Dalle risaie al caos delle città, tredici giorni di scoperte e contrasti raccontati da Rosa Mosca

Napoli, 11 Settembre – Il Vietnam non è soltanto una destinazione da cartolina: è un Paese che travolge chi lo visita, mescolando bellezza e contraddizioni, spiritualità e caos urbano, tradizioni millenarie e modernizzazione impetuosa. A raccontarcelo è Rosa Mosca, turista italiana che ha scelto di immergersi in questa terra del Sud-est asiatico, percorrendola da sud a nord in tredici intensi giorni. Dalle risaie sospese nel verde alle strade brulicanti di motorini, il suo viaggio è diventato un dossier umano e culturale, specchio fedele di un Paese che non assomiglia a nessun altro.

Il viaggio inizia a Ho Chi Minh City, la città più grande e popolosa del Vietnam. Un centro dinamico e caotico, attraversato dal fiume Saigon, dove le contraddizioni emergono ad ogni angolo: grattacieli che svettano accanto a quartieri poverissimi, mercati brulicanti di vita che resistono al tempo. “Qui – racconta Rosa – la vita ruota intorno al Mekong, una fonte d’acqua e di sostentamento per milioni di persone. Ogni giorno i contadini e gli artigiani locali organizzano mercati galleggianti che sono un caleidoscopio di colori, profumi e voci”.

Con un volo interno, il viaggio prosegue verso il centro del Paese, custode della memoria storica vietnamita. L’antica capitale imperiale, con le mura di Hue e i suoi monumenti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, riporta indietro nel tempo, tra pagode, templi e tradizioni che affondano le radici nei secoli. Ogni strada sembra custodire un pezzo di storia, ogni rituale religioso ricorda la forza identitaria di un popolo che ha saputo resistere a dominazioni straniere e guerre devastanti.

Il Nord: paesaggi che parlano all’anima – Gli ultimi giorni del viaggio sono dedicati al Nord, che Rosa descrive come “la parte più bella del Vietnam”. Hanoi, capitale di dieci milioni di abitanti, mostra tutta la sua energia frenetica: il Quartiere Vecchio è un labirinto di strade dedicate a mestieri antichi, mentre lo spettacolo dei motorini – veri protagonisti della mobilità vietnamita – restituisce l’immagine di un Paese in continuo movimento.

Ma è la natura a imprimere le emozioni più forti: trekking tra le risaie fino al confine con la Cina, foreste di un verde vibrante, fiumi da attraversare in lunghe ore di navigazione silenziosa. “Il Vietnam – confida Rosa – ti conquista con paesaggi che sembrano sospesi nel tempo: catene montuose imponenti, risaie che si arrampicano sui versanti come un mosaico naturale, villaggi rurali dove la povertà convive con una dignità disarmante”.

Il viaggio non è stato solo visivo, ma anche gastronomico. Il riso, cucinato in mille varianti, resta il cuore della cucina locale, accompagnato da verdure, carne di maiale e gamberi. Piatti tipici come l’insalata di papaya con gamberetti e noci raccontano un gusto fresco e autentico. La frutta, venduta in carretti per strada, offre banane, ananas e soprattutto manghi dal sapore unico.

Accanto a questi sapori, Rosa si è imbattuta anche in usanze difficili da accettare per un occidentale: lo street food preparato in condizioni precarie, la vendita di carne di cane, gatto e perfino di animali insoliti come serpenti e topi nei mercati locali. “È un’altra dimensione culturale – osserva – che ci ricorda quanto siano profondamente diversi i parametri di vita e di sopravvivenza rispetto all’Europa”. Non mancano però gesti di grande artigianato: nel Nord famiglie intere ricamano a mano borse, centrini e braccialetti, simboli di un sapere antico che continua a vivere.

Il viaggio di Rosa Mosca in Vietnam non è stato solo un itinerario turistico, ma una vera immersione in un Paese complesso, capace di unire natura incontaminata e modernità improvvisa, povertà estrema e spiritualità profonda.

Il Vietnam è un mosaico di contrasti: città caotiche e templi silenziosi, mercati poverissimi e paesaggi che tolgono il fiato, tradizioni millenarie e globalizzazione che avanza. Per un europeo, ogni esperienza diventa occasione di confronto: il valore attribuito al cibo, la concezione della famiglia, il rapporto con la natura e con il tempo.

In un mondo che tende all’omologazione, il Vietnam resiste come un Paese diverso, che non si lascia raccontare in poche parole. Forse il suo segreto sta proprio lì: nella capacità di farsi ricordare non per ciò che rassicura, ma per ciò che sorprende e mette in discussione.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.