Per l’Università di Otokyo si rafforzerebbe l’ipotesi di una villa importante e dunque l’ipotesi della villa dove sarebbe morto l’Imperatore Augusto. Trovate anche due macine che sarebbero antecedenti al 79 d.C.

Somma Vesuviana, 30 Settembre –  “Abbiamo trovato sette fornaci, delle quali due in queste settimane. Pensavamo che potessero alimentare un complesso termale privato. Ma adesso sono venute alla luce due macine. Dunque abbiamo  sette fornaci e due macine, molto probabilmente per produrre qualche pane o qualcosa per cibi. Siamo comunque dinanzi ad una grandezza eccezionale. E’ un sito eccezionale nel mondo romano.

Seguendo questa eccezionalità,  possiamo arrivare fino alla persona ugualmente eccezionale da collegare all’epoca di Augusto. Per me si rafforza ulteriormente l’ipotesi che possa essere la Villa dell’Imperatore Augusto. Speriamo di trovare qualche scritta relativa all’impero romano e all’Imperatore Augusto”. Lo ha affermato Aoyagi Masanori, archeologo, professore Emerito dell’Università di Tokyo che ha seguito dal primo minuto la campagna di scavo, fondatore della missione archeologica a guida dell’Università di Tokyo che da 22 anni sta portando alla luce il meraviglioso sito archeologico della Villa Augustea.

Vengono alla luce, dunque, anche due macine che sarebbero sempre risalenti all’epoca di Augusto. Oggi, Masanori era a Somma Vesuviana dove ha incontrato il professore, archeologo Antonio De Simone, anima della missione archeologica, tutto il team, il sindaco Salvatore Di Sarno e la Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli, Paola Ricciardi. Intanto la Soprintendenza Archeologia e Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli annuncia 2.500.000 euro per il sito Villa Augustea di Somma Vesuviana per rifacimento copertura e restauro dei reperti venuti alla luce.

 “Questo è un sito meraviglioso, su cui come Soprintendenza vogliamo assolutamente puntare per il rilancio del territorio.  Abbiamo un finanziamento di 2 milioni e mezzo di euro per il rifacimento della copertura e il restauro di una buona parte degli scavi già emersi  e credo che dobbiamo iniziare a ragionare in direzione di una musealizzazione affiancata all’attività di scavo e conoscenza di tutte le parti ancora sommerse. Quindi iniziare a restituire al territorio e alla comunità una parte importante degli scavi   – ha affermato Paola Ricciardi, la Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli – perché li possa effettivamente fruire, conoscere e quindi amare come giusto che siano in quanto sono dei reperti veramente bellissimi. Pensiamo sicuramente a una musealizzazione di quest’area.  Quindi alla possibilità di rendere fruibile l’area con la lettura anche di una serie di reperti  che ora non sono visibili perché sono depositati, mettendoli in situ.  Quindi rendere quest’area un museo di se stessa”.

L’obiettivo è quello di spostare parte del flusso turistico anche sulla fascia pedemontana dell’area vesuviana, ai pedi del Monte Somma. Sotto Le Nuvole, il film del regista Gianfranco Rosi, vincitore del premio speciale della Giuria al recente Festival di Venezia, è in tutte le sale ma sarà presente anche in molte Nazioni. Nel film c’è la storia dello scavo archeologico di Somma Vesuviana.  “Siamo in stretto contatto con la Soprintendenza che ringraziamo ed apprendo con profondo apprezzamento le dichiarazioni della Soprintendente. Insieme dobbiamo lavorare alla riqualificazione dell’area, ad una richiesta di potenziamento della linea ferroviaria dell’EAV e sulle capacità di accoglienza del flusso turistico. Il sito archeologico sta portando alla luce anche tante testimonianze importanti come ad esempio reperti faunistici risalenti a 2000 anni fa come resti di cinghiali, polli, a testimonianza dell’esistenza anche di un importante allevamento che potrebbe essere legato ad una villa importante. Sono venute alla luce statue ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana –  mosaici, affreschi, luoghi, forse un luogo di culto, una grande cisterna, le stratificazioni geologiche delle eruzioni vulcaniche del 79 d.C. ma anche del 472 d.C. e ancora del 512 d.C. e del 1631, la storica eruzione sub – pliniana. E’ probabile che per i romani, questo fosse il territorio ricco di produzione, di bellezza, di ricchezza. Una bellezza oggi tramandata anche attraverso le tradizioni conosciute nel Mondo come la Festa delle Lucerne o i Riti della Montagna. Dobbiamo lavorare anche alla realizzazione di una Fondazione che possa prendersi cura del Patrimonio Culturale di Somma Vesuviana”.

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