Nel mirino della Guardia di Finanza crediti d’imposta generati tra il 2021 e il 2024. Secondo l’accusa sarebbero legati a lavori mai eseguiti o realizzati solo in parte in 64 cantieri. Disposte anche misure interdittive

Napoli, 24 Settembre  – Crediti d’imposta per quasi 153 milioni di euro sono stati sottoposti a sequestro nell’ambito di un’inchiesta sul Superbonus 110% coordinata dalla Procura di Napoli e condotta dalla Guardia di Finanza. Il provvedimento riguarda due società del settore edilizio riconducibili all’imprenditore Alfredo Guerri, proprietario e presidente della Juve Stabia.

Il decreto di sequestro è stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura partenopea. L’indagine è seguita dal sostituto procuratore Luigi Landolfi, della Sezione II competente per i reati contro la Pubblica amministrazione, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppina Loreto.

Al centro degli accertamenti ci sono crediti d’imposta che, secondo l’ipotesi degli inquirenti, sarebbero stati generati illecitamente tra il 2021 e il 2024 attraverso il meccanismo del Superbonus 110%. Le verifiche avrebbero interessato 64 cantieri, nei quali sarebbero stati attestati interventi edilizi in realtà mai eseguiti oppure realizzati soltanto in parte.

I crediti, ancora presenti nei cassetti fiscali delle società coinvolte, secondo gli investigatori sarebbero stati destinati a entrare nel circuito delle cessioni previsto dalla normativa sulle agevolazioni edilizie. Il passaggio successivo avrebbe consentito la loro monetizzazione attraverso il trasferimento, dietro corrispettivo, ad altre imprese.

Il meccanismo ipotizzato dagli inquirenti avrebbe permesso, attraverso successive cessioni, di attribuire una parvenza di regolarità a crediti formalmente collegati a lavori inesistenti o incompleti, rendendoli successivamente utilizzabili in compensazione fiscale oppure nuovamente cedibili.

L’inchiesta non si limita al sequestro dei crediti. Nei confronti di Guerri è stato disposto anche il divieto di esercitare attività d’impresa. Per un altro indagato, un ingegnere coinvolto nell’indagine, è stato invece disposto il divieto temporaneo di esercitare la professione tecnica.

Le contestazioni si trovano nella fase delle indagini preliminari e dovranno essere sottoposte alle successive verifiche processuali. Per gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Scisciano Notizie è orgoglioso di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. Per questo chiediamo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, fondamentale per il nostro lavoro. Sostienici con una donazione. Grazie.
 
SciscianoNotizie.it crede nella trasparenza e nell'onestà. Pertanto, correggerà prontamente gli errori. La pienezza e la freschezza delle informazioni rappresentano due valori inevitabili nel mondo del giornalismo online; garantiamo l'opportunità di apportare correzioni ed eliminare foto quando necessario. Scrivete a redazione@sciscianonotizie.it . Questo articolo è stato verificato dall'autore attraverso fatti circostanziati, testate giornalistiche e lanci di Agenzie di Stampa.