Dal racconto dell’amore romantico alla dimensione cosmica e universale: il “Borgo d’Amore” amplia la sua identità tra mito greco, filosofia e paesaggio cilentano
Trentinara, 9 Aprile – Il Sindaco di Trentinara Rosario Carione e l’intera Amministrazione comunale annunciano un nuovo e significativo progetto di valorizzazione territoriale che coniuga arte contemporanea, identità culturale e paesaggio. Con delibera di Giunta n. 24 del 1° aprile 2026 è stata approvata la realizzazione di un’opera monumentale che sorgerà, entro l’inizio dell’estate, nei pressi della “Terrazza degli Innamorati”, uno dei luoghi simbolo del borgo. L’incarico è stato affidato al Maestro Fernando Mangone, artista di fama internazionale, noto per una ricerca espressiva fortemente riconoscibile e per l’utilizzo di colori fluorescenti e iridescenti che rendono le sue opere esperienze visive immersive, capaci di trasformarsi con la luce e dialogare con lo spazio circostante.
L’opera, dal titolo “Le Origini – Teogonia Greca: da Kaos a Eros”, si inserisce nel percorso identitario che ha reso Trentinara il “Borgo d’Amore”, arricchendolo di un nuovo livello di lettura. Se i luoghi già esistenti – dalla “Via dell’Amore” alla “Terrazza degli Innamorati” – raccontano la dimensione umana e romantica, questo progetto introduce una riflessione più ampia e universale: quella dell’Eros come forza primordiale, principio generatore che nella tradizione greca dà origine all’ordine e alla vita, superando il Kaos.
L’installazione sarà concepita come una struttura aperta, capace di accogliere l’opera senza delimitarla rigidamente, lasciandola in dialogo continuo con l’orizzonte e con il paesaggio del Cilento. Il visitatore sarà guidato in un percorso fisico e simbolico che attraversa il mito per poi culminare nell’esperienza visiva del territorio, con uno sguardo che si estende fino a Paestum e al mare. Particolarmente suggestiva sarà la fruizione nelle ore serali: grazie ai pigmenti iridescenti, l’opera assumerà una dimensione ancora più intensa e immersiva, amplificando il senso di sospensione tra reale e mitico.
Il progetto si configura non solo come intervento artistico, ma come un vero e proprio racconto filosofico e culturale. Attraverso il linguaggio contemporaneo dell’artista, il visitatore sarà invitato a interrogarsi sul rapporto tra ordine e disordine, tra origine e conoscenza, in un dialogo aperto tra uomo e universo. Forte anche il legame con il territorio: l’opera rappresenta un omaggio al Parco Nazionale del Cilento e richiama la centralità della natura attraverso la figura di Gea, Madre Terra, simbolo di origine e rigenerazione. Allo stesso tempo, si instaura un dialogo ideale con l’area archeologica di Paestum, creando un ponte tra la cultura della Magna Grecia e l’identità contemporanea del borgo.
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