Salerno, 20 Ottobre – Nella Salerno storica, in via Ferrante di Sanseverino, si trovano i Giardini della Minerva, orto botanico della scuola medicea salernitana e museo regionale. Una perla nel cuore della città, con un’impagabile vista mare. Sono giardini terrazzati, situati in un luogo riparato dai venti di tramontana, addossati alla collina. Adibiti dal 2004 a giardino visitabile dal pubblico, racchiudono un tesoro botanico curato con organizzazione e amore.
La genesi e la storia lunghissima ce l’ha sintetizzata, ma non per questo privata di dettagli, la valentissima guida, l’archeologa Paola Valitutti, che ha guidato il gruppo di visitatori di Palma Campania, sabato 18 ottobre, accompagnato dal professor Francantonio Santella di “Sorridi alla vita, Associazione di volontariato “Martina Santella”, che nata dal dolore, apre le porte alla vita.
Palazzo Capasso, elemento del Giardino della Minerva, antica residenza dei Silvatico, è fortemente influenzato dai lavori eseguiti nel Seicento da Don Diego del Core. Il matematico Giovanni Capasso, suo ultimo proprietario agli inizi del Novecento, vi accolse l’Ateneo-Convitto Galileo Galilei da lui creato. Una splendida fontana risalente all’inizio del Settecento, situata nel punto più basso del giardino, fornita di vasca e zampillo, la fontana a Conchiglia, con due colonne salomoniche che incorniciano la vasca centrale, arricchisce la vasta terrazza di Palazzo Capasso, che ospita anche una piccola loggia con soffitto a volta, recentemente ristrutturata, con serramenti e infissi in castagno, risalenti alla fine dell’Ottocento.
Ci sono molte cose da osservare, odorare, toccare. Un erbario che include quasi tutte le specie medicinali raccomandate nel Regimen sanitatis salernitanum per curare o almeno alleviare i disturbi che colpiscono uomini e donne. La guida Valitutti ha presentato le diverse peculiarità, mettendo in evidenza i particolari e tutto ciò che rende speciale il Giardino della Minerva, il quale, grazie alle ricerche archeologiche dettagliate, ha reintegrato il ciclo delle acque che fin dal medioevo irrigava questi orti e giardini. Attualmente, ci sono oltre 300 specie di piante in coltivazione, incluse alcune molto rare. Tra queste, una delle più celebri è la mitica mandragora, che si narra venisse impiegata per preparare elisir magici e afrodisiaci. Tra le più frequenti ci sono: aloe, cipollina, calendula, liquirizia, fiore di loto e la Colocasia, con le sue foglie ampie e alte, si sviluppa negli stagni e nelle acque delle fontane.
Si osservano le cisterne, realizzate in sotterraneo per ottimizzare lo spazio, un impianto di canali, l’acqua fluisce e tutto rinfresca. Un posto incantevole, dove riaffiorano i ricordi della medicina tradizionale, la teoria dei quattro umori, basata sulla teoria dei quattro elementi, (terra, acqua, aria, fuoco), con una descrizione logica e sensata di ciascuna pianta, e si può scoprire quale sia il suo nome, il nome botanico e quale ruolo avesse nella farmacopea. La bellezza dei pergolati adornati con agrumi, viti, glicini, gelsomini, spazi a quinconce, fontane, intonaci vivacemente decorati, fontane con mascheroni a figura di Gorgona.
Attraente è la scala coperta di pergole che si estende sul lato meridionale del giardino, sorretta dalle storiche mura medievali della città. Questa collega i vari strati del Giardino di Minerva. Notevole è il Platano di Ippocrate, un esemplare di Platano orientale prelevato a Kos in Grecia, nel marzo 2017, simbolo dell’eredità scientifica del famoso terapeuta greco. Alla tisaneria/bookshop, chi ama le erbe officinali può assaporare una deliziosa tisana. Si chiama Silvatica ed è dedicata al celebre dottore Mattheus Sylvaticus. Non mancano i laboratori, attività per i più piccoli. Presso la sala video la sosta per la proiezione di documentari descrittivi del Giardino della Scuola Medica Salernitana è una goduria. In questo spazio è custodita una biblioteca botanica, dono della professoressa Paola Lanzara e un’esposizione di antichi strumenti farmaceutici, dono della famiglia Mazzella. La bellezza del sito sulla collina affacciata sul golfo è sicuramente rigenerante. Sono oltre cinquantamila i visitatori all’anno, la notorietà di questi Giardini della Minerva ha superato i limiti dell’Italia.
Il gruppo ha iniziato la mattinata con un’escursione alla villa comunale, vista da molti salernitani come un autentico polmone verde. Presenta splendide aiuole e giardini ben mantenuti, un luogo perfetto per godersi qualche ora di relax in un ambiente sereno; è un autentico orto botanico. Inoltre, si possono osservare varie statue e monumenti, incluso uno dedicato a Giovanni Nicotera, che racconta la storia e la cultura della città. Alcuni spazi della villa offrono ambienti destinati alla cultura, come biblioteche o sale per eventi culturali. Non era possibile omettere la visita alla Basilica Cattedrale Primaziale Metropolitana di Santa Maria degli Angeli, San Matteo e San Gregorio VII, nota come Duomo di Salerno, fondata da Roberto il Guiscardo.
Il Duomo ha una pianta a basilica con tre navate, un transetto e un portico quadrato, ispirato all’Abbazia di Desiderio. L’attuale aspetto della facciata deriva da una ristrutturazione barocca dopo il terremoto del 1688, ideata da Arcangelo Guglielmelli e terminata da Carlo Buratti. L’atrio, dotato di 28 colonne e archi semicircolari, è adornato da sarcofagi romani. La porta principale è in bronzo bizantino, mentre le cappelle laterali presentano influenze barocche, con lavori di Solimena e De Mura. La bellezza architettonica, la storicità degli affreschi e delle sculture hanno colpito profondamente il gruppo di visitatori. La passeggiata ha rappresentato un’esperienza di notevole importanza culturale, un’interessante combinazione di paesaggi naturali, meraviglie della natura, insieme alla magnificenza e alla ricchezza storica e artistica delle chiese.
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