Napoli, 9 Gennaio – Il 2024 si è concluso con dati allarmanti sul fronte delle carceri italiane: oltre 2.000 tentativi di suicidio e 13.000 episodi di autolesionismo, accompagnati da ben 90 suicidi accertati tra i detenuti, un triste record secondo i dati del dossier Ristretti Orizzonti. Non solo: restano ancora da chiarire le cause di 23 decessi, avvenuti in carcere nel corso dell’anno.
A denunciare la gravità della situazione è Samuele Ciambriello, garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale e portavoce della Conferenza nazionale dei garanti territoriali. “Sono indignato perché ancora oggi, dopo un anno, non sappiamo come siano morte 23 persone in carcere. E nella prima settimana del 2025 ci sono già sei detenuti che hanno deciso di togliersi la vita”, dichiara Ciambriello, lanciando un grido d’allarme sulla condizione critica della salute mentale negli istituti penitenziari.
Un caso particolarmente tragico è quello di Lucio C., un operatore penitenziario di 57 anni, originario del Salernitano e ristretto presso la R.E.M.S. di San Nicola Baronia. Durante una passeggiata accompagnata da altri operatori nel paese, l’uomo si è gettato improvvisamente da un ponte. Nonostante i tentativi di soccorso e i trasferimenti prima all’ospedale di Ariano Irpino e poi al Cardarelli di Napoli, per lui non c’è stato nulla da fare. Sul caso è stata disposta l’autopsia.
Un sistema al collasso: mancano risorse e personale – Ciambriello evidenzia l’urgente necessità di investimenti strutturali per tutelare la salute mentale dei detenuti, ricordando che il Consiglio regionale della Campania aveva già deliberato, il 3 maggio 2022, la costruzione di una nuova R.E.M.S. regionale per rispondere al crescente fabbisogno di cure psichiatriche in ambito carcerario. Tuttavia, ad oggi, la situazione è peggiorata: le sezioni psichiatriche delle carceri di Sant’Angelo dei Lombardi e Benevento sono state chiuse, mentre il carcere di Poggioreale, con oltre 2.000 detenuti, dispone di appena due psichiatri per seguire 400 detenuti con patologie psichiatriche, di cui 80 psicotici. “Servono misure urgenti ed efficaci – insiste Ciambriello –. Bisogna assumere subito nuovi psichiatri e istituire a Poggioreale un’unità operativa semplice di salute mentale”.
Un appello alla politica – I numeri non lasciano spazio a dubbi: il sistema carcerario italiano è in profonda crisi, con un sovraffollamento cronico e una drammatica carenza di personale sanitario specializzato. Le istituzioni sono chiamate a intervenire con piani concreti per garantire il diritto alla salute e prevenire ulteriori tragedie.
Mentre il 2025 si apre con nuovi episodi drammatici, la richiesta di Ciambriello e di altri garanti territoriali rimane chiara: affrontare con urgenza il tema della salute mentale nelle carceri, prima che la situazione diventi ancora più insostenibile.
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