata militare in via dei Fori imperiali a causa del Covid.

Ad attendere il capo dello Stato c’erano però in piazza Venezia, dietro le transenne, centinaia di cittadini e turisti, che hanno assistito alla breve cerimonia.  Mattarella è stato accolto dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini, e dalle più alte cariche dello Stato che lo hanno atteso alla base del monumento dedicato al Milite Ignoto: il presidente del Consiglio Mario Draghi, i presidenti di Senato e Camera Elisabetta Casellati e Roberto Fico, il presidente della Corte Costituzionale Giancarlo Coraggio. Accompagnato da Guerini e dal capo di Stato maggiore della Difesa Enzo Vecciarelli, il presidente della Repubblica ha poi passato in rassegna lo schieramento interforze e, dopo l’inno nazionale, ha deposto la corona davanti alla tomba del Milite ignoto.

La breve cerimonia si è conclusa con il passaggio delle Frecce Tricolori, su piazza Venezia e sulla città di Roma. Così inizia questa giornata di festa – che per il presidente Mattarella ha il significato di un “nuovo inizio” dopo la pandemia, come 75 anni fa, quando nel 1946, la maggior parte degli italiani disse no alla monarchia con un referendum dopo la dittatura e la guerra. Parole in piena sintonia con quelle del premier Mario Draghi che tanto sta spingendo sulla ripresa e sull’unità del Paese. 

“Settantacinque anni fa, riconquistata la libertà, il popolo italiano poté, con il referendum del 2 giugno 1946, scegliere il proprio destino. Il voto per la Repubblica consenti’ all’Italia di intraprendere il percorso della democrazia, del progresso sociale, dello sviluppo. Un passaggio storico tanto atteso e fondamentale per tutti i cittadini duramente provati da una stagione di guerre e dalla dittatura. Un patto di cittadinanza sancito dal suffragio universale che, per la prima volta, includeva in maniera completa il voto femminile. Gli italiani e le italiane, insieme, per una nuova Italia. Da allora il processo di crescita e consolidamento della democrazia non si e’ mai interrotto e ha superato altre terribili prove, come la sfida del terrorismo”. Cosi’ Mattarella, nel messaggio al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, in occasione della Festa della Repubblica. 

Alle Forze armate “va la riconoscenza del Paese per la dedizione al servizio e il valore dimostrati anche nella complessa e delicata situazione emergenziale che minaccia la nostra salute, il nostro benessere e il libero esplicarsi delle nostre esistenze”: scrive Mattarella nel messaggio inviato al Capo di Stato Maggiore della Difesa. “La Repubblica, in questi anni, ha rafforzato costantemente il proprio prestigio con una autorevole partecipazione alle Organizzazioni internazionali, dalle Nazioni Unite, all’Alleanza Atlantica, alla Unione europea, di cui è stata fondatrice ed è convinta e attiva sostenitrice. A questo sforzo hanno contribuito in maniera significativa le Forze Armate, legate alle Istituzioni della Repubblica e alla sua Costituzione dallo speciale giuramento di fedeltà – ha sottolineato Mattarella – ad esse va la riconoscenza del Paese per la dedizione al servizio e il valore dimostrati anche nella complessa e delicata situazione emergenziale che minaccia la nostra salute, il nostro benessere e il libero esplicarsi delle nostre esistenze”.

“Rinnovo, con particolare commozione, la gratitudine del popolo italiano a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per l’Italia e alle loro famiglie costrette a convivere con un dolore incolmabile. La congiuntura sanitaria non consentirà, per il secondo anno di seguito, di tenere la tradizionale manifestazione nella quale si celebra anche l’abbraccio dei cittadini alle Forze Armate. Mi è grato, in loro nome, in questo giorno della Festa della Repubblica, esprimere ai militari di ogni ordine e grado e al personale civile, l’apprezzamento per l’insostituibile apporto offerto al bene comune. Viva le Forze Armate, viva la Repubblica!”, ha concluso il presidente. 

Un 2 giugno nel segno dell’impegno collettivo per il rilancio e la rinascita del Paese”, auspica il capo dello Stato. E lo ha ribadito ieri davanti agli ambasciatori invitati al Quirinale per il tradizionale concerto e lo spettacolo dei passi di danza di Roberto Bolle, Mattarella ha sottolineato come la nostra Repubblica abbia scelto la strada della pace e dei diritti, indivisibili dalla nostra vocazione europea. Un Paese forte e coeso, che in 75 anni con la nascita della Repubblica ha fatto “progressi straordinari” e che oggi ha la porta spalancata verso una “stagione di rinascita” e una ripresa economica da non mancare per modernizzare il Paese. 

Il presidente della Repubblica coglie delle similitudini con l’atmosfera del dopoguerra e invita il Paese e la politica a tenere la barra dritta per non sciupare il mare di soldi del Recovery e non minare la ritrovata solidarietà europea. “Il Paese è ora di fronte ad opportunità di ampio respiro, grazie anche alle pianificazioni e agli investimenti a livello europeo”, premette in un messaggio ai prefetti d’Italia attraverso il quale sprona i cittadini ad avere fiducia, a non perdere lo slancio per una ripresa che deve essere “efficace e veloce”

La comunità nazionale, che intraprende il delicato percorso verso il definitivo superamento del periodo emergenziale, celebra quest’anno – ricorda Mattarella – la ricorrenza del 2 giugno nel segno dell’impegno collettivo per il rilancio del Paese e della ricerca di nuove prospettive di sviluppo e modernizzazione”. Perché “se ora possiamo guardare con maggiore fiducia al futuro, è soprattutto grazie alla ricchezza di risorse che il Paese ha saputo trovare o riscoprire e all’apporto unitario che ciascuno, non senza sacrificio, ha offerto”.

Alle 19 le celebrazioni al Quirinale, con il premier Mario Draghi. Mentre alle 16 la cerimonia di premiazione del progetto “Dalle aule parlamentari alle aule di scuola. Lezioni di Costituzione” dalla Nuova Aula dei gruppi parlamentari. Il progetto didattico-educativo, rivolto a tutti gli istituti di istruzione superiore, è organizzato dalla Camera e dal Senato, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, a partire dal 2007. Nell’evento odierno, verranno premiate tutte le quattordici scuole finaliste, per gli anni scolastici 2019-2020 e 2020-2021. Sono previsti gli interventi del Presidente della Camera, Roberto Fico, del Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e del Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. La cerimonia sarà trasmessa da Rai Tre – a cura di Rai Parlamento –  e dal canale satellitare e dalla webtv della Camera. 

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