Nuovi fondi per caratterizzazione, raccolta e bonifica, mentre nel casertano continuano gli incendi che avvelenano l’aria

Napoli, 30 Agosto – Un nuovo piano da dieci milioni di euro per la Terra dei Fuochi. Il Consiglio dei Ministri ha approvato nelle scorse ore un pacchetto di interventi mirati alla caratterizzazione, raccolta e conferimento dei rifiuti nelle aree più martoriate della Campania, tra le province di Napoli e Caserta. L’obiettivo è duplice: contrastare l’emergenza ambientale e prevenire nuovi disastri.

Le misure previste comprendono sorveglianza continua con presidi h24, potenziamento del supporto alle forze di polizia, mappatura dei siti da bonificare e censimento dei centri di raccolta per i rifiuti speciali. Azioni concrete che, nelle intenzioni del governo, dovrebbero rappresentare una svolta nella lotta a un fenomeno che da anni segna in modo drammatico il territorio.

Ma mentre si annunciano i fondi, la realtà sul campo resta segnata dai roghi. Solo ieri, nel casertano, i vigili del fuoco sono intervenuti per due incendi nel giro di poche ore: il primo lungo la tratta tra Casal di Principe e Villa Literno, il secondo a ridosso della stazione di Villa Literno, dove le fiamme hanno bloccato l’accesso alla strada che conduce alla ferrovia.

La denuncia arriva anche dai sindaci. Pasquale Marrandino, primo cittadino di Castel Volturno, ha affidato ai social la propria amarezza: «In un breve percorso in auto da Nola a Villa Literno ho contato almeno dieci roghi. Nel buio si vedevano colonne di fumo nero che le luci della strada facevano brillare come ferite nel cielo», ha scritto, descrivendo un paesaggio segnato da fuoco e veleni.

Il contrasto tra gli annunci istituzionali e la realtà quotidiana resta evidente. Gli investimenti rappresentano un segnale importante, ma da soli non bastano: occorre che ai provvedimenti seguano controlli serrati, bonifiche reali e soprattutto una strategia di lungo periodo capace di restituire dignità a un territorio ferito.

La Terra dei Fuochi continua a essere il simbolo di una battaglia che riguarda non solo l’ambiente, ma anche il diritto alla salute e alla vita stessa delle comunità che vi abitano. Solo quando le colonne di fumo lasceranno spazio a cieli limpidi, si potrà parlare davvero di riscatto.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.