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E’ morto Luciano De Crescenzo: Napoli piange il suo ingegnere filosofo

 

Napoli, 18 Luglio – Si è spento a Roma, dov’era ricoverato da alcuni giorni, Luciano De Crescenzo. Se ne va un gigante del mondo della cultura, quella raccontata con la vivacità della città più bella del mondo, Napoli, a cui lui stesso aveva dedicato un’intera vita e un’intera opera, sia letteraria che cinematografica.

L’ingegnere filosofo Luciano De Crescenzo è morto oggi a Roma, all’età di 91 anni. Da tempo le sue condizioni di salute – lui che da anni soffriva di una malattia neurologica degenerativa – erano precarie. A portarlo via, le conseguenze di una polmonite.  De Crescenzo ci lascia però un’eredità immensa fatta di oltre cinquanta libri, 18 milioni di copie vendute nel mondo, di cui 7 milioni in Italia. Le sue opere sono state tradotte in 19 lingue e diffuse in 25 paesi. E poi i film indimenticabili “Così Parlò Bellavista”, “32 dicembre”.

De Crescenzo era nato a Napoli, nel quartiere di Santa Lucia, il 28 agosto del 1928. Suo padre aveva un negozio di guanti a Napoli in via dei Mille. In uno dei suoi libri racconta di un colloquio immaginario in paradiso: il padre chiede subito notizie sull’andamento del mercato dei guanti. 

Luciano De Crescenzo non era solo uno scrittore. Era anche un grandissimo divulgatore televisivo. Bello, occhi azzurri, sorriso sardonico, capace di grande empatia: la tv e il cinema ne furono subito attratti. Così nacque il sodalizio con un altro grande amico, Renzo Arbore. E ancora, Roberto Benigni. E nacquero capolavori come “Così parlò Bellavista”, film delizioso e ancora gettonatissimo nelle tv private napoletane. «Si è sempre meridionali di qualcuno», la sua frase più celebre in Così parlò Bellavista.

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